Un aereo, il primo giorno di Ramadan

Le vere partenza meriterebbe una nave…


‘Racconto: ‘Vado a Santo Domingo’. Lo so, confondo una città con uno stato, ma non amo la precisione. Intravedo negli occhi di chi mi ascolta una sorta di sorriso complice, forse il balenio di un’invidia. Allora, con qualche senso di colpa, provo a dire altro: ‘In realtà, vado sulla frontiera. Fra Haiti e la Dominicana’. Ecco, lo sguardo si fa più cauto, quasi sorpreso. Un movimento di compassione. Una mano che sfiora la spalla. Come a incoraggiare. Mi chiedo: ma non è la stessa isola? Cosa cambia da un lato e l’altro della frontiera? E’ vero: so anche questo, Di qua, il bene; di là, il male. Di qua, il Paradiso, di là l’Inferno. Questa è la mia prima domanda. Come è possibile?
Sono fuori rotta. Le mie strade vanno per latitudine. In genere scendono da Nord verso Sud. Con gli anni, le geografie si limitano. Vi è desiderio di tornare negli stessi luoghi. Il Sud è la mia terra. I miei desideri viaggiano verso Sud. Non so bene dove sia Quisqueya, ‘l’isola gentile’. Fra Cuba e Porto Rico. Ma so che andrò verso occidente.
Mi dicono che la Dominicana non è latinoamerica. Non so cosa sia. E’ che io volevo limitarmi al latinoamerica. Al continente che sta sotto l’Equatore. E se questa isola davvero non latinoamerica? Caminar preguntando, ecco, una nuova domanda. Vado lo stesso. E’ un lavoro. OxfamItalia, organizzazione non governativa, mi chiede di scrivere, di fotografare, di raccontare della frontiera. Di quella linea che divede la stessa geografia, la stessa isola, uomini dal colore della pelle diverso. E’ un buon lavoro. Le frontiere mi hanno sempre affascinato. Accadono cose sulle frontiere’.
E così domattina, sarà un aereo-canguro, Firenze, Roma, Madrid, Santo Domingo, a portarci fino all’isola. Comincerò a leggere pagine di libri a lei dedicate solo sull’aereo. Parto senza preparazione. Parto con addosso la mia inutile resistenza passiva. Lascio che le palline rotolino sul piano inclinato. Parto nel giorno in cui comincia Ramadan, mese sacro dell’Islam. Quest’anno sarà impossibile rispettarne i dettami. Penso alle persone che domattina si sveglieranno prima dell’alba e piegheranno la fronte fino a terra nelle sabbie della Libia. Però un aereo mi sta portando già via. Lontano da quel deserto. Non mi condurrà fino all’altro deserto, non sarà un viaggio fino alle solitudini andine. Fuori rotta. Un altro cammino. Adios muchachos, companeros de mi vida.
Ramadan Karim. Che Ramadan ti sia generoso. Anche ai Caraibi.
San Casciano in Val di Pesa, 31 luglio
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