Italia, quanto sei lunga

Franco guarda la sua Matera
Franco guarda la sua Matera

Vuelvo al Sur,
como se vuelve siempre al amor,
vuelvo a vos,
con mi deseo, con mi temor.

 

Torno al Sud. Come sempre si torna all’amore. Torno a voi, con il mio desiderio, con il mio tremore.

 

Il volo dei falchi grillai fra le pietre di Matera. Disegnano geometrie nei cieli. I cuccioli stanno imparando a volare. Gli adulti cercano cibo fra le pietre della Murgia. Passerà questa estate. Li vedrò crescere con velocità. Una notte li seguirò al pino per osservare il loro sono. A settembre se ne andranno.

Bradanica
Bradanica

 

Il vuoto della Bradanica, la più bella strada del mondo. Ti puoi sedere sull’asfalto e goderti le colline coltivate a grano. Non passa una sola auto. E’ la perfezione. Hihgway 66 della Lucania. No, questa è la statale 655. Qui, per me, che vengo dal Nord, comincia casa. Qui la geografia sa del cambio di regione. Si diradano i paesi, le case, gli insediamenti. Comincia la Lucania. Il paesaggio davvero lo sa e si trasforma. E’ solitudine, questa. Mi fermo, faccio un gesto da teatro, mi chino a baciare la terra.

 

La ‘nduja, polpa di salami e peperoncino, abbandonata su una tavola in una casa di Delianuova, là in Aspromonte

 

‘Sono nato di velluto, morirò di velluto’, mi dice Giuliano al paese. Fu una delle storie attorno alle quali si è costruito un libro con troppe pagine, troppe foto, troppe parole. Potevo fermarmi alla frase di Giuliano.

 

I nomi nei paesi: Giuliano ad Accettura, Alessandro ad Alessandria del Carretto, Antonio a Rotonda. Chi dà i nomi ai figli, in questi paesi, insegue i santi. Altrimenti i figli si chiamano con i nonni. E io non riesco a districarmi nella mappe familiari.

Banda
Banda

 

Un calzolaio che suona il clarino. Ha bottega a Matera. Dove altro lo trovo un calzolaio musicista?

In Val d’Agri so che ce n’è un altro. Un giorno dovrò scrivere di questi musicisti che hanno un altro mestiere nelle mani.

 

‘Il Sud del nuovo umanesimo delle montagne e della desolazione che a volte è anche beatitudine, il sud che sa diventare decrepito, che sa passare il tempo, il sud che deve farla finita con gli imbrogli, il sud che sa ammirare, il sud che deve portare l’Italia dentro il suo mare, il sud mai visto, mai sentito, computer e pero selvatico, malattia e cura, sagra del futuro’. E questo è Franco Arminio.

 

Un uomo che vive a Varese da quarant’anni e che, un giorno, scrive per dirmi che è di Accettura e che ha due buoi al paese. Li tiene per la Festa.

 

Come vorrei che Padre Pio avesse un’aria meno accigliata. Come vorrei che qualche volta sorridesse.

La casa è stata venduta
La casa è stata venduta

 

Come vorrei che accanto ai necrologi delle perdite e delle assenze, incollati sui muri, ci fossero gli annunci delle nascite. Di chi arriva al mondo e porta felicità.

 

Il gesto di Francesco che taglia il pane portandolo al torace: usa un coltello a serramanico e compie un cerchio perfetto. Giotto rimarrebbe a guardarlo ammirato.

 

I peperoni cruschi. Bisogna essere bravi a friggerli. Spezzettati nella pasta, sono una meraviglia.

 

Il sole antico e feroce che scolora, con una bravura degna di Picasso, i paesi del Salento.

Muro Leccese
Muro Leccese

 

Nella piazza di Muro Leccese si fronteggia il barocco di due chiese immense. Le chiese sono grandi al Sud. Come le piazze.

 

Le lacerazioni di Taranto. La bellezza e le ciminiere. Le targhe che maledicono e la polvere rossa sulle tombe del cimitero di Tamburi. L’azzurro accecante del mare.

 

Le attese delle processioni con le porte aperte, i tavolini con i taralli, il vino, l’aranciata. Il santo che si ferma e riposa sulle tovaglie bianche.

Matera 2017
Matera 2014

 

Tutto a posto? E’ la domanda dei passi sul corso. Cammino con le mani in tasca. Tuttoaposto. Detto come se fosse una sola parola.

 

Un ragazzo ha una maglietta con su scritto ‘A Sud di nessun Nord’.

