Viaggio in Dancalia/Omar, il mercante di chat

Osman
Omar
I mercati regalano alcune certezze. Ritrovi gli amici. Mi sorprendo a scrivere questa parola. Ritrovi le abitudini, forse. Sai che quel mercante è lì. Hai una mappa fisica del mercato. Anche di un mercato così grande com Bati. Raccontano che sia il più grande dell’Etiopia. Quel che è certo che qui si incontrano afar agghindati in cerca di moglie, amhara degli altopiani, argoba e donne oromo con le loro vesti blu profondo e le fasce nere a tenere i capelli. E poi c’è l’etnia dispersa dei turisti. 
 
E’ facile ritrovare Osman. Deviazione dallo stradone che arriva fino al mercato degli animali. Davanti al calzolaio, vicolo di baracche di lamiera. Sta nel secondo blocco di gabbiotti. Appollaiato su cumuli di chat, che ha comprato dai contadini di Gherba. Lo tiene in fresco ricoprendolo di erba. E’ di eccellente qualità il suo chat. Me lo hanno sempre detto. 
 
So che ha 43 anni e sono oltre venti anni che commercia in chat. Ha la bolla in fronte. Prega molto. Un grande mazzo costa 150 birr, come lo scorso anno. Un buon prezzo. 
 
Gli lascio le foto dell’anno passato. Fanno il giro dei mercanti, vengono stropicciate. Raggiungono una donna e un matto. Omar recupera la sua e la infila in una borsa di tela. Poi si siede e ricomincia le trattative con i suoi clienti. 
 
 
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