Rift Valley

Buri, stamattina niente scuola per Ibrahim
Passi nella Rift Valley. Passi afar nella mattina. Siamo in ritardo. I cammelli sono già al pascolo. Le vacche sono gia in movimento verso gli stagni. A piedi raggiungiamo le capanne di Buri, villaggio stanziale degli afar a poca distanza da Awash, dieci chilometri fuori dalla strada che conduce a Gibuti.
Il maestro di Buri, villaggio stanziale afar, vicino alle pozze di Bilen, ogni mattina va alla ricerca dei bambini. Devono venire a scuola. Ha l’aria della persona giusta, il giovane maestro. Gira di capanna in capanna. Consapevole dei turni informali decisi dalle famiglie. Bisogna essere flessibili nelle regione rurali dell’Etiopia. C’è chi va a scuola un giorno sì e uno no. Due fratelli si alternano: quando uno è a badare agli animali, l’altro va a scuola. Nella classe, oggi il maestro insegna le frazioni oggi. C’è una sola ragazza nella baracca-aula. Nessuno ha un quaderno o un libro. Ascoltano. Con dedizione. E silenzio.  
Local administrator
Il fratello dell’amministratore locale (mi traducono a questa maniera il ruolo dell’uomo che si è fermato a parlare con me) manda a prendere una maglietta verde. Vuole farsi fotografare nella spianata di fronte al paese. Deve mettersi elegante. Dove ho scritto il suo nome? Attorno, polvere, solo polvere. Bambini minuscoli fanno pascolare greggi di capre.
Una donna, al road-restaurant, ne offre un’altra, giovane, carina, bella, ai camionisti che passano. Johnny sorride e dice che lei è congio. Beautiful. Bella.

Strada per Assab. Camion su camion. Realtà immobile. C’è il paese dei venditori di carbone. In un altro vedono stuoie. Prima ancora c’erano i vestiti. Alla fine i lavatori dei camion.

I lavatori di camion
Solo Semera, nuova capitale della regione afar, è senza vocazione. E’ il luogo fasullo (e concreto) del potere politico su questa regione. Quando, molti anni fa sono passato di qua, non c’era nulla. Nemmeno si notava questa piana desolata. Non era un deserto. Era solo polvere. Non riusciva nemmeno a essere brutto. Era un non-luogo del nulla. Ci hanno fatto una città. Se una città è costruita un distributore di benzina, metterci palazzi ministeriali (già coperti da un velo di polvere), farci girare attorno capre e uomini e aprire un bar. Nel frigo succhi di frutti. Televisione su al-Jazeera. Ecco fatta una capitale.

Bilen-Semera, 15 febbraio

print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.