MaterTripoli/Dalla Bruna al Mawled. Dalla Civita alla Medina

Franco e i Sassi

Domani, il primo di luglio, l’anno ruota attorno alla sua metà. Comincia, con la lentezza dell’estate del Sud, il cammino verso un nuovo tempo.
Anche la piccola e strana rassegna dei Libri Semplici scavalca il mezzo del suo percorso. Ora si ferma. Per qualche giorno. Perchè queste sono le ore dell’ebbrezza, del sacro e del profano. Sono i giorni della grande Festa della Madonna della Bruna. E noi vogliamo viverli. Ieri sera sono state accese le luminarie sulle strade dalla pietre bianche che segnano i confini dei Sassi. C’è una tesa felicità nell’aria.
I ragazzi delle luminarie mi dicevano che la Libia, ai tempi del potere di Gheddafi, era uno dei loro clienti migliori. Incroci delle storie. Mawled, la celebrazione del profeta Maometto, una delle grandi feste dell’Islam, è lontano. E non è ancora tempo della pace a Tripoli. Fra pochi giorni ci sarà il primo voto della gente di Libia. Ma il cammino del paese sarà lungo e denso di pericoli.
Abbiamo pensato a Matera e a Tripoli. Abbiamo cercato il filo rosso che unisce le due sponde sorelle del Mediterraneo. Abbiamo voluto che le due città si ritrovassero in un giorno di festa. La Bruna e il Mawled. Un piccola mostra fotografica, dieci foto, niente di più, nella Osteria Malatesta, uno di quei luoghi che solo la magia di Matera può immaginare e rendere reali, è stata voluta per rendere onori a due città sorelle.

La mostra fa parte del Malatesta Project curato da Adele Caputo. Inaugurazione il primo di luglio, alle ore 19. Poi sarà la partita, la finale fra Italia e Spagna. 
Le foto rimarranno esposte all’osteria, via San Biagio, 45, fino al 4 di agosto.

I ragazzi aspettano l’arrivo del Carro

MaterTripoli
Ho trovato affinità. Quasi una complicità inconsapevole. Una somiglianza.
La Festa di Matera e la Festa di Tripoli. La Lucania e la Libia. La Madonna della Bruna e il Mawled, il ricordo di Maometto. L’ebrezza e la devozione di giorni sacri e gioiosi.
I Cavalieri della Bruna
I ragazzi della processione dei Pastori, all’alba, corrono dietro allo scoppio delle ‘caramelle’.
A Tripoli, nel giorno della Festa, quegli stessi ragazzi lanciano petardi nei vicoli stretti della Medina e corrono di angolo in angolo. Sventolano i gonfaloni verdi delle confraternite sufi, si prega cantando nelle moschee più nascoste. A Matera si innalza l’immagine della Madonna e si mostra alla città il suo volto dolcissimo. Si alzano i canti delle donne. A Tripoli come nella più bella città del Sud italiano, risuonano i tamburelli.
La Madonna della Bruna
E’ semplice dire che le due sponde dello stesso Mediterraneo sono vicine e sorelle.
E’ semplice, eppure, spesso, sembra impossibile colmare questa distanza. Qualcuno ha cercato di chiudere questo mare. Vi hanno schierato eserciti. Ma Matera e Tripoli, nord e sud del Mediterraneo, sono la stessa terra. Il sole ha lo stesso calore e la stessa antichità. Le pietre hanno gli stessi accecanti riflessi, sono state levigate dai passi di un’umanità che, in questi due luoghi, ha sempre voluto vivere. Matera e Tripoli stupiscono.
Emozionano.
Comincia il viaggio del Carro
Due uomini, qui, fra i Sassi, e là, sulle rive del Meditarraneo, un giorno, mi mostrarono la loro città. Franco e Giovanni, un laico e un vescovo. Franco mi fece scendere dei gradini costruiti per il passo degli animali. Giovanni mi portò sul lungomare. Entrambi, all’improvviso, si fermarono come stupiti. Volevano farmi vedere una bellezza che ben conoscevano, ma fu quella stessa bellezza, la perfezione di Matera e di Tripoli, a stupire ancora una volta entrambi. La Festa della Bruna nel sud dell’Italia e il Mawled sulla costa Africana sono le ore della loro felicità.
Questa piccola mostra è dedicata a Franco Palumbo e agli uomini e alle donne della Libia che stanno cercando un futuro di pace.


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