La scia

Marielle Franco (da ensemble-fdg.prg)

 

Un filo di sangue unisce l’Europa centrale, un’isola del Mediterraneo e il più grande paese del Latinoamerica.

Posso solo scrivere, non posso far altro. Questi uomini e donne hanno storie diverse, la loro morte violenta e ingiusta ha ragioni diverse. Io trovo una somiglianza, un dolore, una lotta disperata, una tenacia nella loro vita. E so che ve ne sono mille altri simili a loro. A me sconosciuti, a noi ignoti. So che è accaduto e sta accadendo altre mille volte. E misuro una impotenza, un lutto che si rinnova. Ci sono gli assassini e chi viene ucciso perché ha il coraggio di ‘fare le cose giuste’. E’ una scia che stordisce. In queste settimane è andata da Malta alla Slovacchia, al Brasile.

Guardo le loro foto. Donne e uomini che sorridono. Gli occhi specchiano una gioia. Una donna nera, una donna del Mediterraneo, due ragazzi con i volti dell’Oriente europeo. Non ho trovato la foto dell’uomo, dell’autista, dell’amico che è morto accanto a Marielle. E guardando queste tre foto capisco il filo di coraggio, desiderio, voglia di vivere che unisce Marielle, Ján e Daphne.

Il giorno prima di morire Marielle Franco ha scritto: ‘Quante altre persone dovranno morire prima che questa guerra finisca?’.

Marielle Franco aveva trentotto anni. Una donna nera, femminista, di sinistra. Consigliera comunale a Rio de Janeiro. Nata in una delle più grandi favela della città. Capace di arrivare all’università. Si batteva per i neri, per le donne, contro gli abusi della polizia. Nelle foto ha un sorriso contagiante.

L’hanno uccisa il 14 marzo mentre tornava a casa, assieme al suo amico e autista Anderson Pedro Gomes, con tredici colpi di pistola.

Jan Kuciak e Martina Kusmirova (da quotidianonazionale.it)

Ján Kuciak aveva ventisette anni. Due colpi di pistola. Contro di lui e contro la fidanzata, Martina Kusminova. Il 25 di febbraio hanno trovato i corpi nella loro abitazione a Vel’ka Maĉa, qualche decina di chilometri da Bratislava. Era un giornalista, Ján. Da tempo indagava sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Slovacchia. Stava per pubblicare un’inchiesta sulla gestione di Fondi Europei. Aveva il coraggio di chi sa di stare facendo qualcosa di importante.

 

Daphen Caruana Galizia (da wikipedia)

 

Daphne Caruana Galizia, maltese, aveva cinquantatré anni. Giornalista e blogger. Anche lei accusava ministri e politici maltese di intrecciare rapporti con la criminalità organizzata e di accumulare fortune in paradisi fiscali. Era tosta, Daphne. E’ stata uccisa con un’autobomba sulla strada fra la sua casa e la capitale dell’isola. Era il 16 di ottobre dello scorso anno. Come Ján stava indagando sulla gestione di Fondi Europei.

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