 

Come vorrei che fossero cambiati i nomi delle strade e delle piazze del Sud. No a piazza Vittorio Veneto, no a via Cavour, no a via Piave, non a via Umberto Primo (per fortuna, non c’è stato il tempo per un secondo). Sì, a piazza Rocco Scotellaro, a via Sciascia, a corso Napoli, a viale Peppino Impastato, a largo Rosario Livatino, a strada Leonardo Sinisgalli, a vico don Giuseppe Diana, al giardino Isabella Morra. Farei un’eccezione, perdonatemi, per Giuseppe Garibaldi, anche se mai gli perdonerò Bronte, né di aver consegnato la sua vittoria a Vittorio Emanuele. Garibaldi è un Che Guevara ottocentesco. Vorrei essere del Sud ed essere italiano. Vorrei essere un torinese con il tifo per il Napoli. Conosco un ragazzo di Matera che appena può va a Torino a tifare granata.

 

Le donne che prendono il posto degli uomini e spingono il carro di santa Rosalia a Palermo

La Bruna
La Bruna

 

Il furgone illuminato a festa che offre kebab. E poi il venditore che ti spiega: ‘Cibo tipico lucano’.

 

Imma che danza con perfezione nella piazza di Civita, là in Calabria. Ricordo una ruga sulla sua guancia. Fu un amore improvviso.

Imma
Imma

 

Gli albanesi di Calabria e Lucania danzano con bellezza. In Calabria c’è un paese occitano che si chiama Guardia Piemontese. Il Sud che accoglie il Nord.

 

Il provolone che Pinuccio e Francesco hanno lasciato su un tavolino di plastica sistemato sul terrazzino della mia casa a Matera

 

‘Danza Matera’, lo ha scritto Amelia Rosselli. Che amava Rocco Scotellaro.

Caterina
Caterina

 

La tomba di Carlo Levi ad Aliano. Carlo Levi era nato a Torino. In agosto torneremo al paese dei calanchi ad ascoltare poesie all’alba.

 

E allora penso che un altro piemontese fu esiliato in Calabria e scrisse che quella terra era antica, aperta, mobile, moderna. Quel piemontese era Cesare Pavese.

 

E poi vi è chi ha lasciato una piccola eredità di silenzi. Scopro che ad Accetura passò anni un triestino dal nome slavo, Loize Spacal, che fotografò nel 1931 il Maggio. Dicono che sia tornato più volte al paese. Senza farsi riconoscere.

 

Il confino segnò un patto di valore fra gli uomini migliori del Nord e le terre del Sud.

Per le strade di Aliano
Per le strade di Aliano

Al Sud, Tonia ha letto questa poesia:

Se mi chiamassi, sì,
se mi chiamassi.
Io lascerei tutto,
tutto io getterei:
i prezzi, i cataloghi,
l’azzurro dell’oceano sulle carte,
i giorni e le loro notti,
i telegrammi vecchi
ed un amore.
Tu, che non sei il mio amore,
se mi chiamassi!
E ancora attendo la tua voce

(Lo ha scritto Pedro Salinas)

 

 

Non ho mai visto nessuno lavorare così tanto come al Sud. Perché ci raccontano che sotto Roma si è ‘oziosi’? Ci credo ancora, dopo qualche anno che sto qui. Ieri ho visto ragazzi di diverse regioni lavorare come muli sulle spiagge di Scanzano. C’è un mare che si è liberato di una mafia. Ci sono onde libere.

Tina ad Alessandria del Carretto
Tina ad Alessandria del Carretto

 

Tina Modotti, Tinissima, che improvvisa appare sotto la pioggia su un muro di Alessandria del Carretto. Del resto questo sono le montagne del sud-est italiano. Adesso, qui, a Matera continua a dipingere, a tessere, a provare, Frida. Il Messico è la mia terra perduta. Qui ritrovo le sue donne.

 

 

Ottavio ha un bar ad Aliano. E’ giovane e insonne. Ha le occhiaie più grandi e rotonde che mai abbia visto in vita mia. C’è una grande festa al paese. Centinaia di persone con la sete addosso. Fa caldo nell’estati, fra i calanchi. La birra Peroni, al bar di Ottavio, costa sempre un euro. Ha un solo cruccio, il barista: come è possibile avere una parola per tutti?

