Gauchito Gill

A Saclanta….

A Salta
Mi piacciono le piccole bandiere rosse al vento del Gauchito Gil. Bel tipo, altro santo profano della folle devozione popolare argentina. Forse era un Robin Hood della Pampa. O, più, semplicemente non ne voleva sapere delle guerre che non lasciavano in pace questa terra a metà dell’800 e quindi disertò. Oppure amava una vedova e questo era insopportabile agli occhi dei fratelli della donna e di uno spregevole capo locale. Ma il Gauchito deve essere davvero esistito: nato a Mercedes, nella regione di Corriente, attorno al 1840. Ucciso da un poliziotto l’8 gennaio del 1878. Impiccato a testa in giù e sgozzato. In fondo era un disertore e un bandito, ma il Gauchito avvertì il suo assassino: ‘Tuo figlio sta morendo, dovrai pregare il mio sangue innocente perché si salvi la vita’. Il poliziotto uccise ugualmente il Gauchito senza alcuna pietà, ma quando tornò al suo villaggio scoprì che davvero il figlio era moribondo. Invocò allora il sangue della sua vittima e il Gauchito fu generoso: il ragazzino fu salvo. Il poliziotto tornò allora al luogo del martirio e dette sepoltura onorevole al Gauchito.
In Catamarca…
La storia del ‘sangue innocente’, con il mistero del racconto di bocca in bocca, si diffuse di paese in paese. Oggi non vi è regione dell’Argentina, dalla Terra del Fuoco alla Puna andina, dove, attorno ad altarini dipinti di rosso, ai bordi delle strade, non sventolino le bandiere (rosse) del Gauchito. Santo delle cose pratiche: si chiede successo economico, un appartamento, che arrivi la pensione (oggi anche via Internet). In cambio si lascia una sigaretta, un cartone di vino Toro, un lacciolo rosso, una statuetta (si fa lo stesso con la Pachamama, la Madre Terra). Santo che protegge i viaggi, fa evitare gli incidenti. Accenni di sincretismo: l’8 gennaio, sono almeno duecentomila le persone che vanno in pellegrinaggio a Mercedes e là si dice messa in onore del Gauchito. La chiesa, questa volta, non vuole lasciarsi sfuggire così tanta gente. Spesso il Gauchito appare a fianco della Vergine negli altari delle chiese rurali. E’ un Cristo criollo, un Cristo nato nel Latinoamerica. Il suo santino più diffuso lo ritrae, bellissimo (lunghi capelli, baffi ben curati, bolas in mano), con una croce rossa alle spalle. Si prega il Gauchito invocando la fede in Dio.
Sì, ho anche il santino del Gauchito Gill nella mia agenda. Sta diventando un pantéhon argentino.
Agua de Oro, 24 novembre
print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.