La guerra e una bottiglietta d’acqua

Pastore in Dancalia


Emanuele Giordana, giornalista e scrittore, sorseggia un bicchiere d’acqua. Gesto semplice. Emanuele sa di Afghanistan. E ci invita a guardare la guerra da un altro punto di vista. ‘Ci sono 140mila soldati stranieri nel paese’, dice. Questi soldati mangiano, vanno al gabinetto, hanno bisogno di stringhe per le scarpe. E bevono. Quanti litri di acqua beve un soldato in guerra? Emanuele è ottimista: ‘Tre litri’. In Afghanistan può fare freddo. Tre litri può essere una media nell’anno. Ma un uomo, appesantito dalla tensione e dal caldo dell’estate, ha sete. Come in deserto,si può arrivare a cinque litri. Un soldato deve bere acqua imbottigliata. Sono 420mila litri di acqua ogni giorno. Bottiglie che devono raggiungere ogni caserma e ogni avamposto. E’ un cammino lunghissimo. L’acqua viene comprata ad Abu Dhabi. Raggiunge, via cargo, il Pakistan. Risale fino a Quetta. Se i camionisti sono coraggio, la strada attraversa l’Afghanistan da Sud. Regione di guerra. Regione talebana. Dodici compagnie, con sedi fuori dall’Afghanistan, hanno il monopolio di questi trasporti, spiega Emanuele. Queste società pagano una tangente, un diritto di passo, per attraversare territori talebani. Ottocento, mille dollari a camion (se trasportassero armi, il pizzo sale fino a cinquemila dollari). La coalizione occidentale finanzia il nemico. Quella bottiglietta d’acqua costa in media un dollaro. Un calcolo impreciso, avverte Emanuele. Ma adesso fate voi i conti (e moltiplicateli per la carta igienica, per le scatolette di cibo, per i calzini….). Sono 450mila dollari al giorno. Le dodici compagnie di trasporti non hanno alcun interesse che la guerra in Afghanistan finisca. Le banche che hanno nei loro forzieri 130 miliardi di dollari libici,congelati dalle Nazioni Unite, non hanno alcun interesse che qualcuno si presenti a prelevarli. Follow the money.
Le guerre moderne, ipertecnologicihe, non finiscono mai (Iraq, Afghanistan, ora Libia). In un intreccio di stupidità, ferocia, quotidianità, business. E se finiranno sarà per una storia di portafogli.
Treno per Napoli, 23 giugno
Emanuele Giordana ha presentato ieri sera, nella terrazza delle Oblate, il suo ultimo libro. Pagine che raccontano gli altri punti di vista sulla guerra in Afghanistan. Si chiama: ‘Diario da Kabul’. Edito da ObarraO. La presentazione è stata organizzata dal Caffè Letterario di Avventure nel Mondo. 
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