L’agenda ritrovata

 

Una confessione. Mesi fai, avvio di primavera, smarrii l’agenda. Ne scrissi (riesci a scrivere anche di un’agenda smarrita?).

Non ho poi scritto che lei è riapparsa.

Una donna mi ferma mentre entro in pasticceria.

Amo quella pasticceria. Esagera con il burro, dicono. Ma così le sfoglie hanno sapore.

La donna mi dice: ‘Lei ha smarrito un’agenda?’.

Io non la conosco, quella donna. E’ vestita in maniera diversa da come l’avevo vista. Ha una ferramenta.

Ero già passato dal negozio, quando l’agenda era scomparsa.

Avevo fatto il giro di tutti i posti dove ero stato.

La donna vestita in maniera diversa aveva detto che non aveva trovato nulla.

Ero stato capace di nascondere l’agenda nello scaffale delle prese elettriche.

L’hanno trovata dopo settimane. Hanno chiamato i miei vicini di casa. Chissà perchè?

Eppure il mio numero di telefono era nella prima pagina.

Se non fossi andato in pasticceria quella mattina?

Vado sempre in pasticceria. Lo dicono le mie analisi del sangue.

Ho l’agenda in mano. Non sono passato subito a riprenderla.

E ora?

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E ora c’è la lista di un solo regalo che avrei voluto avere per capodanno: un libro, Io, Charlotte Rampling. L’ho lasciato sul tavolino nero di una libreria di Rieti. C’era anche un altro regalo, ma l’appunto è illeggibile. Andrò in cerca del libro di Charlotte.

E poi ci sono i buoni propositi per il 2017.

Mai ritrovare un’agenda a maggio. Sei costretto a verificare come è andata.

Scrive E., da lontano: la primavera, generalmente, non mantiene le sue promesse. Lei scrive: ‘mal mantenute’. Ho sempre preferito l’autunno, che le sue promesse di solito le mantiene.

Adesso la primavera sta finendo. Sì, non mantiene le promesse. Ma l’autunno annuncia una malinconia. O, come scrive Rigoni Stern ‘ci spinge di nuovo ad affinare lo sguardo, tendere l’orecchio e ascoltare’. No, già non sopporto il 21 di giugno, quando so che le giornate si accorciano. Quanti giorni mancano? Come posso fermare questo gioco?

Ripongo l’agenda nera che aveva sostituito l’agenda azzurra. Si può vivere con due agende?

Adesso dovrei dirvi dei buoni propositi.

Sono due pagine fitte. Lasciamo perdere.

Camminare, sì, questo è accaduto.

Ma non vado a nuotare, non ascolto l’opera, non scelgo, non passo giorni disconnesso. Ho preso il sole. Non ho scritto un buon romanzo. Non ho dato anima a una casa chiusa. Non ho avuto attenzioni, non ho fatto due tiri in un canestro, non sono andato al mare (non è vero: ho anche fatto un tuffo, ma il mare mi manca, all’improvviso), non sono andato in un bar a leggere, leggo poco, continuo a invidiare, non ho fatto un testamento, non ho fatto qualcosa con le mani, non ho più cura di Erodoto, vado poco al cinema, non sono andato a vedere tre nuovi luoghi (sì, forse sì, ma non consapevolmente), non penso ad Arianna Rossa, non ho fatto la mostra delle ‘dieci foto’, non sono andato a Lisbona, non ho tirato la sfoglia, non ballo. Il mio inglese è un disastro e non mi sono iscritto a un corso di arabo (buon proposito ricorrente). Non ho proseguito le lezioni di yoga. Non ho corteggiato. Non ho cucinato almeno una volta a settimana. Non sono andato in un’isola greca. Non sono stato da solo, non ho imparato a stare da solo. A un certo punto c’è scritto: ‘Trattenere il filo del Nicaragua, del latinoamerica’. Ho due scatoloni di libri sul Nicaragua.

 

Basta così. Richiudo l’agenda. Andrò a comprarmi il regalo che avrei voluto. L’altro dono è davvero illeggibile.

 

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