Cronache da Gerusalemme.12/Old City

Due uomini. Anziani. Una grande barba bianca. Vesti diversi. Uno indossa gli abiti e il cappello nero degli ebrei ortodossi. Ha un sacchetto in mano. L’altro la jallabiah araba e la kefiah dei palestinesi. Entrambi hanno la giacca e un maglione. E’ la fine dell’inverno, fa ancora freddo. E’ prima mattina, i vicoli della Città Vecchia sono ancora deserti. Uno cammina velocemente. Quasi senza guardarsi attorno. Di fretta, come se mancasse il tempo. L’altro ha più difficoltà a camminare. Si appoggia a un bastone. Ma, anche se fosse ancora in forze, il suo passo sarebbe più lento. So che, ogni tanto, saluterà qualcuno e verrà salutato dai ragazzini. I due uomini hanno una loro eleganza. Stanno andando nella stessa direzione. L’ebreo si fermerà solo quando avrà raggiunto il Kotel, il Muro Occidentale della sua preghiera. Il palestinese vuole andare a passare la mattina al riparo degli alberi dell’Haram ash-Sharif, il ‘Nobile Recinto’, la Spianata delle Moschee. La preghiera ad al-Aqsa avvicina al cielo. 
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