Incontri in Maremma/Cerbone

Cerbone (da webdiocesi.it)
In Maremma non mi stupisco più di niente. Persino un vescovo si è scomodato nel raccontarmi la sua storia. E’ un vescovo santo. Uno sciamano. Un san Francesco dell’antichità. Non è nemmeno certo che sia esistito veramente, ma anche lui aveva un carattere tosto. A lui si deve un piccolo miracolo contemporaneo. Che non so quanto sia vero: certo è che pagherei pur di vedere papa Ratzinger alzarsi in piedi in segno di omaggio al vescovo di Massa Marittima, successore del vecchio Cerbone che sta accompagnandomi in visita alla sua cattedrale. Così vuole la tradizione.
Visse nel VI secolo, Cerbone. Era nato in Africa, fu discepolo di san Regolo. Spesso le loro mitologie si confondono. Fuggirono assieme dalle scorrerie dei Vandali. Attraversarono il Mediterraneo. Trovarono rifugio sulle coste di Populonia. Regolo non sfuggì al martirio.
La cattedrale di Massa Marittima
Cerbone sopravvisse e divenne un predicatore dei boschi. Gli uomini di quella solitudine lo vollero come vescovo. Mal gliene incolse: Cerbone celebrava la messa all’alba e i boscaioli di Populonia, a quell’ora, avevano già il loro daffare. Riuscirono a lamentarsene perfino con il papa. Che convocò a Roma il vescovo insonne. Dovette essere un viaggio meraviglioso: Cerbone convinse due cerve a dissetare con il loro latte le guardie papali, guarì tre uomini colpiti dalla malaria e infine arruolò come scorta regale un folto drappello di oche. Forse fu per stupore che papa Virgilio si alzò dal suo scranno quando vide arrivare quel vescovo e il suo seguito di animali. Il vescovo disse messa e, al momento dell’eucarestia, angeli celesti intonarono un coro potente e magnifico. Il papa non poteva impedire a Cerbone di dire messa al mattino.
Anche il re dei Goti, Totila, dovette arrendersi. Avrebbe voluto che un orso selvaggio sbranasse quel vescovo rompiscatole. Cerbone ammansì l’animale che si inchinò fino a leccare i piedi del santo.
I ‘rilievi neri’ di Massa Marittima
Non era così potente da compiere il miracolo della pace, Cerbone. L’invasione dei Longobardi lo costrinse a fuggire all’isola d’Elba. Morì nel 575 e chiese di essere sepolto sulla spiaggia del golfo di Baratti. La barca che ne trasportò il corpo fu protetta da una tempesta da una luce divina.
Le spoglie del santo furono poi traslate nella nuova diocesi di Massa Marittima. Vennero persino smarrite. Furono cercata affannosamente nel 1531, ma solo sessanta anni più tardi vennero ritrovare nella muratura dell’altare maggiore della cattedrale dedicata al misterioso santo maremmano.
San Casciano in Val di Pesa, 10 luglio

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