Adios muchachos, companero de mi vida

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Tony

Tony, el mesero, il cameriere più simpatico di Granada. Viene da Bluefields. E’ altissimo

Evelyne y Gioconda
Evelyn y Gioconda

Adios ai capelli di Gioconda y Evelyn

Gutierrez
Victor

Adios al cubano furente. E aveva ragione a essere furente

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Ernesto

Adios a Ernesto, sin palabras y ho imparato: nessuna domanda. Los molestan.

 

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Puertorico

Adios ai tatuaggi dell’uomo della parola di Portorico

El carnival poetico
El carnival poetico

Adios alle maschere che non mascherano

Natalia Patricia
Natalia Patricia

Adios a Natalia Ana Patricia che mi ha raccontato di come sia possibile nascere due volte

Antonio Gamoneda
Antonio Gamoneda

Adios al poeta delle parole sussurrate. Che ha il dono della sincerità.

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Aaron

Adios a Aaron, che si chiama Pagaso e che volò dal Mexico tan violento alla pace di Diriamba. Ma sa bene che non sta cercando la pace, ma la vita

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Carlos y Angelina

Adios a Carlos, che riuscì a raccontare Dirià e ora insegna a Managua. E sempre non abbiamo tempo

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El poeta de Dominicana

Adios, al gran poeta de la isla. Che si nascondeva nell’angolo più invisibile di un caffè per leggere un libro con la tranquillità E solo ora mi rendo conto che sta leggendo a Baricco.

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Il poeta Bobbi

Adios a los poetas que non saben de ser poetas. Già, chi è un poeta?

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En el bus por Niquinohomo

Adios a las mujeres que van el bus por las mesetas. Y ganan el dia con chilometros y fatica

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Gioconda, Carlo e il ragazzo

Adios al ragazzo che, con sfrontatezza, si è seduto in prima fila e ha cercato di vendere animali di foglia a Gioconda

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Carlos

Adios a Carlos, che non ha voce, ma il palcoscenico sarebbe vuoto senza di lui. E i ragazzi, che mai hanno conosciuto la rivoluzione, lo amano

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Demetrio

Adios al fotografo Demetrio, che mi ha raccontato della sua rolleyflex e che, dopo mille anni, ama ancora la pellicola

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4 pensieri riguardo “Adios muchachos, companero de mi vida

  • 21 Febbraio 2017 in 20:36
    Permalink

    peccato non essere con voi
    sauro

    Risposta
    • 23 Febbraio 2017 in 2:08
      Permalink

      E’ che bisogna passare più volte dagli stessi luoghi, Sauro. E fermarsi, fermarsi. Non ho trovato Oreste e questo mi è dispiaciuto. Ma io sto bene qui, il mio corpo sta bene qui.

      Risposta
    • 23 Febbraio 2017 in 2:08
      Permalink

      E’ che io sto bene qui. Mi piace il cibo, mi piace il clima, mi piace la lentezza, mi piace il lasciarsi andare. Non sarei mai dovuto andare via da questa terra. E ora come si fa? Grazie, Vittore

      Risposta

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