Etiopia/Il cuore degli altopiani

La strada dell’altopiano
La salita verso il valico della conca di Lalibela
Lungo viaggio fra Makallè e Lalibela. Il cuore profondo e solitario dell’altopiano. Dal Tigray alla terra degli amhara. Passaggio per la piccola regione degli agaw. Gli hedmò di pietra, le case dei contadini tigrini, vengono sostituiti dai tucul rotondi degli ahara. Paesaggi da meraviglia. Baobab di alta quota. Oltre i tremila metri. Campi coltivati su pendii in verticale.

La fatica di Woldemariam
Woldemariam, contadino tigrino, già ara il suo piccolo campo. Per le piogge della prossima primavera. Seminerà grano. Adesso rivolta la terra per farla riposare. Non si ferma un solo minuto. Due buoi dalle grandi corna tirano un aratro di legno a chiodo. Niente altro. La forza delle sue braccia. Un grido per farsi ubbidire dai due animali. La terra non è sua. Viene concessa ai contadini dalle autorità del villaggio. Woldemariam paga una piccola tassa ogni anno. Potrà affittare la sua concessione e lasciarla ai figli. Non potrà mai venderla. Se qualcosa avanzerà del prossimo raccolto, potrà andare al mercato. Altrimenti questo piccolo campo sfamerà la sua famiglia.
La bambina-spaventapasseri
Una bambina, nelle ore del giorno, si trasforma in spaventapasseri. Con la fionda deve difendere la fatica e il raccolto della famiglia
Il ritorno dai pascoli
Quando il cielo è già scuro della notte, uomini, donne, bambini lasciano i loro pascoli e i loro campi e si rimettono in cammino per raggiungere una casa di pietra lontanissima. Camminano al buio. Con addosso la fatica della giornata cominciata all’alba. Un occhio alle capre, ai quattro asini e alle due vacche. Il padre sostiene con il bastone, in equilibro sulle spalle, l’aratro e un grosso tronco. Le donne e le bambini caricano la loro schiena del peso di fascine e rami. E’ la legna per il fuoco di stanotte. Per il cibo. Per preparare la focaccia di teff e acqua sul quale versare una salsa. Durante il giorno hanno mangiato solo pane duro. Africa in cammino. Si fermano un attimo a salutare noi che passiamo in macchina.
In un giorno di viaggio, nove ore di viaggio, trecento chilometri su uno dei tetti del mondo, abbiamo incrociato tre camion e due piccoli bus. 
Sokota, 22 settembre
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