Cartoline da Tirana/Xhiro in piazza

Il mosaico
Il mosaico

Giro (xhiro) attorno all’immensità della piazza. Fascismo e comunismo cercano di dominare l’irruenza del traffico. Ma il punctum è la piccola moschea di Et’hem Bey, Xhamia e Haxhi Et’hem Beut: piccola, architettura dolcissima, ha resistito agli urbanisti del fascismo, agli architetti del comunismo albanese, ai vandalismi del comunismo cinese. La moschea ignora la grandiosità superba e aggressiva delle basiliche ortodosse e cattoliche. Bassorilievi a fiori fra le pietre della moschea. Affreschi floreali alle pareti. Visioni di Istanbul. Harsan prega e poi mi dice che suo fratello vive a Napoli e che Dio è uno solo.

Piazza Skanderberg è un riassunto del ‘900. Gli spazi degli urbanisti del fascismo. I palazzi dei ministeri italiani dai colori avorio e mattone. Il viale sterminato, da parate monumentali. Cercavano l’infinito. I marmi dell’Opera e del Palazzo della Cultura, architetture sovietiche. Edificio invadente e bello che si allunga per decine e decine di metri. Enver Hoxha, nel 1960, rompe con l’Urss: fu necessario l’aiuto cinese per finire il palazzo. E Pechino, già che c’è, spezzò anche gli orizzonti della piazza: innalzarono l’hotel Tirana, per anni il solo ‘grattacielo’ della città. Sovietico anche il Museo storico nazionale, con il suo mosaico realista e nazionalista (e bello): undici protagonisti dell’affresco, dagli Illiri ai partigiani comunisti, sono armati. Orgoglio guerriero, il fucile come simbolo nazionale.

La moschea
La moschea di Ethem Bey

Applaudo alla piccola moschea. E’ stata capace di resistere.

Skanderberg
Skanderberg

Per fortuna c’è la statua di Skanderberg. Il comunismo albanese aveva bisogno di un eroe nazionale e il condottiero della resistenza anti-ottomana era perfetto come leggenda. Seppe unire i principi d’Albania e nemmeno Enver Hoxha poteva fare a meno di lui. La sua statua sta nel prato della piazza. Quasi si smarrisce nell’immensità della spianata. Chissà cosa penserebbe del neo-ottomanesimo, che, senza guerrieri, arriva con i sultani del business?

La piazza
La piazza

Due ragazzetti rom mi accerchiano con penne e cerotti. Parola d’ordine: ‘Where do you come from’. E poi: ‘One euro’. Rispondo: ‘Kosovo’. Da due giorni, quando passo davanti alla moschea, mi chiamano: ‘Kosovaro…’. Ho voglia di prendere un cerotto per un euro (più o meno mezz’ora di lavoro in un call center di Tirana).

E’ bella piazza Skanderberg.

Tirana, 30 di ottobre

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