Paola e Stefano
Paola e Stefano coltivano musica

 

 

‘Il Mediterraneo non è mai stato un paradiso offerto gratuitamente al diletto dell’umanità. Qui tutto ha dovuto essere costruito, spesso più faticosamente che altrove’, ha scritto Ferdinand Braudel. ‘E ogni volta bisogna affrettarsi, approfittarsi delle ultime piogge di primavera e delle prime autunnali, dei primi o degli ultimi giorni buoni’. Penso alle corriere notturne per Milano, Torino, Zurigo, la Germania. Penso a un operaio con il quale sono salito in vetta al Pollino: alla fine del viaggio sapevo tutto sugli scavi per la metropolitana di Milano. Lui guidava una squadra di lucani, campani, siciliani. Uomini nel sottosuolo della più grande città del Nord. Il Sud è stato la ricchezza del Nord.

 

E’ vero hanno costruito strade, ma non è stato per spezzare l’isolamento ma asfalto per attirare altrove i contadini che dovevano diventare operai.

 

‘Bisogna uscire dall’idea che la terra è miseria, povertà, arretratezza. La terra è il futuro’.

Organetto
Organetto

 

Porto una foto a un ragazzino che suona l’organetto. E’ serio come un uomo con i pensieri. Non alza nemmeno un sopracciglio per ringraziarmi. Ma poi suona per me la sua bravura.

 

Si esce di casa con due euro: al paese valgono sei bicchieri di vino. Anche sette, se sai contrattare. Trenta centesimi a bicchiere.

 

 

Guardo la parietaria che divora le mura delle case abbandonate.

Tina
Tina

 

Sud

L’inaugurazione di due musei vuoti. Bisogna farla. Nessun ha un’idea chiara di cosa metterci dentro. Né chi lo terrà aperto. Inaugurazione con lunghi discorsi. Ci sono gli assessori, i professori, i direttori, gli studiosi, gli esperti.

Centro

Il lavoro andava fatto entro la scadenza. Per non perdere i fondi europei, regionali, mondiali. Si fa un finto lavoro per rispettare quella data. Il controllo è solo sulle carte e le carte sono a posto.

Nord-Est

A Nord-Est, per trentun anni, si è fatto il Mose.

 

Sud (Nord, Est, Ovest)

Massimo, ogni mattina, esce di casa e va in cerca di un cantiere, della giornata del lavoro. Massimo fa il muratore. E in estate suona la batteria. Ma quest’anno ha fatto solo cinque serate.

 

Marilena ha lasciato, con un sorriso di liberazione e imbarazzo, il suo curriculum al ragazzo dietro al banco della Wind. Lei esce, lui lo mette in un cassetto.

 

Paolo abbandona il suo curriculum sul tavolo di un bar. Leggo che è del 1983. Ha 33 anni, dunque. Dichiara: ‘Disponibilità totale’. Ha lavorato, nell’ordine, in un call center, il barista, il mulettista, l’animatore in un villaggio vacanze, l’istruttore di vela, l’order entry di un’azienda elettronica in Brianza (cos’è un order entry?), il magazziniere, l’addetto alle vendite (il commesso, insomma), ha allestito vetrine, ha fatto l’autista ‘privato’ per un ‘dottore’ a Monza (disponibile a dare referenze). Poteva riassumere: precario.

 

Dov'era questa poesia?
Dov’era questa poesia?

 

‘Non ci aspettiamo nulla da nessuno, niente dai parolai che stanno sulla scena. C’è da lavorare con gioia, e poi leggere, ridere, guardare. E per fare questo non abbiamo bisogno di leggi e di progetti. Le nostre poltrone sono queste montagne, il grano che già è stato mietuto, le rose che fra poco fioriranno’.

 

‘Una donna mangiava della frutta, dal modo come mangiava, capii che veniva dai miei paesi. Era stata lontana anni e anni. Forse non era nemmeno nata al paese, ma aveva un gesto che solo dalla nostra gente poteva aver imparato. Quell’abbandonare la mano sulle ginocchia con il frutto in pugno, il corpo disteso in una specie di sosta meridiana, la testa rovesciata e quel modo lento e riflessivo di masticare che è tutto un fantasticare sulla vita’. E questo era Corrado Alvaro.

Poeta
Poeta

 

Da quando passo del tempo al Sud, ascolto poeti.

 

Llevo el Sur,
como un destino del corazon,
soy del Sur,
como los aires del bandoneon.

Ri/trovarsi
Ri/trovarsi

 

Magari fossi del Sud. Magari avessi ancora queste certezze.

 

 

 

 

 

 

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