Etiopia/Il piccolo miracolo di Gheralta

Il Gheralta Lodge
L’amba Gheralta

Cambia la geografia a Gheralta, la montagna dell’orizzonte di Hawzien, paese del Tigray. Il vecchio contadino mi porta la scala per salire sul tetto della sua antica casa. Adesso ne sono state ricavate due camere per gli ospiti del Gheralta Lodge. Quest’anno l’erba è stata abbondante. Un buon raccolto di fieno. I covoni vengono sistemati sui tetti. C’è una bella pace a Gheralta. Il gruppo di vacche, i vitelli, il cavallo (che finalmente ha una compagna), le pecore e l’asino pascolano nella radura dei Grandi Alberi. Mebretu, il contadino, ricorda i tempi in cui lui abitava questo roccione. Ora lavora per il lodge, ha una nuova casa poco distante e coltiva ancora i suoi campi. Sette anni fa, Mebretu ospitò vicino alla sua casa, Silvio e Biniam. Si accamparono su questo pianoro e decisero che questo era il luogo ideale per costruirvi una terra di ospitalità. E’ nato così il Lodge Gheralta.
Tewolde, il nipote di Mebretu, uno spilungone dal bel sorriso, ha superato il più difficile esame della scuola etiopica. Al decimo anno di studi iniziali, si viene fermati. Un esame brusco, impietoso. Ad Hawzien solo 192 ragazzi su duemila hanno guadagnato l’accesso alle classi superiori. E’ un problema della nuova società etiopica: che destino attende quei mille e ottocento ragazzi che non studieranno? Non vogliono fare i contadini. Tewolde continua a studiare, guadagna qualche soldo facendo la guida per i turisti del lodge.
Scendo dal tetto. Vado all’orto. Adesso è Ghebrehiwot a mostrarmi la sua maestria da contadino. Sta raccogliendo i semi della rucola. Mostra i grandi limoni, i sedani, i peperoni, le cipolle. Vedrò Ghebrehiwot danzare alla festa del lodge: sembrava un uccello in amore.
Una ragazza va al pozzo e ne aziona la leva a bilanciere. Un operaio intreccia canne. Come falchi gentili, gli zabagna, i guardiani, aspettano che i turisti sistemino le valige fuori dalla porta per trasportarle verso le macchine. Una attenzione. Una piccola mancia. 

La festa del Gheralta Lodge

La festa del Gheralta Lodge

La festa del Gheralta Lodge

Il Gheralta Lodge ha cambiato la piccola economia di Hawzien. Vi lavorano quaranta persone, trentacinque sono del villaggio. Hanno buoni salari. Si sono formati artigiani grazie al lodge: un falegname prepara i legni necessari per costruire le sedie, il sarto musulmano (che è anche guardiano) cuce le stoffe delle sedie, il fabbro prepara le aste di ferro. Rivoli di lavoro. Hawzien è cambiata con la costruzione e l’attività del lodge. Il costruttore Elmi si è lasciato alle spalle una rete di uomini che hanno imparato il mestiere e possono fare le manutenzioni durante la stagione delle piogge. Vengono fatti acquisti settimanali per decine di migliaia di birr. Nell’orto non si coltivano i pomodori: è ottima la produzione locale. Integrazione di economie. Il Gheralta Lodge è un piccolo miracolo di un’impresa di turismo. Ha messo in movimento un’economia virtuosa in un luogo un tempo remoto e difficile da raggiungere. Quindici anni fa, nella guida che scrissi attorno all’Etiopia, dedicai un paragrafo a questa terra. Dicevo: ‘Non dimenticare Hawzien’. A volte i piccoli miracoli accadono sul serio.
Il pranzo dei preti durante la festa al Gheralta Lodge

Uno dei preti alla festa del Gheralta Lodge

Durante la festa al Gherlta Lodge

Cambia Hawzien: quando è stata ultimata la torre della telefonia mobile, vi sono state mille e cento richieste di attivazione di numeri. Poco meno di un terzo delle famiglie del paese. I preti, ostinati, continuano a proibire i pantaloni alle donne. Le cameriere del lodge sono divise fra l’ossequio alla tradizione e la modernità. Chi ha parenti nella chiesa non può trasgredire, ma le altre arrivano in jeans e scialle bianco. Per la festa del lodge, una settimana prima di Meskal, la festa della Croce, hanno indossato abiti bianchi. E, con la serietà delle ragazze dell’altopiano, hanno ballato a piccoli passi e movimenti febbrili di spalle.
Il sole sta sorgendo. L’amba Gheralta, orizzonte del lodge, si illumina e risplende. Noi stiamo partendo.
Gheralta, 19 settembre
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