Storie di libri/Spinea, la cabina dei libri

La bibliocabina e il lampione

 

Troppo poco tempo a Spinea. Dov’è Spinea? Entroterra di Venezia. C’è un bel parco. Parco Nuove Gemme. Territorio prezioso nei pomeriggi dell’estate di queste pianure. Laghetto con papere, tartarughe e pesci. Pista per pattini da corsa. Bambini. E una cabina del telefono.

Marco adocchia Lolita

Troppo poco tempo. Avrei dovuto conoscere la bibliotecaria di Spinea. ‘Una biblioteca magnifica’, mi dice Gianfranco. E ancora: ‘Qui si legge moltissimo’. Avrei voluto conoscere la bibliotecaria di Spinea. Che, mesi fa, ha avuto un’idea. Alzò il telefono e chiamò Telecom: ‘Avete cabine del telefono?’. Immagino la faccia di chi le  rispose. Esitò un attimo, poi credo che abbia detto: ‘Quante ne vuole’. Vengo a prenderne due, anzi tre, si affretta la bibliotecaria. E così le cabine riappaiono nel parco delle Nuove Gemme, al Villaggio dei Fiori, di fronte alla chiesa di santa Bertilla (santa Bertilla?) e, ancora un po’ di tempo, e ce ne sarà una in stazione.

Ingresso

Niente telefono a gettoni, ma libri sugli scaffali. Una bibliocabina, insomma. La gente degli Amici della Biblioteca sono entusiasti: sistemano libri nelle cabine del telefono. ‘E’ che la biblioteca non può più accettare donazioni – mi racconta Gianfranco – E ne riceve. Sono famiglie che si trovano con libri che non sanno più dove mettere, i libri di un parente che se ne è andato e loro vorrebbero donarli’. E allora i libri vanno in cabina, si possono scambiare, leggere sulle panchine e rimetterli a posto, portarseli via. ‘Pensavo che avremmo finito i nostri libri in poco tempo e invece vediamo che ne arrivano sempre di nuovo’, mi dice ancora Gianfranco. E ottimi libri: Lolita, Il leopardo delle nevi, Michel Cricthon…

A notte, la cabina si illumina. Luce bianca sotto il riflesso aranciato di un lampione.

Scaffali

Appalausi a Spinea. Dove sarei dovuto rimanere di più. Per conoscere la bibliotecaria, per convincere Gianfranco a farsi fotografare nella cabina. E invece ho chiesto a Marco, fonico dell’Orchestra, di posare per me. Sono certo che si sia preso un libro. ‘Troppo bello’, ha detto.

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