5. Gente ad Aliano, gente di Aliano. E Maria, vestita da sposa, uscì dalla Casa della Paesologia

Fotografi alla finestra della Casa
Fotografi alla finestra della Casa

Ecco, faccio due passi, dall’incrocio fra il Salotto di Paglia e il ristorante di poesia di Claudia. Volto le spalle alla Donna Calanco e già distogliermi da lei è fitta al cuore. Salgo otto gradini. Che conducono alla Casa della Paesologia ad Aliano. Forse la casa più bella del vecchio paese. Si affaccia sulla piazzetta, le sue finestre cercano i calanchi, c’è un grande camino, stanze piene di luce. Lo scorso anno qui danzavano le Disobbedienti materane. Il mistero (sarebbe semplice da scoprire) sono queste case tenute in piedi dopo il terremoto e poi disabitate. Nessuno è voluto tornare a vivere qui. Hanno un’aria solida. Ma sono deserte.

Le foto di Salvatore
Le foto di Salvatore
Il grande camino
Il grande camino

 

Nei giorni del Festival, oramai in un’estate che si allontana, è diventata Casa della Paesologia. Grazia e Antonietta la custodiscono e la raccontano. Andirivieni di persone. Due soli nuovi soci e abitanti per la Casa a Trevico. Già, i soldi sono una cartina di tornasole. Ma questa Casa della Paesologia è bella. Ci sono le foto di Salvatore, i libri di Franco, una fotografa di Taranto, il corpo fotografato da Claudia, c’è anche Francesco? Sì, se ben ricordo è lui, con le sue foto di luoghi abbandonati. Qui si ritrovano gli intellettuali, gli amici, i curiosi. C’è Francesco che vuole disegnare le Mappe dell’Italia Interna e costruisce, con gli amici e gli abitanti provvisori, uno schema. Parole seduti su balle di paglia.

Fotografi nella Casa
Fotografi nella Casa

E poi Raffaella, che viene dal Salento, ha fritto sette chili di fave: le ha insacchettate con cura e le ha messe su una sedia nella stanza di ingresso. Un euro per la Casa. Ne mangio un po’ e, mannaggia, me ne dimentico. Non le fotografo. I dettagli che sfuggono.

Aldo
Aldo illuminato dalla luce
Paolo attento
Paolo attento
Il cane ne approfitta
Il cane ne approfitta

Sobbalzo quando un filosofo cita Heidegger e ci chiede se attendere l’alba è autentico o dis-autentico. Perché non lo interrompo e non gli dico: ‘A me piace’?. E chi bara (‘vado a letto e poi mi sveglio all’alba’, confessa il filosofo) non afferrerà mai la complicità con il sole che sorge da dietro il sipario dei calanchi, il senso di appartenenza provvisoria con chi ha atteso con te. C’è Aldo, il sociologo amato, che si ferma solo poche ore e si giustifica: ‘La frenesia…’. E’ nel mio cuore, Aldo, ma se nemmeno lui sa rallentare il tempo, il suo tempo, non ci consegna speranze. A che servono le parole, se rimangono tali?

Scorci della Casa
Scorci della Casa
Carlo Levi fra notte e giorno
Carlo Levi fra notte e giorno
Franco
Franco

E poi a sorpresa c’è Maria. Ecco, Maria è lo stupore sottotraccia, qualcosa che irrompe e dice: ‘Varrebbe la pena’. Ma poi ti sfugge di mano perché i riflessi, a volte, non sono pronti. Ci pensi dopo….Maria uscì vestita da sposa da questa casa. Scese questi gradini in abito bianco, lasciò la casa per una nuova vita. Era radiosa, quel giorno. Come lo si è nel giorno del tuo matrimonio. Qui è apparsa all’improvviso. Una voce da fuori, la porta è chiusa, ma c’è un altro ingresso. Maria torna a casa. Ora vive a Matera, ma qui, in questa casa, ha vissuto. Mi mostra l’angolo vicino alla finestra in cui conservava i suoi oggetti segreti, mi dice che allora, queste erano due case, mi mostra la camera da letto. Le chiedo se posso fotografarla. Perché non parliamo di più? Ma prendo il suo numero di telefono. Forse c’è modo di far rivivere questa casa, di farla rivivere con i racconti.

Maria i quella nicchia nascondeva i suoi oggetti segreti
Maria i quella nicchia nascondeva i suoi oggetti segreti
I nuovi oggetti segreti
I nuovi oggetti segreti
Tempo di riposo
Tempo di riposo

 

Un ragazzo si stende sulla paglia, un cane si appisola mentre gli intellettuali parlano, anche Eitani oscilla e Carlo Levi gioca fra l’ombra e la luce (agosto non conosce mezzi toni), i fotografi fotografano, rimane lo schema di Francesco appeso alla parete e scritto, a pennarello, su carta pacchi.

La Mappa dell'Italia Interna
La Mappa dell’Italia Interna
Francesco
Francesco e Imma
Eitan
Eitan
La Mappa
La Mappa

Via d'uscita
Via d’uscita
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