Dancalia/Ibrahim, il folle

 

As Salè. E Ibrahim
As Salè. E Ibrahim

Da sempre, Ibrahim scava. O meglio: taglia via pezzi di sale rosso. Il sole non ha alcuna pietà e lui sta lì. In piedi, su questo scoglio di roccia rossastra. Non è pietra, è sale. Questa è As Salè, la ‘montagna rossa’. Un altro vulcano mancato che emerge dalla Piana del Sale. E’ davvero una scogliera, si vede da lontano, interrompe l’orizzonte. E Ibrahim, il folle, è il solo uomo a cui è permesso portar via pezzi di sale rosso. Che, dicono, abbia proprietà di medicina. Lui vive nel nulla, nessuno sa dove dorma, non ha acqua con sé, non ha un pagliericcio, non ha cibo. Non ha niente. Le ciabatte, una maglietta un paio di pantaloncini e una sorta di zappa-accetta con la quale spezza blocchi di sale.

Ibrahim appollaiato come un uccello del sale
Ibrahim appollaiato come un uccello del sale

Anni fa incontrai Ibrahim nel canyon del Saba River. Allora aveva occhi arrossati e il passo barcollante. Oggi non mi degna di uno sguardo. Continua a picchiare con la sua zappa. E’ un uomo posseduto. E’ perduto, ma perfettamente lucido. Sopravvive dove nessun altro ne sarebbe capace. Un tempo venni in cerca di te e non ti trovai. Ora ti vedo, ti ho visto da lontano. Un uccello rapace che agita le ali su questa isolotto di sale. Mi raccontarono che hai quattro figli. Uno ha studiato. Mi dissero che forse eri stato tu ad aver convinto la donna bianca a sparire nel nulla.

Ibrahim e il blocco di sale
Ibrahim e il blocco di sale

Asceta, cavatore, vagabondo, folle, Ibrahim. Ma non si è matti se si è capaci di sopravvivere in mezzo alla Piana del Sale. Raccontano che, molti anni fa, tu abbia raccolto messaggi sovrannaturali. E hai anche imparato a trasmetterli? La pazzia, in questo deserto, è perfezione, viene rispettata. E se Ibrahim fosse solo un uomo alla deriva? Se la sua vita si esaurisse solo nel camminare? Nell’ostinarsi a fare a pezzi uno scoglio di sale?

Non mi seguite su questa strada, non conduce da nessuna parte. Come l’altra volta, ho voglia di fargli una domanda. Ma lui incrocia il mio sguardo e mi ripete senza dirmelo: ‘Non lo fare, non chiedere’. Ancora una volta esito, ma rimango in silenzio. I nostri occhi si fissano senza vedersi. Ma questa volta ti do la mano, ti tocco, fermo il tuo lavoro, ti metti a sedere ed è come se attorno a te non ci fosse nessuno. Noi non siamo qui. Non metto a fuoco. Va bene, non ti chiedo.

Ibrahim in attesa di rimanere solo
Ibrahim in attesa di rimanere solo

Finalmente il blocco di sale attorno al quale stai lavorando da ore, si stacca. Rotola verso la crosta salina della Piana. Che ne farai? Venderai un pezzo al villaggio? Aspetti che ce ne andiamo.

Il lago mobile
Il lago mobile

Per la gente di Hamed Ela, As Salè è la ‘madre del sale’. Il punto centrale della Piana. Tutto è nato da queste rocce. Questo è un sale taumaturgico. Ibrahim lo raccoglie per i malati del villaggio. Tutto scomparirebbe se altri venissero qui a intagliare questo sale rosso.

Dovete sapere: questo è ‘sale inglese’, le rocce di As Salè sono impregnate di solfato di magnesio. E’ lassativo, calma le convulsioni durante le gravidanze, ripulisce gli intestini.

Lascio cinquanta birr a Ibrahim, due euro. E lui allunga la mano. E ha un sorriso. Un bel sorriso.

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