Lucania coast-to-coast/Perlustrazioni

 

La spiaggia di Nova Siri
La spiaggia di Nova Siri

Cinquecento metri e subito sbattiamo contro la ferrovia costiera e la statale 106. C’è da trovare un sottopasso, un sovrappasso. Il viaggio comincia e finisce. Ci sarà un passaggio da qualche parte. Lo troveremo.

Certo, cominciare il viaggio dal lido Marajà, dal chiosco del Taj Mahal ha qualcosa di ‘strano’. Perché è strano:  un mausoleo seicentesco indiano che spunta fuori nella costa lucana. A chi sarà venuto in mente? E la strada che conduce fino a qua, si chiama ‘Tre passi nel delirio’, quella più a occidente è ‘Amarcord’. Assessore che amava Fellini, immagino. Un buon posto da dove muovere i primi passi.

Taj Mahal
Taj Mahal

Non è finita, qui arriva al mare il canale Toccacielo, antica bonifica delle paludi costiere. C’è da camminare sugli argini. Andiamo, fino ai binari della ferrovia. Un operaio del consorzio di bonifica, giorno di festa, bicicletta e cagnetto di corsa, cerca di indicarci una strada: ‘Seguite il canale’. Ci racconta delle albicocche della piana di Trisaia. Ma là in fondo c’è la ferrovia…

Toccacielo
Toccacielo

La toponomastica di Nova Siri marina abbandona il cinema: Gandhi, Isaac Rabin…

Come salire a Rotondella? Strade di campi, colline marine, ce la possiamo fare. Forse.

Rotondella
Rotondella

Il paese si attorciglia su stesso. Bellissimo. Balcone sulla piana metapontina. Ragazzi al bar. ‘Ci hanno costretto ad evadere’. Vuol dire: ‘Se ne sono dovuti andare’. ‘Tutto è giù a Policoro: scuole, uffici, Quindici chilometri di curve’. Chi vive lontano è tornato per le feste. Arrivano da Roma, dal Piemonte. Giorno di Pasqua. Ora di pranzo, le famiglie scalpitano. Ma loro tirano tardi negli aperitivi, sbuffano quando li chiamano da casa. Offrono spritz veneti, qui, in fondo all’Italia. All’ombra di un albero sconosciuto. Uno di loro lavora allo smaltimento di rifiuti nucleari. Il barista ha  27 anni, bar di famiglia. Così vi è la possibilità di rimanere al paese. C’è una vera cabina del telefono dentro. Funzionante. Se ne vanno. Deserto di pranzo per le strade del paese.

In paese ci sono ancora i comunisti (manifesti del Pci) e la fiamma del Fronte Sociale Nazionale (insegna logora su un balcone). Prima repubblica. Devo dirlo a Giancarlo.

I comunisti di Rotondella
I comunisti di Rotondella
Il balcone della Fiamma
Il balcone della Fiamma

La benzina, qui, è quella di Sergio. Ci sono piccoli benzinai nei paesi.

Lapidi sui muri. Sono partiti da questi paesi per andare a farsi uccidere sul Piave, in Libia, ad Adua. Come in tutti i paesi di queste terre. Monumenti di soldati che lanciano bombe o marciano moschetto alla mano. Nomi ripetuti più volti, famiglie ferite, figli e mariti strappati. Lapidi sui muri dei municipi, sui muri delle chiese.

Pranzo di Pasqua sul tavolo del terrazzo-balcone. Soprassata e fave e formaggio. Un vecchio solo. Ha già finito il suo pranzo. Siede sulla panchina, si alza, si siede. Guarda quel paesaggio che vede da ottanta anni. ‘Non c’è nessuno’, dice. Passa un ragazzo: ‘Compare, fatti fare gli auguri’. E va a dargli la mano.

Ci perdiamo. Arriva una tempesta. Rifugio a Policoro, dai ragazzi del Wwf.

San Giorgio Lucano
San Giorgio Lucano

San Giorgio Lucano. I bar si chiamano Why not e meeting. Fronteggiano il bar Moderno. Sala slot con la stessa insegna dell’osteria. Coppia di paesani che vive a Firenze. Ci spiegano come raggiungere il fiume Sarmento. Pizza e pastiera al Pane Quotidiano. Da leccarsi i baffi.

Il corso è naturalmente dedicato a Vittorio Emanuele. Il palazzo Ripa è stato venduto a una società milanese. ‘Ci faranno un breakfast’. Scopriamo che è stato venduto anni fa, forse si può visitare.

I saluti. Come va? ‘Si tira’. Mano ruvida. ‘Ho avuto i disturbi. Faccio le punture’. A casa mia, nessuno si confesserebbe in mezzo al vicolo.

Campo di calcio
Campo di calcio

Una donna insegue il pasticciere. La figlia lavora al Nord. Insegna in Veneto da tredici anni. Il marito lavora qua. Sua madre vuole che porti su i ‘sospiri’ per il colleghi. Il pasticciere ha fretta. Forse quest’anno la figlia chiedere il trasferimento.

Scopro che a San Giorgio Lucano è stata confinata Camilla Ravera. Nel 1936.

Udha Scanderberg
Udha Scanderberg

 

Altra sponda del Sarmento. San Costantino Albanese. Shën Kostandini Arbëresh. Altra lingua, altra storia. Gente di rito bizantino. Un vecchio insegue il sole cambiando panchine. Nel bar c’è una carta dell’Argentina. Angela ci racconta dell’affioramento geologico di Pietrasasso, delle lontre (lei cerca le cacche di lontre, la Lucania è la roccaforte delle lontre), delle ottanta specie di orchidee che stanno fiorendo. Imparo: ‘Se la cacca di lontra è fresca, possiamo estrarvi il Dna’.

Il Sarmento è una bella fiumara. Cammineremo sul suo argine.

Andiamo a trovare Quirino. Musicista, uomo dei boschi, costruttore di zampogne, scarpe da fatica ad asciugare. Sapevo della sua casa nel bosco, avevo voglia di vederla. Camino, laboratorio di falegnameria, il tank dell’acqua perde. Quirino ci racconta dei sentieri.

Quirino e le mappe
Quirino e le mappe

Un vecchio si siede su una panchina di pietra. Saluta: ‘Vagabondi, ciao ciao’. E sorride.

Casa di Amedeo e Angela. Soprassata, vino, pan dolce. E Sant’Antonio accanto al telefono. Amedeo è abbonato alla rivista dei frati. Come facciamo ad andare via? Chi ha voglia di andare via?

Faggete di Terranova
Faggete di Terranova

 

Salita a Terranova. Fa freddo. Nuvole sui pini loricati, Serra di Crispo. Vaghiamo in cerca di capire quale cammino dovremo seguire per salire in montagna. Andiamo al lago Duglia. Panche e tavoli. Tre ragazzi sotto una tettoia, birra sui tavoli, sono in piedi, si raccontano. Storie di briganti. Acqua che scorre a valle. Canale. Il cammino verso i piani del Pollino. Passeremo di qui. Se ci arriviamo. In un casale arrostiscono carne d’agnello e ancora vino, nei bicchieri piccoli. Da osteria.

Non faccio foto, vado a cercare quelle scattate alla ‘festa’, due anni fa. Mi riconoscono. ‘Tuttoapposto?’.

Andrea_Semplici140613_00016

 

Lascio che il tempo se ne vada, sera, così. Sara un cammino in una primavera piena.

print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.