La partita dei migranti

Domenica ad Ankaful

Hanno cercato (e ci sono riusciti) a privarci di parole amate: ‘Identità, radici, onestà, cambiamento’…

Adesso vogliono toglierci anche il diritto di tifare per chi vogliamo. Per la Croazia, a esempio. Per i croati tifa il nostro ministro degli interni. Lui sa di sovranismo e nazionalismo e ama gli stereotipi. 
E’ una buona ragione per tifare Francia? Non credo, ricordo che Oreste Del Buono, grande mio direttore a Linus, tifava il Milan di Rudd Gullit, Van Basten e Rijkaard, nonostante Berlusconi.

La Croazia è una buona squadra. Luka Modrić merita il Pallone d’Oro. Sono geometrici, un po’ noiosi, tedeschi, testardi, orgogliosi, inquadrati in uno schema mentale. Ma giocano un calcio fisico di qualità eccellente. Non sono certo la prova dell’esistenza di Dio come il Brasile o Leo Messi da solo. La Croazia è una squadra di bravissimi contabili. Mi piace un casino Mandzukic, un cattivo che deve essere una pasta d’uomo.

I croati, per paradosso, mi insegnano anche il desiderio di migrare. Nonostante il nostro ministro degli interni. I giocatori croati stanno in undici campionati diversi. Mica rimangono a Zagabria. Nazionalisti, sì, ma con un occhio ai desideri. Di guadagnare di più, di vincere di più. Di vivere meglio, insomma, come ogni migrante. I giocatori croati sono un ottimo esempio dell’andare in cerca di fortuna.

Come i francesi, del resto. Diciotto giocatori della Francia hanno almeno un genitore che è nato in un’altra terra. In genere, in Africa. E’ stato accolto in Francia. Blaise Matuidi, giocatore della Juventus, è figlio di profughi angolani. Anche loro avevano il desiderio di un futuro. Si emigra in cerca di un altrove che si pensa migliore. E si continua ad amare, come fanno i croati e gli africani, la terra che si è lasciato dietro a noi. E molti rimangono.

Quindi Francia-Croazia è partita di migranti.

Ps: tiferò Francia, nonostante che le ragazze croate attorno a me siano carine (e assieme a loro a tifare ci sono ragazze serbe) perché Mbappè, origini camerunesi, francese, francesissimo, è uno sbruffone ventenne che potrebbe convincermi davvero che c’è un Dio della velocità, oltre che un Dio di Messi.

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