Vorrei essere Foster Wallace a San Juan del Sur

Ovvero: Ballata triste per San Juan del Sur.

Tempesta

Avevo voglia di vedere l’oceano e allora ho preso un autobus.

Prendetevela comoda, sarà lunga, e io non sono Foster Wallace.

Picchiata

Ma la notte è stata senza quiete.

Devono essere le partenze.

Eccoli, una del mattino. Mentira: sono le 1.53.

Lei è qui, loro sono qui

Attorno al letto.

Vi conosco, avvertono l’odore della fragilità

Un po’ sorridono.

Non fanno niente di male.

Hanno l’aria afflitta

Non parlano

Sono curiosi

Sono attenti

Non si distraggono

Mi basta il loro respiro.

Fanno piano

Dai, devo svegliarmi fra quattro ore, fra tre ore

Lasciatemi in pace

Niente da fare, accendo la luce

Va bene, vieni con me

Va bene, venite con me.

C’è del chiaro nel cielo

La collina del Cristo, Jesus de la Divina Misericordia y de Costa Zafiro y Punta Diamante

Ma non ho riservato: airb&b e booking ti mettono ansia: dai, prenota, ultimo posto, hai trovato il miglior prezzo, ti sfuggirà se non decidi, lo perderai, tutto pieno in questi giorni a San Juan del Sur, ci sono altre trentadue persone che stanno guardando questo annuncio, sbrigati, dai, riserva ora, arriva prima di loro, non perdere l’occasione…appena vedo un algoritmo, giuro che lo cancello, vado senza prenotare, senza riservare, senza airb&b, loro, lei, applaudono sommessamente, io ho il cuore che vaga in un vuoto senza peso. Cerco di dormire, guardo il sangue nel letto. Lascio la luce accesa.

La mia camera al Bella Vista

Istruzioni per il bus

Terminal Mayoreyo, a Managua.

Il taxista mi chiede di Israele e mi dà consigli:

Non farti afferrare la valigia da un pesero.

Paga questi dieci cordoba ed entra nel terminal con il taxi.

Manda una ragazza a comprarti una bottiglietta d’acqua.

Non credere a chi ti dice che il bus è diretto e che partirà fra cinque minuti.

Non ci credere, ma sali lo stesso. Primo o poi parte.

Lascia che ti incastrino lo zaino nel portabagagli.

Fai posto all’infermiera di cento e passa chili che vuole sedersi accanto a te.

Ma scegli il posto del corridoio.

Almeno starai in equilibrio e non ti sentirai una sardina.

Tanto il finestrino non si apre

E poi lei è simpatica: fa la badante in Costa Rica.

Anche a lei hanno detto che il bus è diretto per la frontiera

A me che è diretto per l’oceano.

Prima o poi arriveremo entrambi.

San Juan del Sur inganna

 

Gaspar (lo so, non sapete chi era)

Poi è il teatro, lo stesso spettacolo

Venditori di medicine, vitamine, ginkgo biloba, una fialetta, antiacidi, adesivi per bambini, una cantora cieca con gli occhi rivoltati, e le banane fritte, e l’aguita, i sacchetti di plastica con liquidi rossi, le rosquillas (eccellenti), le enchilladas, predicatori, musicisti, bambini con la madre enferma. Riesco a leggere Rayuela poggiando il gomito sulla spalla dell’infermiera che ora dorme placida. Se solo avessi il coraggio di fare un servizio fotografico sui venditori da bus. I bus gialli sono un teatro, l’umanità che è poesia disperata, bella, unica, resistente, Greta direbbe: resiliente. Lei sa cosa sono i bus.

Cambio di bus. Non faccio nemmeno in tempo a scendere che mi trovo su un’altra corriera. Questa volta il mio vicino è un vecchio consunto che succhia un frutto.

 

yoga for foreigners. Optional: french class. Abbonamento mensile, come a Movistar o a Sky. Surf yoga?

Arrivo

E nessuno mi aveva avvertito: San Juan del Sur è villaggio gringo. Infestato di gringos. Scendo dal bus, mi tiro dietro la zaino e mi chiedo: ma dove sono arrivato? Brutta copia di una colonia hippies. Ma c’è un Cristo di Maratea alto su una collina. Ho avuto un consiglio: hotel Bella Vista. Trecento metri in salita, ma lontano dalle lavanderie, dalle bancarelle vegane, dai rasta con mille rughe e mille orecchini, dalla musica elettronica, dai venditori di cappelli, dai buttadentro dei ristoranti, dai pittori ambulanti. ‘Cocaina, chico?’. Grazie per il chico. E ci scambiamo intese con il pollice. L’hotel Bella Vista è vuoto, sono l’unico cliente. Deve essere la salita. Booking mi aveva detto che era pieno. Arrivano due tedeschi scontrosi e pagano un bel po’ più di me: avevano riservato con Booking.

Perfino l’oceano si è addomesticato a San Juan del Sur. E’ stanco di tramonti.

Mi consola la tempesta perfetta che saluta il sole, l’arcobaleno, la pioggia violenta come una tormenta, mi prendo tutta l’acqua del mondo, le palme applaudono.

Awaiting sunset

Cammino, l’ultima capanna prima di un fiume che interrompe la spiaggia. Qui c’è Segundo che mi racconta della Virgin del Carmen: lei ci ha sempre protetto in alto mare. ‘Prima c’è Dio, poi arriva Lei’. La moglie frigge platanos. In silenzio.

