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Andrea Semplici
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Sono nato a Firenze nel 1953, provo ancora a fare il giornalista e il fotografo. Perché, a volte, sono due bei mestieri. Che vale la pena fare. Scrivo di viaggi in questi tempi difficili per i viaggiatori.


Ho una bella figlia. Già grande.

In un'altra vita mi sono laureato in giurisprudenza con una tesi sulla Palestina. Un bel          lavoro.

Alcuni anni ancora di università dopo la laurea. Sufficienti per comprendere che il diritto   non era la mia vita.

Ho vissuto per qualche tempo in Messico. E’ passato molto tempo, ma la luce di quel  paese mi è rimasta dentro. E là bisognerà tornare un giorno. Anche perché là sta il Chiapas e vi sono le colline di Oaxaca. Una casa dalle pareti azzurre, forse, è in attesa di un nuovo ospite.

Poi, dopo un paio di anni di andirivieni, sono tornato in Italia perché accadde, per caso, di cominciare a scrivere e fotografare per una rivista toscana. Si chiamava (ma c’è ancor oggi) Toscana Qui.

Dal 1982 sono giornalista pubblicista in un paese che ti obbliga ad avere una tessera professionale.

Ho dato la mia firma a una rivista avventurosa che si chiamava AltroMondo (1983-1985). Ho colloborato al Manifesto (qualche volta ancor oggi). Ho fatto un po’ di radio (Controradio, 1987-1988) e ne ho una grande nostalgia. Sono stato redattore al giornale La Nazione (1988-1989) e poi capocronista della redazione fiorentina di Paese Sera (1989) e, quindi, redattore di Italia Oggi (1990-1991). Un segno del destino? Gli ultimi due giornali hanno chiuso, mi è toccato, quindi, inventarmi una vita da free-lance (se la parola non facesse sorridere, anche se in inglese sta per ‘soldato di ventura’).



Ho diretto il progetto Alin, America Latina Informazioni (1993-1994) e sono stato redattore della rivista Cooperazione del Ministero degli Affari Esteri italiano (1993-1994).

Membro del Comitato Scientifico della rivista Nigrizia (1998-2004) e del Comitato di Redazione della rivista Africa e Orienti (dal 1998, ma da molto tempo non li sento più).



Una lunga serie di collaborazioni. Alcune stabili. Altre saltuarie. Altre già finite. Ma pronte per ricominciare. Alti e bassi, insomma. Fra Tuttoturismo, il vecchio Airone, Linus, Nigrizia, Africa, Archeo, Altreconomia, Luoghi dell'Infinito, Qui Touring, Grazia. Ora Terre di Mezzo, uno street magazine molto bello. Peccato che la stagione delle riviste sia finita. Ricomincerà il tempo degli story-teller.

 

Una microcarriera da ghost-writer. Cinque libri apparsi a firma di altri. Con uno ho addirittura vinto un premio. Quando lo consegnarono, me ne stavo f ra il pubblico a vedere l'effetto che faceva.

 

Quasi per caso (ma non troppo, in fondo) mi sono trovato a scrivere tre guide turistiche a paesi di frontiera: Eritrea (1994 e 1996), Etiopia (1996) e Libia (1998, 2000, 2006). Questi tre libri sono usciti per le edizioni Clup e poi Clup/De Agostini.



Ho scritto anche una guida ad Amsterdam (1987). E alcune guide sulla Toscana: percorsi naturalistici della guida Viaggio in Toscana (1988); Toscana Verde ( 1990); guida al parco archeologico di Baratti-Populonia (2000, 2008) e guida agli itinerari dell’Alta Maremma (2006). Poi una guida a Piombino (2010), nello stesso anno in cui usciva 'Acciaio' il bel libro di Silvia Avallone. Per la Giunti ho scritto una guida ai prodotti tipici della Toscana (2001). Insomma, una bella confusione. Dall’Africa e l’America Latina al lardo di Colonnata. I neuroni, immagino, si sono smarriti qui.



E ancora: assieme ad Enrica Chiappero ho scritto un saggio su ‘Umanizzare lo sviluppo’ (2001. Per Rosenberg & Sellier). Non contento, dieci anni dopo (2011), ho nuovamente collaborato con Enrica al libro 'Politiche per uno sviluppo umano sostenibile' (Carocci). Al solito ho l'intruso andando a intervistare preti ed economisti. Con un piccolo orgoglio: far apparire in un libro di economia, un colloquio con Mario Dondero, il migliori fra i fotografi italiani del '900, attorno all'idea di bellezza.



