Gente di Aliano/L’alfabeto di Elena

La donna delle lettere
La donna delle lettere

Leggo Elisa: ‘Lettere dense da/reggere il vento dei suoni’.

Fotografo distratto ad Aliano. Non fotografo. Non cercavo più il dono dell’ubiquità. Non ho un programma. Sto lì. Non approfitto della libertà. Mi accorgo del tempo che scivola via.

...zione
…zione

Poi, all’ultimo momento, ci sono le lettere. Le lettere di Elena. L’ultima storia di Aliano, l’ultima non-storia di piazzetta Pane e Vino. Quei miracoli inattesi che accadono ovunque, ma ti piace credere che possano avvenire, sul finire dell’estate, solo fra i calanchi di Aliano.

‘Mi rigiro la carta fra le mani/mi riannodo il respiro nella gola/guardo le lettere con tutte quelle lame/come le ombre delle cose poi mai dette’.

Vado a leggere: tecnica giapponese in un paese della Lucania più solitaria. Lascio in pace Carlo Levi, non mi va di tirarlo fuori di continuo. Elena usa tecnica giapponese e spiega: foglio su foglio, carta e colla sovrapposti su un modello. Per far ballare milonghe, per compiere mutazioni e metamorfosi, per scrivere. Per ‘costruire’.

Lettere sparse
Lettere sparse

E lettere sono lì, in una mezza piazza, distese su un non-palco, girotondano per sulle pietre. Pietre lucane e lettere di carta che sembra legno.

Elena mi fa risalire l’Italia: cammina per le strade di Toriono, c’è Gianmaria Testa con lei, lei che abita a San Salvario. Scopro il mio innamoramento perduto per Torino. La città più lontano che posso immaginare. Lo scopro con in mano uno zainetto e una tenda per Aliano, il paese più lontano che posso immaginare (questo non è vero). Una passeggiata lungo il Po, nel primo autunno. E ricordo la volta che Marco mi fece salire su un non-palcoscenico. Elena passeggia in una notte di luglio e annota in un diario pubblico: ‘Tocco la grazia con un dito’.

Lettere sparse
Lettere sparse

Torino-Aliano, cammino di una non-migrazione. Con valigia piena di carta, colla e colori. Quanto peserà? Chi dice di viaggiare leggeri, lo sa quante cosa abbiamo care? Lasceresti a casa carta, colla e colori? Si possono trovare dove stai andando? Dovrebbe essere in viaggio in queste ore.

‘Apparteniamo al vasto meridione del mondo, eravamo fatti per incontrarci in qualche piazza affollata e forse ci eravamo già sfiorati in qualche baraonda’. E questo è uno scrittore di Napoli che parla con un capostazione di Cuneo.

Cerchio
Cerchio

Insomma, tutto questa storia che non ha possibilità di essere scritta, né compresa, esiste, è esistita, è rimasta dentro le schede di un non-fotografo distratto senza alcun progetto. C’erano quelle lettere. Tutto qui. Ci sono queste lettere che Elena, artista di Torino, porta fino in Lucania. C’è un bambino che le mette in cerchio. C’è un solo spettatore. Ci sono io. C’è Elena che vedo apparire ogni volta che lascio un messaggio in questa bottiglia che vorrei gettare in mare e che invece metto in uno spazio che so non esistere. Porterò due libri per lei ad Aliano. Quanto peserà il mio zaino?

Scomporre il cerchio
Scomporre il cerchio

Ho ritrovato queste foto, all’ultimo momento, io che non ritrovo mai una foto, le foto si perdono e vorrei dire che va bene così (no, non va bene così, ci resto male e so che non ci sono più, fossa delle Marianne del mio computer, le diapositive ogni tanto ricomparivano, quando era troppo tardi, ma riapparivano, sbeffeggiandoti un po’, ma le potevo toccare ancora una volta). Ecco le foto delle lettere le ho ritrovate. Miracolo del santo di Aliano. Adesso posso passare un’altra volta dai calanchi, anche se avevo promesso: ‘No, mai andare in un luogo per più di tre volte’. C’è il filo delle lettere di Elena che scoda e cerca di afferrarmi per le ginocchia. Le lettere aprono Crepe, vero Elisa?, ma almeno non spezzano le vertebre.

Uno spettatore
Uno spettatore

E ho voglia di una Lettera 22 (ci sono lettere di Elena che sfilano sulla tastiera di una Lettera 32, ma io avevo, ho ancora, una Lettera 22, dal color verdolino, che faceva lettere solide, nere, ben inchiostrate) con la quale non-scrivere, ma battere i tasti sì.

Qualcosa dovevo pur scrivere oggi. Copiare, mettere qui: ‘Se l’asse cede, se la/voce affonda,/c’è qui/nell’aria, la parola-ramo/che ci tiene’. Mi appaiono come una promessa le parole di Elisa.

 

(Dunque, dunque: Elena è Elena Marsico, artista torinese, non ci siamo mai parlati, ma lei lascia tracce del web e mi sorprende (da andare a trovare: www.cartapazza.it ); Elisa è Elisa Biagini, poeta fiorentina, che cammina sulle strade di Granada, là in Nicaragua, dicendo parole affilate e anche lei sorprende i ragazzi abituati ai poemas di pagine e pagine (da leggere: ‘Da una crepa’, edito da Einaudi). E poi ci sono Gianmaria Testa (perché ci ha dato gioia) ed Erri De Luca, a cui piacerebbe di essere ricordato dando il suo nome a un aglio (ma sarebbe un ‘onore troppo grande’).

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