 

Il traghettatore pesca

 

Il traghettatore traghetta

C’è anche traghettatore: una lanchita bianca, una corda per tirarsi da una riva all’altra, costa uno spicciolo, l’uomo trasporta chi non vuole bagnarsi i piedi, o non far arrugginire la bicicletta, sull’altra sponda. Nell’attesa il traghettatore pesca con un filo. I gringos passano con i loro fuoristrada.

Vado a mangiare ai tavoli di Clementina. Al mercato. Una donna nera sta seduta di lato, non si muove, ma nel grembiule nasconde i soldi. Il cameriere va da lei per avere il denaro del resto e gli lascia quanto ha incassato.

Passeggiando gli anni. In su e in giù. Da sempre.

A San Juan del Sur si parla inglese, ci sono i vecchi pensionati (la mia età) seduti su sgabelli scomodi, bevono birra Toña e sguardi smarriti degli anni, sono incurvati e tristi. No, così no, per carità. I ragazzi sono voraci, guardano le gambe bianche delle donne che sfilano come fatine azzurre. I venditori di orecchini hanno parole di disperata avidità. Immobiliaristi vendono terreni e ville. Si parla solo di soldi a San Juan del Sur. Lei si agita nella mia pancia, oggi ha deciso di essere volpe, mordicchia. C’è un tumore alla prostata all’origine del Cristo alto sulla scogliera. Era venuto al padrone del terreno, è guarito (negli Stati Uniti, ci sono santi-chirurghi in Paradiso) e allora ha sacrificato un ettaro di collina alla sua gratitudine al Miracolo. Attorno sono ville e residence, guardie armate e cartelli che cacciano gli intrusi. E se il Cristo facesse entrare gli intrusi nel Tempio?

Ci si può baciare

 

Segundo y la Virgin del Carmen

Conosco Rolando che colleziona numeri di telefono e vuole ritrovare Rachel, una ragazza di Salt Rapids. Che gli ha lasciato un foglietto con su scritto numeri incomprensibili. Fa il guardiano notturno e dorme su un divano. Ricostruiamo il codice cifrato, trovo il prefisso, e, non ci crederete, Rolando parla con Rachel.

Conosco Armando che, dal giovedì alla domenica, vende hamburger in un carretto sul lungoceano, là dove finiscono i caffè dei turisti. Buoni hamburger.

 

Armando

 

Al tramonto tutti al bar, sedie sulla spiaggia, bella gente, ce ne fosse un brutto, happy hour, cocktails, Nicalibre, oppure gradini per i senzasoldi: c’è il tramonto, i mangiafuoco, i meditativi, una donna bionda a cavallo (lo parcheggia al bar sulla spiaggia, indossa gli stivali giusti, perfetta), bambini biondi, i gringos con le bandane. Ci sono corsi di yoga per ogni sapere, corsi di surf, corsi di spagnolo, corsi di capoeira. C’è la cucina vegana e birra e rum. Ehi, chico, marjuana? Grazie per il chico.

 

Happy hour con cavallo e cane

 

Ass cold beer

C’è un mochillero che invidio: ha uno zaino suonante, con un bose appeso alla sua schiena, con tanto di ricaricatore solare, potrebbe solo scegliere una musica con meno bassi. Cammina danzando, con una tipa piena di tatuaggi.

No, qui non c’è poesia.

Bruno y Lollo hanno comprato terreni per 25mila dollari. Un buon prezzo, immagino.

 

Selfie

 

Il Cristo sulla collina del mare

 

La baia

Naturalmente ci sono italiani, tipo Puerto Escondido, con la pizzeria juventina e l’aria da mediatori immobiliari. Si affittano le docce per pochi spiccioli. Ci sono ragazze dell’est d’Europa, le televisioni collegate con le partite di Champions, ci sono gli shuttles per le spiagge. Ci sono le code agli ATM. I guardiani panciuti e armati come Rambo. C’è un cantore che suona: ‘Tu me hiziste feliz ‘ . Ecce Bombo a San Juan del Sur. Ci sono i devoti che salgono al Cristo. I gringos palestrati con tavole sotto il braccio. I rasta sono davvero arrugginiti, hanno mangiato male in tutti questi anni, c’è chi noleggia biciclette e chi vende pulseras. C’è un culturista che, in silenzio e con la massima serietà, fa la verticale sul lungoceano. C’è un uomo che compra cinquanta birre. Le lavanderie sono un business diffuso come i tatuatori e le pettinatrici di dreadlocks. Ci sono i camerieri vestiti da marinaretti e Come togheter che compete con la Macarena. E c’è il murale, piccolo e silenzioso, per ricordare Gaspar García Laviana che da queste parti fu prete e guerrigliero. E morì non lontano da quest’oceano otto mesi prima del Trionfo della Rivoluzione. Qualcuno lo ricordi, per favore. Con il suo basco nero, le basette e quell’aria sorniona. Qualcuno lo ricordi, almeno per noi.

 

Palla a volo

I ragazzi giocano a palla a volo di fronte ai turisti. Mi impiglio sul ventre piatto di una ragazzina che sfida i maschi. Raccolgo il pallone e lo rimando in campo. Un ubriaco crolla sulla sabbia.

Dai, state tranquilli, ce ne andiamo, d’accordo. Trovo biscotti alla cannella e zenzero su uno scaffale del supermarket. Ne faccio scorta.

E si può chiacchierare a sera

Non sono Davide Foster Wallace.

(e dovrò anche tornare, per le foto, queste sono ‘carine’, non sono quello che ho visto e passeggiato, una cosa divertente che non farò mai più, diffidare di chi ti dice che le tue foto sono ‘carine’, la macchina fotografica non ha colpe, lei non voleva fotografare)

 

 

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