Istanbul/I panini di Esat

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Esat

 

Questa volta so darvi l’indirizzo esatto. Lo spigolo di Halas, piccola strada dalle parti di piazza Taksim. Ho anche un telefono: 0535.5252658. E lui si chiama Esat. Parla solo turco, quindi non sarà facile prenotare. Ho finalmente imparato una parola: ekmek. Sta per ‘panino’. E quelli di Esat, al fegato e cipolle, sono una leccornia. 5 lire turche. Meno di due euro.

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Le verdure

Esat sta su un angolo di un vecchio isolato. A fianco a un luogo del tè. Ci si può sedere su un panchetto e prendersi il tè in un bicchiere dalla vaga forma di clessidra. Il carretto di Esat è color celeste. La prima volta ci ha attirato l’odore che ci ha inseguito per la strada. Poi abbiamo provato a tornarci apposta e, miracolo di Istanbul, ci siamo riusciti.

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I fegatini sono pronti

Esat infila i pezzetti del fegato sugli spiedini, un pezzetto di grasso. Poi taglia i pomodori e un peperone piccolo e lungo. Affetta una cipolla. Mischia con le mani sollevandole verso l’alto, come se dipanasse una matassa. Arrostisce il fegato. Fumo nell’aria. Infine prende il pane o la pita e sistema, con attenzione, la carne e le verdure. Arrotola rapidamente. Nel frattempo è arrivato il tè. Dalla tarda mattinata al pomeriggio, in questo angolo c’è il sole. Oggi, per la prima volta, era quasi caldo. E con Esat ci siamo almeno salutati. La mano sul cuore.

 

 

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