Disobbedienti a Matera

 

Danzare ad Aliano
Danzare ad Aliano

Nella vecchia casa del paese, il suono leggero di un tamburello. Le donne si muovono, seguono un ritmo, un richiamo. Le bambine hanno movimenti più veloci, più impazienti. Le ragazze cercano di rallentare, poi accelerano, girano in cerchio, afferrano una libertà imprevista del corpo. Non si accorgono nemmeno della presenza di una macchina fotografica. La casa è un vecchio palazzo di Aliano, il centro storico del paese è quasi abbandonato. Questa è una Lucania lontana. Per un finesettimana le stanze del palazzo sono diventate, nel gioco di uno strano e bel festival, La Luna e i Calanchi, uno dei rifugi delle Disobbedienti. Quattro donne che vengono da Matera e che hanno disseminato per il paese quadratini di stoffe con parole abbondonate. ‘Noi vorremmo fermarle, le parole. Prima che volino nel vento, vorremmo che fossero scolpite sui corpi’, dicono queste quattro donne. E ancora: ‘Vorremmo rendere visibile sia il cuore che il corpo per le strade e le piazza’.

Danzare ad Aliano
Danzare ad Aliano

Bisogna andare a Matera, allora. A trovare Nadia, Tina, Angela e Stefania. Perché anche questo è il Sud. Perché loro sono donne del Sud. Angela ha 28 anni (sulla carta d’identità: studentessa. E’ vero, deve dare la tesi in lettere); Stefania ha 30 anni (sulla carta d’identità: impiegata. Era vero: lavorava a Rimini, come consulente alberghiera. Un lavoro fisso: lasciato lo scorso anno per tornare al Sud); Nadia ha 33 anni (sulla carta di identità: attrice. E’ vero, è il suo mestiere, lo ha sempre fatto); Tina ha 43 anni (sulla carta d’identità: scultrice. E’ vero: lavora la pietra, il metallo, il legno. E la gommapiuma, costruisce burattini bellissimi). Stefania, Nadia e Tina sono di Matera. Angela è di Altamura, in Puglia. Stefania ha vissuto dieci anni lontano da Matera. Angela, tre anni via dalla Puglia. Angela danza, Nadia recita, Tina canta e suona. Stefania non ha una storia da artista. Le Disobbedienti hanno pochi mesi di vita. Sono un laboratorio di ‘teatro e danza urbana al femminile’. Io, uomo, cerco di capire.

Danzare ad Aliano
Danzare ad Aliano

 

‘La leggerezza, penso alla leggerezza – dice Nadia – Il teatro mi ha educato a guardare il mondo, a sentire le persone vicine. Questo vorrebbero fare le Disobbedienti: creare una comunità che sappia vivere la libertà’. Tina cerca di spiegare: ‘E’ necessario ubbidire a quello che siamo per disobbedire’. Angela, la più giovane, appare la più ‘politica’: ‘La disobbedienza è una ribellione. Noi vorremmo poter scegliere cosa vogliamo essere e fare. E vorremo essere contagiose: aiutare le persone a recuperare una libertà’. Libertà è parola che ricorre spesso fra queste donne. Le Disobbedienti vogliono portare la danza, il teatro, il canto in luoghi inadatti. Nelle piazze e nelle strade. Lo hanno fatto a Matera e ad Aliano.

Disobbediente
Disobbediente

‘I condizionamenti sociali a volte possono essere sottili – dice Nadia – E provenire da ambienti insospettati’. Ci vuole coraggio a disobbedire. Qui ti giudicano per come ti vesti o per come cammini. ‘Voglio essere me stessa. Anche al paese – dice Angela – A Roma mi era più facile, ma io sono di qui e qui voglio vivere’. Stefania cerca di portare le sue amiche e sorelle sulla terra: ‘Dobbiamo essere anche economia. Per noi e per gli altri. Capire e far capire che questo è un mestiere, un artigianato, forse, ma certamente non è un passatempo. Noi non smettiamo mai di lavorare’. Ma poi anche Stefania afferra la poesia: ‘La disobbedienza è un’intimità’.

Disobbediente
Danzare ad Aliano

 

Ad Aliano, paese di mille abitanti, terra di confino di Carlo Levi (che qui è sepolto), le Disobbedienti hanno intervistato i bambini e le bambine. Un piccolo uomo del paese, dieci anni, era già nello stereotipo: ‘Le femmine devono ubbidire’, diceva con lo sguardo di superbia. Una bambina replicava: ‘Se al mondo ci sono uomini e donne è perché debbono essere uniti’. E’ questo ‘il confronto che non accade’, dicono le Disobbedienti. Invece, ‘un punto di incontro può realizzarsi’. A volte, solo a volte, può bastare una danza. Almeno per un momento.

 

Per saperne di più: www.centroiac.com/le-disobbedienti/

 

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