Café de la Paix e Fernet Branca




Petonal de Cordoba, angolo della piazza centrale. Piccioni che invadono i tavolini. Camerieri affranti e dai gilet mangiati dalle tarme. Sono stanchissimi. La gente si siede e si alza in continuazione. Si mangia male. Panini troppo pesanti, trippe unte. Si ingorga la città in questo angolo. Sciamano i ragazzetti a vendere rose e chiedere elemosine. In pochi minuti al nostro barcollante tavolino, sporco di tutti gli avventori che ci hanno preceduto, si avvicina una ragazzina incinta, una donna giovane senza denti e un bambino in braccio, un venditore di profumi in camicia e cravatta, un uomo ci lascia un santino accanto al piatto, un’altra donna depone un cartoncino con su disegnate rose, si avvicina un venditore di capelli da cow-boy, un uomo grasso offre biglietti della lotteria, un suonatore di chitarra afferra una sedia e canta il suo concerto personale. I piccioni hanno imparato a scansare la folla, aspettano la fine del pasto. E poi spiccano un balzo verso le trippe abbandonate nel loro unto.

Alle quattro del mattino, i giovani si ubriacano di Coca-cola con Fernet. Rituale notturno di Cordoba: deve essere Fernet Branca, con etichetta italiana. E’città alcolica, Cordoba. Meno droga che a Buenos Aires. Il vino è per gli adulti. I ragazzi mescolano meloni e vino bianco, ma sui gradini delle piazze, ora che le temperature sono miti, si allineano le bottiglie scure del Fernet e i plasticoni della Coca-Cola.

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