Paradosso Qatar/4

I giocatori di carte di Cézanne

Solo Carlito Tevez, talentuoso  e turbolento (ex?)giocatore del Manchester City, è stato capace di dire di no allo sceicco Hamed bin Khalifa al Thani, signore del Qatar.

Hamed bin Khalifa al Thani (da Italnews.it)

Dopo la guerra (in Libia, adesso in Siria) e il sostegno ai partiti islamici che stanno impossessandosi delle Primavere Arabe, dopo la conquista dei Mondiali di calcio del 2022 e l’avanzata nei campionati europei (l’acquisto del Paris St. Germain e del Malaga, l’ingaggio di Ancelotti e Thiago Motta), dopo i trionfi mediatici della sua televisione (al Jazeera), il Qatar, paese grande quanto la Corsica, manda all’aria gli equilibri del mondo dell’arte. Per 250 milioni di dollari, il prezzo più alto mai pagato per un’opera d’arte, acquista ‘I giocatori di carte’, uno dei capolavori di Paul Cèzanne, dipinto nel 1893.

‘Questo acquisto cambia il mercato dell’arte’, spiegano gli esperti. D’ora in poi, i prezzi si faranno a partire da quanto è stato pagato dallo sceicco al Thani.

Il Qatar

Cèzanne è solo l’ultimo acquisto. A Doha già si trovano, oltre a (ex)calciatori un tempo celebri, opere di Warhol, Lichtenstein, Koons, Hirst, Rothko. Il museo che li custodirà sarà progettato da Santiago Calatrava. Gli storici dell’anno 2500 racconteranno del Qatar dell’inizio di Millennio come la Firenze del Rinascimento.

Un piccolo stato desertico, ricco di gas, sta cambiando, in maniera ‘dolce’ e ‘guerriera’, la geografia del Nordafrica e del Medioriente, il mondo del calcio e quello della comunicazione. Adesso anche l’universo dell’arte viene travolto dal denaro del Qatar. Tutto, in realtà, si tiene. Tutto appare collegato.

Chissà cosa ne pensano nell’osteria di Aix-en-Provence dove, spero, i due uomini siano ancora lì a giocare con le loro carte?
5 febbraio

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