Paradosso Qatar/5

No, non è più in paradosso. Il Qatar è un paese potente.
Lo sceicco Hamed bin Khalifa al-Thani è apparso in mezzo a Mahmoud Abbas (Abu Mazen), presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, e a Khaled Mesh’al, capo dell’ufficio politico di Hamas. Il Qatar, come esattamente cinque anni fa l’Arabia Saudita, è mediatore dell’accordo fra le due grandi forze palestinesi. L’intesa prevede un governo di transizione a Ramallah, presieduto da Abu Mazen. Nuove elezioni (forse) a maggio.
Mahmoud Abbas (da Terrasanta libera)
Lo sceicco Hamed bin Khalifa al Thani (da Qatar Football)
Il Qatar, paese conservatore, in prima fila nel mondo arabo con Gheddafi prima e Assad ora, convince il moderato Abu Mazen e il radicale Mesh’al a trovare l’ennesimo accordo. E il giorno prima, a Doha, era passato anche Ismail Haniyeh, leader di Hamas a Gaza. Promessi i soldi necessari alla ricostruzione della Striscia.
Khaled Mesh’al (da AtlasWeb)
Impossibile seguire tutti i passi della diplomazia di al-Thani. Ma tutto si tiene in Medioriente. Calcio, televisione e arte compresi.
E ieri sera sono andato a vedere un bel film libanese, E ora dove andiamo?, di Nadine Labaki. Resistenza al femminile contro la divisione fra cristiani e musulmani. Film inconsueto e coraggioso. Fra i produttori del film, il Doha Film Institute. 
7 febbraio 

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