Jettabann’

Il bando
Il bando

Al mattino, ben prima delle otto, Gigi aspetta. Seduto sulla panchina, quella di lato alla chiesa Madre di Terranova del Pollino. In piazza. Camicia bianca, pantaloni neri, bastone ricurvo. 81 anni, un braccio offeso dalla malattia. ‘Non potevo trovare un lavoro e allora un sindaco mi chiese se mi andava di fare il banditore. Fece anche una piccola delibera’. Non lo dice così, non so riprodurre il suono della sua voce, miscuglio di dialetto e parole smozzicate, parla in fretta Gigi, aggrottando la fronte e contorcendo la bocca. Oggi è senza denti. Gigi ‘jettabann’, ‘getta il bando’ da sessanta anni. Dal 1955. Per sei decenni, Gigi ha annunciato l’arrivo degli ambulanti al paese. Ha raccontato di ordinanze, di avvisi pubblici, di feste, anche di funerali. Ha fatto chilometri camminando per il corso, da Sant’Antonio a San Vito, fermandosi in piazza, per la vanella, il vicolo fra le case, è salito alla montagna, la parte alta del paese, per poi scendere in quella bassa. Arrivava il macellaio, l’ortolano, il casaro e lui gridava per le strade. Annunciava, era un twitter vocale che passava sotto le finestre.

L'attesa di Gigi
L’attesa di Gigi
Il primo grido
Il primo grido
Verso San Vito
Verso San Vito

 

Questa mattina, martedì di agosto, Gigi aspetta l’ultimo degli ambulanti che sale ai paesi del Pollino. Arriva l’uomo del pesce. Da Rotonda, altro paese della montagna più bella del Sud. Come ogni mattina Franco è andato a prendere il pesce fino a Sapri. E’ in viaggio dalle tre. Cento e cinquanta chilometri per venire fino a Terranova. E Gigi lo aspetta. E’ il suo lavoro. Gigi non resiste alla tentazione del passato: ‘Un tempo la neve ricopriva il paese. E noi eravamo più di tremila abitanti. Oggi siamo poco più di mille. Tutto è cambiato’. Malinconie? ‘C’è il mercato, ci sono i giorni di mercato e non c’è più bisogno dei bandi’.

Gigi davanti alla Stella Marina
Gigi davanti alla Stella Marina
I gradini
I gradini

 

Arriva il furgone del pesce. Gigi scatta in piedi. Il pescivendolo va al bar, il banditore lo segue. Niente caffè per Gigi, ‘per problemi di salute’. Poi s’incammina. Lungo il corso. Voce che scivola sulle pietre del paese ancora deserto. Attenzione attenzione, in piazza hanno portato pesce fresco, alice salate e baccalà e cento bocconi. Devo farvi sentire la registrazione, le lettere non rendono l’idea. Gigi spalanca la bocca, l’allunga, fa smorfie, diventa cartone animato, chiude gli occhi, urla mangiandosi le parole una dopo l’altra. Attenzione, attenzione…Sale gradini, si appoggia al bastone, si aggrappa a un passamano in ferro, mi guarda come ad avere conferma di aver fatto bene, va a destra, poi a sinistra, nessuno per i vicoli, esce una donna con la cesta dei panni e non si cura di lui, solo un gatto sembra interessato al pesce. Gigi si mette ai crocicchi, pianta il bastone fra le fessure delle pietre e grida. I paesani sanno benissimo che tre volte alla settimana salgono tre pescivendoli diversi. Ma Gigino avverte lo stesso. Si ferma davanti a un terrazzo e cerca di far arrivare la voce fino alle case più lontane. Ci prova con la direttrice dell’ufficio postale: ‘Arriva il pesce’, le dice. ‘Sono indecisa’, risponde la donna e fugge via. Mi raccontano che Gigi vorrebbe smettere di camminare per il paese e ha chiesto di usare i microfoni della chiesa. Niente da fare: deve gridare. E lui grida, scivolando sulle parole. E’ veloce, appena giro la schiena, lui è già da un’altra parte. E alla fine mi sfugge davvero: volevo fotografarlo con la trombetta (che non usa più, la tiene a casa), ma è scomparso.

La sola persona che abbiamo incontrato
La sola persona che abbiamo incontrato
Il gatto a sentir parlare di pesce...
Il gatto a sentir parlare di pesce…

 

A mezzogiorno, l’uomo del pesce ha vuotato quasi tutte le cassette di polistirolo bianche. Si mangia pesce in Pollino. Magari è anche merito del banditore.

Annuncio alle case più lontane
Annuncio alle case più lontane
Discesa
Discesa

 

Non scrivo che Gigi è l’ultimo banditore. Franco, il pescivendolo, mi dice che negli altri paesi mette su un mp3 e l’altoparlante. Ma so che a Cancellara, dalle parti di Potenza, c’è un banditore. So che Francesco La Centra https://www.facebook.com/francescolacentrafoto), fotografo di Ferrandina, ha fotografato gli 84 anni di Giuseppe (e la sua trombetta) ad Albano di Lucania. So delle parole di Carlo Levi sul vecchio banditore di Grassano con la tromba a tracolla. Mi piace l’ingrottarsi della voce di un uomo al tempo delle voci metalliche del web. Mi piace di avere fatto in tempo a essere svegliato da un banditore.

 

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2 pensieri riguardo “Jettabann’

  • 21 Agosto 2015 in 21:50
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    Gigino,rimane l’unico al mondo per il suo stile di bandire le cose.

    Risposta
    • 22 Agosto 2015 in 0:47
      Permalink

      Grazie…è straordinario. Fateglielo vedere questo blog. Poi gli porterò le foto.

      Risposta

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