Matera, Festa della Bruna/Appunti per un racconto che non ho scritto. Gli uomini delle luminarie

Le luminarie di piazza Vittorio Veneto
Le luminarie di piazza Vittorio Veneto

Gli uomini delle luminarie (non ho mai visto una donna fra gli operai: mestiere di genere, insomma) sanno di fisica e di geometrie, calcolano le forze e le gravità. Sanno di corde vettoriali. Tirano linee che seguono la direzione delle frecce. Legano un palo alla traccia metallica che ha preso la freccia scoccata da un davanzale, dalla ringhiera di un balcone, da un gancio su un muro.

Luminarie

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Il palo è sospeso. Non so dirlo: è trattenuto? Devo cercare chi sa di matematiche per averne un algoritmo. Deve essere una storia di resistenza. Come la Festa. Il palo sta in piedi e sostiene il peso delle lucine rossi, verde, gialle, azzurre grazie a tre fili invisibili. ‘Non lo può sfottere nemmeno un elefante’, mi disse un operaio.

Luminarie

 

LuminarieMi raccontano che le aziende delle luminarie navigano in acque di tempeste negli anni delle crisi, ma che il lavoro c’è, non manca mai, le feste si fanno, si spende per far scintillare le notti dei giorni importanti delle città e dei paesi. Vengono dalla Puglia, gli uomini delle luminarie. Dalle campagne di Lecce. Ma arrivano anche da Napoli, dai paesi della Lucania. Un operaio mi raccontò che ogni anno viaggia fino a Kobe, in Giappone. Là vogliono le luci del Sud italiano per fare omaggio a chi perse la vita in un orribile terremoto. Io ricordo quando, ogni inverno, venivano in Libia dalla Puglia con le navi cariche di pali e lucine, per rendere strane e natalizie le strade di Tripoli.

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‘Ogni lampadina ha un significato’, mi spiegò un altro operaio. Era giovane e non volle dirmi di più. Salì verso il cielo a finire la sua frase armato di cacciavite e fil di ferro.

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Sto a naso in su a guardare il gioco acrobati degli operai. Hanno sapere e bellezza. Sanno un mestiere e lo esibiscono in una sapienza aerea. Sono seri, non sorridono, a terra stanno gli uomini con le pance e le rughe attorno agli occhi, in cielo volano tipi dai muscoli leggeri e l’età della forza. E’ coreografia montare le luminarie per le feste, è faticare da circo. E Matera è regina delle Grandi Feste. Ogni anno si ricomincia a montare pali e palazzi di luci. Quest’anno, le luminarie mi appaiono bellissime. E’ apparso un Colosseo di scintille in piazza Vittorio Veneto. Si accenderà nel pomeriggio, un giorno prima della tradizione. Un regalo per la domenica dei materani.

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Appena il cielo diverrà blu, il blu che anticipa il buio della notte (in estate è strappacuore la notte blu), qualcuno dirà: ‘Accendi’. E, come ogni volta, ci sarà l’oooohhhh della gente, a naso in su. E si alzeranno gli smartphone, occhi della contemporaneità. E ci bacerà sotto le luci.

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Vorrei essere a Matera per passeggiare nell’alba ancora notte e guardare il cielo delle luminarie. Nessuno per strada, solo i passi.

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