Luoghi di resistenza (in)consapevole/Cambiare vita, il libraio Gulliver di Verona


La libreria Gulliver

Ho passato appena cinque minuti in questa piccola libreria. Via Stella, centro di Verona. So che la casa di Giulietta è a pochi passi. Abbiamo fretta. C’è da presentare un libro, questa sera. E non c’è tempo. Non c’è mai il tempo. Ma i luoghi, certi luoghi, riescono a farsi capire subito. A lasciare addosso nostalgie e desideri. E’ un’occhiata, un istinto, un annusarsi in cerca di un odore che sai amico. E allora basta uno sguardo: la grande foto di Tiziano Terzani degli anni di ‘Un indovino mi disse’, i palloncini di carta colorata che a me, fiorentino, appaiono come rificolone, ma che sono state comprate al mercato di Luang Prabang, il gioco dei mappamondi, dei planisferi, delle grandi carte geografiche, la rampa delle scale, l’arredo in legno, l’odore intenso della carta (ma, confesserà il libraio: ‘Eb….che? Ammetto, metto in valigia una decina di libri e so che l’ebook sarebbe molto più comodo’). Ecco, la libreria Gulliver nel cuore di Verona è una terra giusta.

Luigi Licci

Esiste da ventitre anni, questa libreria. Luigi Licci, 56 anni, vi è arrivato sei anni fa. Per un ‘cambio di vita’. Per un destino, immagino. Nato a Roma, padre salentino, madre torinese. Meticciato italiano. A vent’anni è già a New York. Giovanissimo riassicuratore. E poi broker. Trent’anni nel mondo della finanza. Fra gli Stati Uniti, Londra e l’Italia. Poi ci sono le coincidenze che indirizzano la vita. A Luigi piace l’arte del viaggiare. In Birmania incontra la donna che diventerà sua moglie. Veronese. E’ il 1994. Il lavoro nell’universo delle riassicurazioni sta cambiando: ‘Non rinnego e non rimpiango il mio lavoro – dice Luigi – Ma era diventato sempre meno umano. Si era smarrito il filo di ogni amicizia’. I cambiamenti veri hanno la solidità di un pensiero coltivato a lungo. Hanno lentezza. Luigi si interroga: cosa gli piace? Leggere e viaggiare. E’ possibile che ciò che ami diventi un lavoro? A un passo dai cinquant’anni, il riassicuratore fa un breve corso da libraio a Minumun Fax, coraggiosa casa editrice romana. Adocchia qualche libreria a Roma. Scarta qualche possibilità troppo complessa. Poi si trova a passeggiare per la via Stella a Verona. Già amava quella libreria di viaggi. In fondo bastano tre ore di chiacchiere con Giorgio Chiavegato, il fondatore di Gulliver per trovare un inatteso accordo. E’ così che Luigi Licci diventa libraio. E un uomo dall’aria felice.

Tiziano Terzani fra le rificolone di Luang Prabang

La felicità? E’ un incontro con Paco Taibo II (che dorme a casa sua). Una serata con Pino Cacucci. L’amicizia con Emilio Rigatti e il disegnatore Stefano Faravelli. Il poter consigliare a giovani lettori Tiziano Terzani e Paolo Rumiz. Il passare una serata con Vera Verdiani, la bravissima traduttrice di Ryszard Kapuściński. Già, Ryszard…in via Stella è l’autore più amato. Il suo Ebano è la guida suggerita per chi vuole andare in Africa.

Si fa il libraio per gioia leggera. Ogni giorno, in una vera libreria accade qualcosa. ‘Oggi è venuta una donna messicana. Ha girato fra i libri. E poi mi ha raccontato che lei abita da anni a Sommacampagna e ogni anno, a maggio, per il giorno della Vergine di Guadalupe, apre le porte della sua casa e organizza un grande banchetto. Ecco, questa è stata la storia che ha dato senso a questa giornata’. Microstorie di viaggio.

Luigi nella libreria

Certo, c’è la contabilità, i conti che tornano a fatica (la libreria è in pareggio, non ci si arricchisce), ci sono i resi, i rapporti da tempesta con i distributori, la gestione del magazzino. Quotidianità della vita di un libraio. Si lavora anche al sabato. Un riassicuratore non lo faceva. Si lavora di più, è la scoperta. C’è l’amore per la letteratura di viaggio, ma qui si viene a cercare guide, manuali, carte geografiche mappe. A chi chiede una LonelyPlanet (sono finiti i tempi delle amatissime Clup) si può anche suggerire uno scrittore del paese dove si ha intenzione di andare.

E poi ci sono le storie di un viaggio di nozze del 1954. Una giovane coppia che attraversa l’Africa a bordo di una magnifica Chevrolet e ne esce fuori un libro per Vivalda: ‘Rosalie Scevroletti e i suoi trentacinquemila chilometri’. Una storia che Luigi mi racconta seduti al tavolo di un caffè e io non ricordo nemmeno perché. Mi rimane nella testa la sensazione che sia una storia bellissima. C’è la storia di un uomo che trova, fra gli scaffali, il libro che ha scritto sulla prigionia di suo padre in India.

Il mestiere di libraio come conversatore, uomo che legge, che suggerisce. Che ha tempo per il lettore che varca la soglia della sua bottega.

(Andrea Semplici)

Libreria GulliverTravelBooks

Via Stella 16, b

Tel. 045.8007234

www.gullivertravelbooks.it

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4 pensieri riguardo “Luoghi di resistenza (in)consapevole/Cambiare vita, il libraio Gulliver di Verona

  • 29 Ottobre 2013 in 22:43
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    Ciao Andrea, grazie del tuo post. ti leggo ogni volta che posso, che ho tempo, perché le tue belle storie hanno bisogno di un pò di tempo per essere lette ed apprezzate. Mi è rimasta un pò di nostalgia di quando facevo il libraio alla F..ellli international di Firenze, e tu passavi ogni tanto; non ricordo che libri cercavi, ma ricordo le conversazioni, le chiaccherate, sempre interessanti. Di sicuro la parte migliore di quel lavoro erano gli incontri, quelli belli.
    Poi ricordo di averti visto anche a Genova nel 2001 durante il bellissimo corteo dei migranti… un sacco di tempo fa. Meno male che ci sojno ancora quelle librerie e queli librai!

    Ciao

    Paolo

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  • 30 Ottobre 2013 in 10:05
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    Che sorpresa, Paolo. Quanto tempo, verdad? Proviamo a raccogliere le storie di piccoli librai. Ognuno ha il suo segreto per ‘resistere’. Grazie. Spero che avremo ancora occasioni. Dal primo novembre, a Mondeggi, c’è una sorta di incontro di Genuino Clandestino, Credo che sia una bella cosa

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  • Pingback: Quando il viaggio comincia a casa: la libreria "Gulliver" a Verona. | Martinaway

    • 2 Agosto 2015 in 7:44
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      Ciao, Martina, grazie, hai ragione, la libreria Gulliver è uno di quei luoghi in cui ‘si sta bene’. Senti, Luigi ti ha detto che noi, a Firenze (esiste un luogo fisico in questi anni virtuali?), facciamo una non-rivista di viaggi (che è trimestrale, ma è anche un blog e un fb. Non rivista virtuale, sigh), ci dai un’occhiata? http://www.erodoto108.com , trovi la sua pagina in fb, i numeri della rivista (undici a ora), impaginata come se fosse di carta, sono nella prima pagina del blog. Grazie, un abbraccio

      Rispondi

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