Alcune storie di questo arruffato e lento nomadismo editoriale sono state raccolte in due piccoli libri (di cui un po’ vado fiero): Diario d’Africa (2004) e Viaggiatori Viaggianti (2006). La storia dei contadini dell’isola Domenicana, invece, è stata raccontata in La Ruta del Cafè (2007). Tutti e tre i libri sono stati pubblicati da Terre di Mezzo. Nel 2011 sono tornato, in estate di caldo, in quell'isola dimezzata. Ne è uscito un buon racconto, troppo affrettato: 'L'isola lontana dal mare'. Racconta dei tagliatori di canna da zucchero. Sempre edito da Terre di Mezzo. E' una storia brusca, maledetta, con addosso una profonda voglia di ribellione.

 
Nel 2008 sono usciti alcuni libretti fotografici sui centri archeologici libici di Leptis Magna, Sabratha e sulla città di Ghadames. Nel 2010, senza immaginare la catastrofe che avrebbe travolto la Libia, usciva un quarto libretto sul deserto libico. Un giorno torneremo laggiù. 

 

 Ancora una follia, assieme a Mario Boccia, uno dei migliori fotoreporter italiani, abbiamo scritto sei piccole guide fotografiche ad alcune città israeliane e palestinesi: Haifa, Akko e Taybe. E Tulkarem, Gerico e Nablus. Quasi un antidoto, un invisibile mattone per una possibile convivenza. Il libro è una committenza di MedCooperation, programma di cooperazione decentrata della regione Toscana. Nell'autunno del 2011, è finalmente uscita la versione in italiano di questa guida (edito sempre da Terre di Mezzo).

 

Nel 2009, una vecchia amica mi ha chiesto di collaborare a un libro-inchiesta sull'influenza H1N1. Faceva parte del progetto Watchdog. Un bel lavoro, mi riconciliò con il giornalismo. Ma, per fortuna, la pandemia non ci fu e il libretto scomparve, dopo recensioni lusinghiere, dagli scaffali delle librerie. Ma il libro ha un suo valore, si chiama 'Nuova Influenza', edito, ancora una volta, da Terre di Mezzo.

 

 Nel 2010 è uscito un microlibretto (ne sono orgoglioso), dalla copertina color carta da zucchero, dove appaiono le pagine di un mio dialogo immaginario sull'arte di partire con Ryszard Kapuscinski. Ha avuto un bel successo.

 

Nel 2011 è uscito un libro (scritto e fotografato assieme a Mario Boccia) sui contadini della Bosnia: 'Viaggio in Erzegovina' edito da BuyBook, progetto di Oxfam. Con Mario abbiamo realizzato una mostra fotografica sul mondo di questi contadini. Ha esordito a TerraFutura lo scorso maggio.

 

Finito il lavoro anche di un'altra guida: al parco archeominerario di San Silvestro, a Campiglia Marittima. Uscirà quando in Maremma arriverà la primavera. E' un gran bel posto, San Silvestro.

 

E' cominciato il 2012. Anno bello e duro. Usciranno due libretti sui viaggi giovanili del Che Guevara. Poi non so. Lavori in corso: una strana guida raccontata alla Maremma.  

 

Progetti (possibili? Impossibili?): le primavere arabe e i grandi salares...insh'allah. 

 

 Nel frattempo non è ancora uscito il racconto (molto lungo, un romanzo di viaggio-non viaggio) attorno a una terra di fuoco e di sale. Sta in Africa, è la Dancalia. Il libro potrebbe chiamarsi AfarLand. Non so se qualcuno lo pubblicherà. Dopo molti mesi e qualche rifiuto comincio a temere che rimanga fra i file del computer. In realtà, le sue pagine hanno dato un senso a tutta questa confusione. 

 
Ps: il giorno di nascita è il 4 marzo del 1953. Pesci, forse ascendente pesci. Ma quello stesso giorno (in anni diversi) sono nati Lucio Dalla, Marco Paolini e Ryszard Kapuscinski. E mille altri amici. Perché non fare un bel club?