Accettura/Le nozze degli alberi sono avvenute….

Il matrimonio è avvenuto. Il cielo si è fatto di tempesta e di sole. Di pioggia e di luce. Gli uomini e le donne sono bagnati. La sposa si è presa tutta l’acqua e tutto il sole. Ha restituito con generosità i suoi doni ai ragazzi che sono saliti fino alla sua altezza. La Cima era splendida e irraggiungibile. Solo il Maggio poteva stare vicino a lei. I ragazzi sono andati a salutarli prima della notte compiendo l’impresa dell’arrampicata muniti solo di una corda. Pantaloni di velluto e maglioni leggeri. Eleganza per un albero. Il Maggio non era perfettamente dritto, dicono i maggiaioli più esperti. In realtà, cercano di nascondere l’orgoglio di  quanto hanno compiuto ancora una volta. Di fronte a San Giuliano e al ricordo dei compagni che non ci sono più questi uomini hanno lacrime negli occhi e scoppiano in pianti a dirotto. A vederli camminare per andare a ‘prendere’ la statua del Santo sembrano il Quarto Stato in cammino.
I due alberi, il cerro e l’agrifoglio, sono stati lasciati soli nella notte. Illuminati dalle luce delle bancarelle. Della festa. Dei fuochi di artificio. La loro intimità, per la notte di un giorno immenso, è protetta. Ogni tanto andiamo a dare uno sguardo. Come per avere la certezza che è accaduto qualcosa di straordinario.


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