Il ragazzo del bar di Piazza dell’Orologio

 Arrivo sempre in ritardo. Capita che la tecnologia sia più veloce del mio tempo e che io adori chi arriva in ritardo. Avverto solo ora per un appuntamento questa sera.
Stasera, alle ventuno, l’Associazione Transafrica, alla Casa del Popolo di Bagno a Ripoli (via Roma, 124) organizza un incontro su ‘La guerra in casa nostra’.

Non temete, oltre le parole c’è anche musica. Può valer la pena venire. Soprattutto c’è Sylla. Che, forse, ama più il silenzio.

Ho conosciuto Sylla al bar Casa di Tripoli, vecchio bar ‘italiano’ di piazza della Torre dell’Orologio. Era il nostro bar preferito. Uno dei luoghi che amiamo della capitale della Libia. E’un ragazzo maliano, Sylla. Bello e spavaldo. Scambiavano sempre due chiacchiere. Ci scattammo anche delle foto. Uno dei tanti incontri fuggevoli dei viaggi.  Sylla era in Libia da oltre dieci anni. Migrante lungo le rotte del deserto. A cercare qualche futuro in una terra araba. Lui, ragazzo nero in un paese percorso dall’anima nera del razzismo. Posso solo immaginare i suoi guai.

Poi è stata la guerra. Incomprensibile se vista con gli occhi di un ragazzo che fa il barista a Tripoli.

Poi, una notte, i soldati di Gheddafi hanno fatto irruzione nella sua baracca e lo hanno caricato, assieme a mille altri, sui barconi del Mediterraneo.
Il resto appartiene al dramma ‘normale’ di questi anni. La traversata, la sopravvivenza, lo sbarco, Lampedusa, i centri di smistamento, infine l’accoglienza, precaria, ma preziosa, della Regione Toscana.

Sylla ha lasciato tutto in Libia. Ma in una tasca c’era il foglietto con il mio numero di telefono. Coincidenze delle storie: la Regione Toscana trova un tetto per un migrante alla ricerca di un asilo ad appena dieci chilometri da casa mia. All’Impruneta. Io abito a San Casciano in Val di Pesa. Sylla telefona in una notte d’estate. E io non ricordo il suo nome. Non ricordo. Fino a quando non arriva a casa mia….ecco, Sylla, ora lo riconosco…ricordo..

Sylla appartiene ancora alla moltitudine dei migranti. Ma ora, per me, è un migrante. Uno solo. In carne e ossa, testa e cuore, africanità e colore della pelle. E qui sta la differenza. Il problema. Il confronto senza parità. E’ un migrante e basta.

L’Associazione Transafrica si occupa di Sahara, di Mali. Hanno conosciuto Sylla. E hanno pensato che parlare di questa storia fosse utile. Partire da una storia solitaria e concreta (quale sarà il destino di Sylla? Che cosa potrà fare qua? Cosa è giusto?) per raccontare una storia più grande. Che è priva di confini. E attraversa la nostra anima. Sylla è un frammento reale della guerra combattuta in Libia.

LA GUERRA IN CASA NOSTRA – RICADUTE SUL SOCIALE DELLE SPESE MILITARIGiovedì 17 novembre ore 21.00 – S.M.S. di Bagno a Ripoli
Associazione Transafrica invita i propri soci e 
simpatizzanti il giorno 

giovedì 17 novembre ore 21.00 

presso l’S.M.S. di Bagno a Ripoli – Via Roma 124 

all’incontro organizzato in collaborazione con con la 
Commissione per la Pace del Comune di Bagno a Ripoli, l’SMS 
di Bagno a Ripoli ed Emergency sul tema 

La Guerra in casa nostra – ricadute sul sociale delle spese 
militari 

Saranno presenti: 
Paolo Busoni – esperto in storia della guerra e socio 
volontario di Emergency 
Andrea Semplici – scrittore giornalista free-lance 
Sylla Mamourou – rifugiato politico dalla Libia 

contributo musicale di 
Anna Granata – voce 
Fabrizio Bai – chitarra 
San Casciano in Val di Pesa, 19 novembre

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