Etiopia/Ritorno a Ghetà

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Haji Muhaddin

Haji Muhaddin ha una barbetta tinta di hennè. Rosso aranciato. Non ha più i denti di sotto. Indossa un turbante rosso. Abiti candidi. Un bel gilet colorato e arabescato. E’ quasi sdraiato su cuscini colorati. Alle sue spalle un leone dorato. E’ splendido Haji. Legge le sura a voca alta e un eco le rimanda sulla radura di Ghetà. E’ un sottofondo.

Haji Muhaddin
Haji Muhaddin, la sua tigre, il suo leone

 

L’ombrello della Coca-cola lo protegge dal sole di alta quota. C’è una calma perfetta a Ghetà. I contadini fanno ruotare i buoi sulle spighe del teff. Haji ha una valigia ventiquattrore colma di libri sacri. Al suo fianco giace una grande tigre di pelouche. Il grande animale sembra ascoltare con attenzione la nenia delle sura. Intuisce la mia sorpresa e mi fa spiegare da suo figlio: ‘E’ un regalo’. Haiji Muhaddin dice di ricordarsi di me. Mente in maniere spudorata. Sono passato di qui venti anni fa. Allora si celebrava un matrimonio. Dopo ho smarrito Ghetà, luogo sacro di un islam sufi e stranito. Non sono più riuscito a ritrovare questo posto, fino a oggi. Venti anni fa, vi dedicai mezza pagina sulla mia guida.

La tomba di Sheick Bushira
La tomba di Sheick Bushira

 

‘A cosa serve?’. Le prime parole di Haji erano state diffidenti. Cosa vuole un bianco qui? Perchè deve spiegarmi. Non sono musulmano, ma, alla fine, si compiace del mio saluto. Porto la mano la cuore. Lentamente Haji prende fiducia. Mi allunga dei fogli in amarico. Grida degli ordini. Suo figlio mi accompagna fino al santuario. Qui è sepolto Sheick Bushira, predicatore islamico a cavallo fra ‘700 e ‘800. Venti anni fa scrivevo: ‘Questo è un luogo curioso e intrigante: una baracca dal tetto di lamiera è una sorta di cripta collettiva; la tomba di Sheick (scrivevo malamente Sheid) è circondata da sarcofaghi di altri notabili musulmani, il pavimento è reso morbido da ritagli di carta da computer mischiati alla paglia, lucine colorate illuminano i tendaggi….’. Le lucine ci sono ancora. La lamiera è ancora quella messa su dagli italiani, assicura il figlio. E dice anche un nome: Gibilli. Io prendo nota come se sperassi di ritrovarli.

Oggi a proteggere il pavimento c’è un tappeto con mille cuoricini, c’è sempre la paglia. Mi mostrano un corano ricopiato a mano dal vecchio Sheick. Era nato da Ankober, Bushira. Crebbe in Sudan e tornò sugli altopiani a predicare l’Islam. Questo è Wollo, qui Islam e Cristianesimo si sfiorano, vivono assieme, convivono da secoli. Ma qui si combattè con crudeltà: mi raccontano nuovamente del pogrom cristiano contro i musulmani scatenato dal negus tigrini Yohannes quasi due secoli fa. Venti anni fa mi parlarono di 33mila vittime e di una piana dove si potevano vedere le sepolture di questi uomini e donne. Oggi, Yassin mi dice di settemila e settecento settantasette caduti. Scrivo: 7777.

Preghiera
Preghiera

 

La casa di Haji Muhaddin, accanto al santuario, è elegante. Tessuti di raso, cuscini, tappeti, una libreria coranica, le foto dei figli laureati, le immagini del pellegrinaggio alla Mecca. Haji è un diretto discendente di Sheick Bushira. Intravedo la sua camera da letto. Coperte rosa, da prima notte di nozze. Il figlio di Haji lavora all’ambasciata di Gibuti. E’ qui perché si avvicina Mawled, la festa di Maometto, quasi un Natale islamico. E quest’anno, giurano, si festeggerà la notte di capodanno. Migliaia di fedeli saliranno questa montagna ricoperta di euforbie per festeggiare la sacralità di Ghetà.

Hadij legge le sura
Hadij legge le sura

 

Mi faccio fotografare accanto alla tigre di pelouche. E poi a fianco di Haii. Ci teniamo per mano.

Sento la voce gridata delle sue sura mentre cammino verso la macchina.

La mattina dell'Haji
La mattina dell’Haji
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2 pensieri riguardo “Etiopia/Ritorno a Ghetà

  • 23 novembre 2017 in 9:59
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    Ciao, Sto arrivando! Andando da Haji in questo momento. Ho scelto, questa volta, di andarci col bus partendo da Addis. Ho scoperto una strada che serpenteggia tra Monti e pianure svelando dei paesaggi magnifici.

    Ciao, Teo.

    Risposta
    • 23 novembre 2017 in 13:26
      Permalink

      Dovrebbe avvicinarsi Mawled…

      Risposta

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