Etiopia/Il monaco di abba Liqanos


Il monaco Toumay, custode di abba Liqanos ad Axum
Figlio di contadini, il monaco Toumay, ‘il dolce, il gentile’. Ha 29 anni e indossa lo shamma giallo dei ‘monaci vergini’. Custode della chiesa di abba Liqanos, uno dei nove evangelizzatori dell’Etiopia cristiana. 
La chiesa sorge sulla vetta di una montagna alla spalle di Axum. Toumay protegge una fonte di acque sacre. I fedeli salgono ad abba Liqanos per prendere, goccia dopo goccia, l’acqua che il santo fece sgorgare dalla pietra mille e seicento anni fa. 
‘Bisogna avere anima pulita perché l’acqua risolva i tuoi problemi’, dice Toumay.
E’ cresciuto in un monastero di eremiti, Toumay. Capita così nelle campagne. Non tutti i figli possono essere sfamati e allora si affidano a una comunità monastica. Toumay non ha conosciuto altro mondo. E’ nato in un paese che si chiama ‘qui c’è acqua per le vacche’. 
Ha un sorriso contagioso, Toumay. Voleva fare il monaco a Debre Libanos, uno dei monasteri più importanti dell’Etiopia. Ma l’abuna di Axum ha voluto altrimenti e lo ha destinato a queste piccola chiesa di montagna. ‘E’ stato il santo a volermi qui – dice Toumay – Il destino degli uomini è nelle mani di Dio’.
Non possiamo entrare in chiesa. Rischiamo di fare danni all’acqua sacra. Toumay ci avverte: abbiate davvero animo puro, altrimenti sulla via del ritorno potreste essere assaliti da un leopardo e da un pitone avvinghiati uno all’altro. 

Una strada di Axum
Axum è il centro della cristianità etiopica. Qui tutto è cominciato. Qui è stata costruita la prima chiesa cristiana a Sud del Sahara. Qui è conservata l’Arca dell’Alleanza, lo scrigno dove furono custodite le Tavole della Legge di Dio.
C’è una piccola comunità musulmana. Vicino ai vicoli dei sarti. La gente di Axum non ha voluto che fosse costruita una moschea.
I fiori del meskar ad Axum
Il Tigray è uno spettacolo. E’ fine estate, fine della stagione delle piogge. Io ho sempre visto il Tigray arido, in un’attesa che mi appariva vana delle nuvole. Ho sempre ricordato il Tigray come una terra di pietre e campi arati dalle zolle durissime. In queste settimane è uno sfolgorio di verde smeraldo. Splendono i fiori gialli del Meskal. Una meraviglia. Le spighe invisibili del teff, cereale dell’altopiano, ondeggiano al vento.
Axum, 15 settembre
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Un pensiero riguardo “Etiopia/Il monaco di abba Liqanos

  • 14 Marzo 2012 in 13:19
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    A volte penso che se ognuno di noi si fermasse un pò ad osservare le bellezze e la semplicità del mondo, riusciremmo già dentro di noi a sconfiggere molti mali che affliggono l’uomo moderno.

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