I Libri Semplici/1. In viaggio con Che Guevara al Sasso Caveoso

La terrazza di Franco e Mariella (tutte le foto sono di Antonio Sansone)
La prima notte è passata. Che Guevara è apparso in una terrazza di Matera. Sospeso sul Sasso Caveoso. Casa di Franco e Mariella. La chiesa della Madonna dell’idris ad aprire l’orizzonte verso la Murgia. E’ la presentazione del primo dei Libri Semplici: In Viaggio con Che Guevara, edito da Terre di Mezzo. 

La terrazza si riempie con tranquillità. Gli amici scendono per la Calata Ridola. Matera è capace di sorprendere gli stessi materani. Si alza il vento. E’ la prima volta dopo giorni di afa. Volano i fogli degli spartiti. Pio arriva con un libro di Josè Martì: I Versi Semplici. Io ricordo che Ernesto Guevara è raffigurato, accanto a Padre Pio, anche nei bar di Accettura e Pietrapertosa, paesi delle montagne lucane. Piero, Leo e Gregorio suonano, con maestria, i loro archi. Si rincorrono sulle note di Vuelvo al Sur. Scopriamo che è stato creato un nuovo gruppo: le Menti Semplici, i Simples Minds. Archi, canto, voce e parole.



Pio mi dice che un pipistrello si è avvicinato a vedere cosa stava succedendo. I falchi grillai hanno volato in cerchio sopra la terrazza, una pattuglia di passerotti si è incuriosita della musica e delle parole. Matera ha un’intesa di pace con gli uccelli. Osservo le reazione di una cantora argentina e intuisco una sua emozione. Parlare del suo paese oltre oceani e solitudini è un batticuore vero. Adele, vestita come una donna del Sud qual è (rossetto brillante, capelli neri, abito largo e nero con strisce di azzurro) canta a occhi chiusi. Anche gli amici chiudono gli occhi. Mariella legge assecondando la sua pancia di donna in attesa. Nicola arriva, a sorpresa, con la bandiera cubana e una borsa di libri attorno al Che. Dice dei suoi incontri con la figlia di Ernesto. Daniela sta al tavolo dei libri e racconta. Antonio si muove con la macchina fotografica. Poi, mentre il giorno diventava blu, è apparsa anche la luna. Quella sì l’ho vista nascere, era nella direzione del mio sguardo.


Ecco, la prima serata dei Libri Semplici è passata. Stamattina alle otto è arrivato Luca da Firenze. Ha viaggiato tutta la notte. Ed ora, trasognato, cammina nei Sassi. Mi piace guardare l’espressione di chi per la prima volta si affaccia su questa città.



Stamattina sono andato a comprare fichi fioroni al piccolo mercato della frutta. Tre euro per una cassetta. E il bel tempo delle chiacchiere con l’ortolano. Parliamo della Festa della Bruna e di quando lui andava ad assalire il carro: ‘Ora vogliono mettere regole su regole. La Festa è libertà’, dice. Io cammino per il corso con la cassetta dei fichi. Ci metto un’ora a fare trecento metri da casa alla piazza. Ogni volta è così, c’è sempre qualcuno con cui scambiare parole.


Stasera la presentazione sarà da Peppino. Alla contrada Serritello la Valle. Al suo laboratorio. Peppino Mitarotonda è uno degli artigiani più bravi di questa città. Un ceramista. 72 anni. Ma è come se ne avesse venti. Ha progetti per i prossimi cento. Sta restaurando, da sempre, la ‘Casa di Ortega’, un altro scultore che, anni fa, ha lasciato il suo cuore (e la sua testa. E i suoi quadri) a Matera.



Stasera, fra i quadri e le ceramiche di Peppino, parleremo di Ryszard Kapuscinski. Il libro è In viaggio con Kapuscinski, sempre edito da Terre di Mezzo. E io mi chiedo quanti conosco il più straordinario fra i cronisti che abbiano raccontato l’Africa. Chissà come Ryszard avrebbe raccontato Matera?
Matera, 29 giugno


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