‘E un transatlantico di carta, ti regalerò’

Erri De Luca, Gian Maria TestaMi viene in mente, credo di averlo anche scritto dopo un tuo concerto, Pablo Neruda: ‘Io non sono qua per risolvere nulla. Sono venuto solo per cantare e farti cantare con me’.

La prima volta. In montagna. In val di Sella. Era come essere a casa. Conoscevamo le parole di ogni tua canzone. Era la nostra ninna-nanna e la nostra voglia di vivere. E poi, con te, c’erano le Ariette che, all’epoca, vendevano verdure e teatro. Eravate bellissimi assieme.

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Poi ancora montagna, quasi a ricordare le tue montagne. Castelmezzano, qui nel cuore della Lucania. Un paesaggio da meraviglia. Un giugno che voleva già essere autunno dal freddo che faceva. Il vino sul tavolo, una donna che ti guardava dalla sua finestra. Ricordo due ragazzi che si baciavano, mentre tu cantavi. Il bacio durò quanto una canzone. Assieme a te uno scrittore di Napoli, Erri, e un musicista umbro, Gabriele, che si avvitava nell’aria. E tu di Cuneo.

Una volta venni davvero a Cuneo e fui tentato di passare dalla stazione. Magari sta lì, era prima del 2007. Non lo feci. E come sempre ora sono qui a rimpiangere di non averlo fatto. Quella sera di giugno regalai le tue canzoni ad A. Spero che stasera le ascolti nuovamente.

Erri De Luca, Gian Maria Testa

 

Mi scrive T. E’ lui che stamattina mi ha detto che non c’eri più. Poi mi ha mandato altre parole: ‘Non siamo mai partiti davvero. Non siamo mai tornati davvero’. Ne intuisco un’assenza vera. Io metto in sottofondo: ‘E si lasciano indovinare sotto le gonne…’. E poi cerco nel cielo ‘le tracce impercettibili’ delle ‘traiettorie delle mongolfiere’. La mia finestra da sul cielo. In cento ci scopriamo fratelli nella malinconia di questo momento. Eppure, giuro, che mi emozionarono le parole in quella intervista in cui dicevi della tua malattia. A un certo hai parlato dei treni: ‘E’ la ferrovia più bella del mondo’ e si vedeva che tu stavi correndo lungo la Cuneo-Nizza di cui eri ‘dirigente operativo’. Io immaginai un treno di musica, ‘un treno che esce dal tunnel di ardesia’. E poi gli accordi di una chitarra mentre quello stesso treno sta per andarsene ancora: ‘un transatlantico di carta di regalerò quando vorrai partire…’.

 

 

 

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