Cronache da Gerusalemme.8/I venditori di fragole

Alla Porta di Damasco
I venditori di fragole (fragole più grandi delle noci) gridano più di ogni altro. Alla Porta di Damasco un uomo corpulento mette il suo banchetto in equilibrio sui gradini e cura, come se fosse un designer, la geometria delle fragole. E si mette a urlare: faraula, faraula. Con il passare delle ore il suo volto si arrossa. Lo incontro ogni giorno. Da mattina a notte. Fino a quando non ha venduto tutte le fragole. 15 shekel per un chilo. A volte il prezzo scende a 10 shekel.
A Mahane Yehuda
Forse conviene risalire la Jaffa Road, Gerusalemme Ovest, al mercato di Mahane Yehuda. Venditori israeliani. Molti con kippah in testa. Mi appare lo stesso venditore di fragole. Lo stesso banco. Le stesse fragole. La stessa geometria  di esposizione. Leggermente più economiche. L’uomo è corpulento. Grida come l’altro. E’ vero: i venditori di fragole gridano. Potrei scambiare i due venditori, forse sono fratelli, invertire il loro posto ai mercati e non mi accorgerei chi è l’israeliano e chi il palestinese.
E’ un paese di matti, questo.
Gerusalemme, 26 febbraio

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