On the road/Treviso è lontana da Aliano

Piazzetta Panevino

 Montegiordano, Oriolo, la sinnica, il versante orientale del Pollino. Appennino, montagne del Sud-est italiano. Chiapas. Il viaggio verso Aliano. Dalle Calabrie. Passaggio delle montagne. In cerca di paesi. Le telefonate. Franco, Adele, Piero. Dobbiamo recuperare le foto. Una mostra. ‘Ti ho lasciato il luogo migliore’, getta l’amo Franco. Il viaggio verso i calanchi è sempre un avvicinarsi, una tentazione. Quest’anno non vado. Ma poi, qui, veniamo. Provate a cambiare punto di vista: e se fosse Treviso a essere lontana da Aliano? Provate a raggiungere Treviso da Aliano…allora, il centro del mondo è il paese. Cambia qualcosa? No, ma è rassicurante. Offre un’altra possibilità, fa vedere l’orizzonte da un altro balcone di argilla. Sono loro a essere lontani.

Ottavio

E’ rassicurante Ottavio. Le sue occhiate mi sono apparse meno incise. Quest’anno ha ri-trovato la voglia delle chiacchiere, si dona tempo, pazienza. Ha chiuso il forno accanto al suo bar. La pensione, ‘I figli sono laureati’,  come alibi, tradotto: non riapriranno. Questa è una disgrazia. Bandone chiuso. Siamo orfani, sediamo con disperazione (credo che sia la parola giusta) ai tavolini di plastica rossa del Grillo Parlante (mai che Ottavio metta fuori i tavoli per le nove del mattino, ci dirotta la bar di fronte per il caffè del mattino).

Le foto di Accettura in mostra

E’ rassicurante la pazienza dei ragazzi che distribuiscono le camere, i letti, i rifugi. Pazienza olimpica. Casa di ninnoli, reddito di paese, poltrone che diventano letti. Quest’anno, soprammobili di serviti per il tè. In un paese di vino, si espongono teiere smaltate oro nei mobili-vetrina dei salotti intoccati.

Adele e i suoi quadri

E’ rassicurante che Adele abbia un martello e che Franco vada a mettere piccole insegne davanti alle porte. Le mie foto sono assieme ai quadri di Adele. Cantina ‘Roco Scotellaro’. Entra una ragazza: ‘Ecco, il fotografo si chiama Rocco Scotellaro’. Decido, mi presento, come fece Leonard con Janis nell’ascensore del Chelsea Hotel: ‘I’m Rocco Scotellaro’. Titolo della mostra: ‘Gli alberi cadono a Maggio’.

Carmine

E’ rassicurante perché ci sono Carmine, Silvana, Claudia e non se la prendano chi stiamo dimenticando. I ragazzi cercano Caterina. Carmine ti afferra, questa volta appare con un sassofonista. Carmine cerca, cerca, scarta di lato, va avanti, non sa cosa cerca, lo sa benissimo, lo fa con tenacia, ci porta su sentieri impervi, ma il bosco dei suoni è bellissimo. Ti porta con sé, in un vicolo sterrato di stelle, ti fa camminare a piedi nudi sui sassi per arrivare a un prato dove ti stendi e lui subito ricomincia: ‘andiamo’. Aspetta, non senti lo scroscio dell’acqua che tu hai chiamato? Vuole cantare con te.

La stanza rossa di Pieter, che ora è di nuovo Pietro

E’ rassicurante perché Aliano non è un Festival, lo sappiamo da tempo. È ‘uno stare’. E’ il tempo che si dilata, e che scorre alla stessa maniera, ma così non è, anche se ci sono le stelle che ti contraddicono. Non c’è (quasi) mai la Luna fra i calanchi. E allora riappare sempre la luna di Demi, una donna appoggia il satellite al cielo. Crea un’illusione.

L’ombra del pesce
I volti di Adam

Guardo le mie foto, la festa di Accettura, entrano ragazzi che spiegano ad altri cosa accade nei giorni del Maggio di Accettura.

Ho messo due anni a capire che piazzetta Panevino era dedicato a un uomo che così si chiama

Ci sono i ritratti della gente del Festival, foto quasi-tessera per nuovi passaporti. Adam colleziona volti.

E’ rassicurante il paesaggio inoperoso dei calanchi. Chi viene la prima volta…

Le case abitate tre giorni all’anno
Livio

E’ rassicurante il perenne gioco dei buonipasto. Il reale che fronteggia la poesia. Scopro Platone che baruffa con Socrate sulla poesia. I poeti sono dei truffatori. Ti fanno credere che il mondo sia altrove. Ma poi come si fa con i buonipasto? Con le macchine fra i calanchi? Con i soldi del petrolio (uffah!!!!)? Con i piatti a vaschetta (mogi, mogi) di plastica della mensa? Un po’ di meraviglia anche nei lamenti, dai. Siate sorprendenti, qualche volta. Aliano è un miracolo. E come tutti i miracoli intrica i discorsi, aggroviglia, spiega, stupisce. A ben vedere, è il mondo. Come con la poesia, non chiedete quello che non può fare, ma immaginatelo.

Claudia

Claudia smarrisce il chitarrista, canta la valigia, ha salutato le ragioniere e canta. Come è che si disse una volta: ‘Levatrice di suoni’. Ricordo bene?

Qualcuno ha lasciato un chiodo. Attenti a camminare a piedi scalzi
Il cappello e i fichi

Applausi alle cuoche. La pasta stirata dal ferro, ferracielle, almeno nell’ovest della Lucania, lo spezzatino, il vino, le erbette. I ragazzi riaccendono il forno anche quest’anno. La pizza.

Ci raccontano che non ci sono più pastori

Ci raccontano che non ci sono più pastori. Sarà, in 16o chilometri a piedi per la Lucani, abbiamo attraversato greggi e conversato con i pastori. I cani ci hanno guardato con sospetto e le pecore hanno tirato sospiri di sollievo quando hanno scoperto che non eravamo macellai.

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