Etiopia/La barba rossa di Haji Muhaddin

Haji Muhaddin
Haji Muhaddin

Ritorno a Ghetà. Ancora una volta. Devo portare le foto a Haji Muhaddin. Ghetà è una comunità sufi, dieci chilometri in salita a poca distanza da Kombolcha. La strada è sottosopra, un escavatore sta cercando di allargarla. Stiamo per rinunciare, ma l’uomo della macchina ci dice di passare. Saliamo fra le euforbie. Verso le nuvole. Il cielo è basso stamattina.

Hadij Muhaddin
Hadij Muhaddin

 

Ghetà appare deserta. Entro. Un bambino corre incontro appena passo il cancello. Non c’è la tigre di pezza che l’anno scorso mi sorprese. Sono ancora lì i due leoni dorati. Scorgo Haji Muhaddin, lo sceicco, l’uomo santo, il figlio di Haji Bushira, entrambi sono discendenti di sheick Bushira, un predicatore islamico vissuto fra ‘700 e ‘800.

La barbetta d Haji è ancora tinta di hennè. E’ elegante, indossa sempre vesti rosse. E’ splendido. Mi vede, mi fa cenno di seguirlo.

I cuscini di Hadji
I cuscini di Hadji

Sala di tappeti, qualcuno ronfa pesantemente dietro un telo. Due bimbetti si rincorrono, Haji siede fra grandi cuscini. Accanto a lui, un uomo è quasi disteso. Un tavolinetto con i fiori di plastica. Mi invita a sedermi. Spunta qualche ragazzo a curiosare.

L'udienza di Hadji
L’udienza di Hadji

Questo è il Wollo, regione dove Islam e Cristianesimo etiopico si sfiorano, vivono assieme, convivono da secoli. Ma qui, va ricordato, si combatté anche con crudeltà. Lo scorso anno mi raccontarono del pogrom cristiano contro i musulmani scatenato dal negus tigrino Yohannes quasi due secoli fa. Venti anni fa mi parlarono di 33mila vittime e di una piana dove si potevano vedere le sepolture di questi uomini e donne. Yassin, un anno fa, mi disse di settemila e settecento settantasette caduti. Sul mio taccuino rimase questo numero: 7777.

L'udienza di Hadji
L’udienza di Hadji

Lascio le foto. Haji mi ringrazia. Non salgo alla tomba. Fra poco più di dieci giorni e Mawled. Anniversario del Profeta. Verranno a migliaia a Ghetà. A passare una notte insonne. Chiedo se posso venire. Haji fa dire a Yassin: prepareremo un posto per la tua tenda.

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2 pensieri riguardo “Etiopia/La barba rossa di Haji Muhaddin

  • 17 Dicembre 2015 in 19:15
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    Grazie !!! Scrivi con gli occhi e la sensibilità di pochissimi.

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    • 18 Dicembre 2015 in 8:39
      Permalink

      Grazie a te, Rita

      Rispondi

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