I Libri Semplici.7/Occhi diversi sulla Libia

Le prove di Piero
(foto di Franco ‘Zippo’ Zuccaro)
La piazzetta di San Pietro

L’unica lettura della serata

La piazzetta di San Pietro
Risaliamo i Sassi. Fino a metà costa. Scaliamo i gradini, i vicoli, sfioriamo i sistemi di drenaggio delle acque. Intuisco la resistenza e la voglia di vivere di questa città scoscesa. Cambiamo ‘quartiere’. Dal Sasso Barisano andiamo nel Sasso Caveoso. Davanti alla casa di Michele ed Lela vi è una piccola piazza. Bellissima. Piazzetta di San Pietro Caveoso. Siamo ospiti loro e dell’associazione di turismo responsabile ‘Il Vagabondo’. Un vicino ci invita a vedere le sorprendenti sculture di un artista barese: legni recuperati sulle spiagge che diventano violinisti e uomini incantati. Michele ha preparato le pizze. Piero e Adele hanno portato il vino. Daniela le olive e i taralli. I Libri Semplici, stasera, vivono in una terra strana. Questa è una piazzetta solitaria. Da qui passa poca gente. Qui bisogna ‘venirci’, non vi si capita per caso. Gli amici scendono, con lentezza, dal Piano. Si aspetta che il caldo si trasformi in una dolce serata.
La piazzetta

Barbara e la piazzetta

Barbara

La musica di Piero
Stasera non ci sono libri. Le mie vecchie guide alla Libia mi appaiono ‘fuori luogo’. Presentiamo i piccoli libri su Leptis Magna, Ghadames e sul deserto libico. Ma, in realtà, sono alibi per parlare di Libia. Serata diversa. Ci sono Barbara e Nancy. Barbara è una archeologa. Ha viaggiato per anni e anni in Libia. Per le sue antiche meraviglie. Ne ha nostalgia, memoria, ricordo. Nancy è una videoreporter, anni di esperienza a CurrentTv: è arrivata in Libia pochi giorni dopo la morte di Gheddafi, è entrata a Tripoli con la brigata che l’ha conquistata. Il suo lavoro è stato trasmesso da Riccardo Jacona. I nostri tre sguardi sono diversi su questo paese.
Nancy

Maurizio

Intesa fra Andrea e Piero

La presentazione di Sergio
Io ricordo i miei anni di Libia. Ricordo il potere di Gheddafi e il cinismo della comunità internazionale. Racconto della bellezza del paese. Della sua gente. Dico del deserto. Del lavoro degli archeologi italiani. Parlo del vescovo di Tripoli. Di come quest’uomo mi fece conoscere Tripoli. Storie di un passato travolto dalla guerra dello scorso anno. Mi indigno per il viavai dei potenti dell’Occidente alla corte di Gheddafi.
Barbara, invece, mostra la ‘sua’ Libia. Pietre e sabbie che conosco bene: il teatro di Sabratha, la magnificenza di Leptis, le pitture rupestri dell’Acacus. Barbara ha passione. Vuole tornare in Libia. Nancy è la ‘contemporaneità’: lei ha visto la violenza, la rottura di ogni equilibrio. Ha girato di fronte al tunnel dove è morto Gheddafi. I miliziani si fanno fotografare davanti. Nancy intervista i custodi di Seif al-Islam. Parla con le donne, con i ribelli, con i nostalgici. Mette assieme le sue storie. Una dopo l’altra. Cerca un filo. Scorrono le immagini dei suoi video. La Libia ha colpito anche lei. Pensa di andarci a passare alcuni mesi in autunno.
La serata si allunga. Questa volta la musica fa un passo indietro. Peccato, la piazza è un perfetto piccolo teatro. Solo tre brani per Piero, Gregorio e Daniele. Niente letture. La realtà prevale sul sogno. Sentivamo il bisogno di guardare in faccia il mondo. Non so interpretare le reazioni degli amici scesi per ascoltare musica e letture.
La notte nei Sassi

Canto final per Gregorio e Piero
Poi la notte, nei Sassi, compie i suoi miracoli. Si spengono i proiettori, si mettono a posto i microfoni. C’è il tempo per chiacchierare sui gradini della casa di Michele e Lela. Qualche vicino scende dalle sue case. I Sassi di Matera impongono il loro ritmo.
Matera, 6 luglio
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2 pensieri riguardo “I Libri Semplici.7/Occhi diversi sulla Libia

  • 17 Febbraio 2015 in 19:09
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    Buona sera, Io vissuta in Libya seppur per breve tempo ma conoscendola abbastanza bene ahimè Tripoli non tornerà più come prima. L’ultima volta che ci sono stata in Novembre 2013 già si percepiva l’imminente stato di rivolta.Specialmente verso l’imbrunire sentivo spari ,sembravano fuochi artificiali, così mi era stato detto pernon farmi preoccupare.Ma girando per Tripoli in special modo nella “Mellah” la parte vecchia della città tutto era vuoto in città pur che era festa della Id c’era poche persone tutta gente del luogo.Non era più la mia Tripoli. Quello che non è avvenuto con la morte di Gheddafi e’ avvenuto ora.Caos inverosimile; non più libertà’ di poter girare con sicurezza.Addio per sempre dunque aTripoli brutto suol d’amor!!!….

    Risposta
    • 18 Febbraio 2015 in 5:19
      Permalink

      Ciao, Nicoletta, sì, lo so, la ‘nostra’ Tripoli non tornerà mai più. Ma ci sarà un’altra città. Ci vorranno anni e anni, forse noi non la vedremo, ma è necessario credere in un futuro, perchè ‘l’ignoranza e la brutalità non deve vincere’. A Tripoli devo giorni bellissimi. Non lo dimenticherò.

      Risposta

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