Viaggio in Dancalia/Il bar di Kazaita

Il bar-ristorante di Kasaita
Il bar-ristorante di Kazaita

Non sono affatto sicuro che si chiami così, il primo villaggio afar dopo la discesa di Bati. Scrivo Kasaita, poi indagherò.

Da tempo non mi fermavo qui. Il vecchio bar è passato di mano. E’ arrivato un tigrino e la sua famiglia. E ha rimodernato la capanna. Frigorifero, televisore, buona cucina per camionisti. Parete verdi. E Tewabech: giovane donna amhara. Arrivata qui dall’altopiano. Appare felice. Culla una bambina, terzo figlio. 

Provo la stessa domanda, qual’è l’oggetto importante della tua vita. Non ha molte incertezze: la croce. E aggiunge la Bibbia. Poso fotografarti. ‘Li conservo sotto il materasso’. Chiedo, molesto interlocutore, se può mandare suo figlio a prendere la croce. ‘E’ ben nascosta’. Nel profondo del materasso. Assieme ai soldi. E allora fotografo Teuabech, la sua amica del cuore, Haymanot, e sua madre nel loro bar per camionisti.

Assefa mi consiglia: conserva gli oggetti preziosi sotto il tuo materasso, stanotte. 

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