A Roscigno, Cilento

Roscigno Nuova, la piazza

Da giorni, viaggio al Sud. Napoli, Cilento, Cancellara. Ora Matera. In attesa della Festa della Bruna. Luminarie per la città. Adrenalina che scorre. Fra due giorni verrà assalito il Carro. Attesa. 
Difficile raccontare il Sud. Temo i luoghi comuni.
Ho passato tre giorni a Roscigno, paese degli Alburni. Un’ora e mezza da Salerno. Ma è più Lucania che Campania.
Ecco, i luoghi comuni. Ecco quanto è accaduto a Roscigno.
Roscigno Nuova, la processione del Corpus Domine
Il caffè, innanzitutto. Lo pigliate o’ caffè? Forte. Ristretto. Nessuno conversazione senza un caffè. Rito di accoglienza. Mi piace. Passo le giornate a bere caffè. Con un bicchiere (di plastica) d’acqua. Io sono il forestiero. Io sono l’altro.
La chiesa di San Nicola è piena di santi di gesso. Sfilata di Madonne. In sacrestia ce ne sono altrettante. Pigiate dentro un armadio. San Nicola è dietro l’altare. Fatico a identificare gli altri: so che c’è Sant’Emidio e la Madonna di Costantinopoli. Padre Pio è onnipresente. 
La Madonnina davanti alla chiesa, avverte una targa, è stata donata dall’onorevole Pino Palmieri, consigliere regionale del Lazio e consigliere comunale a Roscigno. Che sta in Campania. Palmieri è uno della lista Polverini. Qualcuno ha cercato, con graffi di chiavi, di cancellare il suo nome dalla targa. Mi presentano il consigliere al bar Crystal.
‘Io me ne scappo da qui’, è arrabbiata C. ‘Amo questo paese, ma qui non si può vivere. Non c’è speranza. Ci ho provato per troppi anni. Devo andarmene. Tornerò a bere una birra al paese vecchio, questo sì’.
Io sono venuto fino qua proprio per Roscigno Vecchia, paese abbandonato. Paese bellissimo. Dovrei capirne storia e destino. Devo scriverne per Terre di Mezzo, street magazine milanese. Quanto è lontana Milano dal Cilento? Non riesco nemmeno a sapere quanti soldi si sono spesi per i restauri del paese vecchio. Sento cifre immense: dai cinque ai dodici milioni di euro. Vado nella piazza abbandonata: è bellissima. Capisco C. Che dice: ‘Il mio legame inscindibile con il paese’. E se ne vuole andare. 
‘Io ho scelto di vivere qua’, mi dice V. Che si occupa di tecnologie. Ed è arrabbiato come C. Ma la sua rabbia è più controllata. V.vuole rimanere. Perché? ‘Perché è bello’. Il padre tornò dalle Americhe pur di vivere al paese.
Roscigno Vecchia, la chiesa San Nicola


L’assessore ai lavori pubblici mi regala una ricotta. Buonissima. Mi porta nel suo garage. Ci sono formaggi e pomodori. E anche due foto di Mussolini trionfante sulla parete. Poi c’è la foto della sua nomina a ufficiale della Guardia di Finanza (stretta di mano di Giovanni Leone). E anche quella di quando, barba folta, stava all’antidroga. Sull’altra parete una Madonna dal grande cuore trafitto. Immancabile Padre Pio. C’è un graffito del Fuan. Fuori, l’insegna di un circolo di Alleanza Nazionale.
Giro per i bar alla sera. Solo uomini. Scherzo: ‘Ci sono più donne per le strade di Kabul’. Vado a una cena: solo uomini (ma sono due donne, che appena intravedo, a cucinare). Consiglio comunale, sala stracolma: solo tre donne (e due se ne stanno in silenzio). Paese machista, Roscigno? Ho qualche sospetto. Una donna cerca di smentire e mi dice: ‘Guarda le associazioni del paese. Sono formate solo da donne’. Vero: hanno a cuore il paese, fanno festival di poesia. Saranno le donne a salvare Roscigno?
Qui ci sono gli onorevoli di riferimento. Scopro che Roscigno è il paese del padre di Maurizio Gasparri. Tutti hanno un politico di riferimento: a Salerno, a Napoli, a Roma. Omaggiato e venerato. A lui ci si rivolge per i problemi. La politica, qui, è roba di famiglie. Se hai una famiglia numerosa, puoi star sicuro di vincere le elezioni. Ci si guarda male fra famiglie avverse. Come nei film di Sergio Leone. Chissà se ci sono anche Giulietta e Romeo?
Crisi di vocazioni. C’è un giovane parroco simpatico. Ha malinconie: ‘Vedo la crisi dei valori’. Vorrebbe fare il monaco. Per aiutarlo, in estate, quando tornano gli emigrati, la curia manda su un prete del Lesotho. Accade in quasi tutte le piccole parrocchie di paese. Gli italiani non fanno più i preti. Vengono, come sui barconi, i ragazzi dell’Africa. A riempire un vuoto.
Un laboratorio di restauro nel ‘museo archeologico’ (una sola sala). Mai entrato in funzione. 15mila euro, mi dicono. 
Roscigno è ‘irraggiungibile’. Le frane si sono mangiate le strade. Solo una raggiunge il paese. Le altre sono chiuse, sbarrate con transenne e blocchi di cemento. Ma è stato lasciato lo spazio per le macchine. Si viaggia normalmente su strade chiuse. Polizia e vigili urbani, compresi. Addirittura si versa catrame sulla strada che sta smottando. ‘Per aiutare i contadini a passare’.
Penso che queste montagne sono meravigliose. Che le ginestre sono in fiore. E che l’Italia è un paese lungo.
Roscigno, 26 giugno
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