L’Orchestra.16/Domenica

Gli ottoni alla Rocca

Camerino, giorno sedici

Di queste case/non è rimasto/che qualche/brandello di muro/di tanti/che mi corrispondevano/non è rimasto/neppure tanto/ma nel cuore/nessuna croce manca/è il mio cuore/il paese straziato.

La scritta, in vernice azzurra, sulle assi che proteggono la fragilità delle pietre, è sbiadita. Il tempo è passato, la gente se ne è andata. Ungaretti prova a resistere sui teli di Camerino. Qualcuno, l’abitante che non rivedrà la sua casa, ha lasciato dietro a sé un cuore e un foglio con impresse le parole: ‘Di queste case…’. Ci sono due gatti solitari e sembrano cavarsela.

 

Domenica. Lo si capisce dalla vena della pigrizia e del tempo che si allunga. I musicisti quasi non se ne accorgono. I suoni si inseguono nei corridoi dello studentato di Camerino. Ma il mondo rallenta, i suoni divagano, i trombonisti cercano le note di ‘Besame mucho’. I ragazzi vanno sui classici lontani dalle sinfonie. Da ogni camera escono violini e clarinetti. Scambio di strumenti. Daniel ha trovato un sassofono e sembra dimenticare le percussioni. Cosa avrebbe fatto un compositore ottocentesco con un sax? Al tramonto si cammina verso la Rocca del paese. I soldati sorvegliano ancora, a due anni di distanza, la ‘zona rossa’, il centro di Camerino è chiuso ai passi dei suoi abitanti. I ragazzi non avevano mai visto qualcosa di simile, una torre dimezzata, il tetti crollati, i mobili ancora dentro, le vite interrotte e sorprese da quella notte di agosto di troppi mesi fa. Il sole tramonta e la dedica degli ottoni è per questa terra. Suono sul prato dell’antico castello. Gli alberi si avvicinano per ascoltare meglio. Luogo cocciutamente aperto sulla bellezza delle colline marchigiane. Gli ottoni suonano ‘Hey Jude’. Lunga vita ai Beatles.

 

Noi andiamo a trovare Dondero, a Fermo. Mi incanto di fronte alla sua foto di Stefania Sandrelli. Si scatena la tempesta. Gli uragani passano sulle colline. Agli stessi tavoli della prima volta con Mario. C’è una sua foto nell’osteria. E c’è un cameriere-ragazzo che vede il quadernetto di Matera e dice: ‘Anche io ne ho uno…’. L’Arcivendola materana ha risalito l’Appennino. Diteglio, se la incontrate (questo paragrafo è solo per chi può capirne le nostalgie irrimediabili. E le impossibilità). Andiamo alla tomba, Mario guarda ancora, stupito dalla meraviglia, le colline e il mare. L’olivo ha messo radici al riparo del marmo.

 

Laura è appena tornata dall’Africa e pensa: ‘Io ho l’acqua corrente in casa. Che ragioni ho di lamentarmi’. Già, e un ragazzo del Mali lo sa che noi, nelle lotterie della vita, abbiamo l’acqua in casa.

 

Davvero, questa volta la musica è per il sole. Che tramonta oltre gli alberi, oltre gli appennini. Musica per soli ottoni. Custodie aperte sul prato, ragazzi a cerchio, distanti, con le schiene appoggiate ai tronchi. Ruzzoloni sull’erba, ci si sfiora, ci si tocca, confidenze. Si torna bambini: scivoli, altalene, ragnatele e dizionari di google per corteggiarsi, l’italiano ne esce pomposo: ‘I tuoi occhi sono brillanti…’. ‘ Io voglio essere protagonista nella tua vita’, imparano a memoria ragazzi e ragazze croate per cercare una storia.

 

Una domenica deve finire con tzatziki e melitzanosalata, nonostante le olive ascolane. Il cielo assicura pioggia, il tempo del fresco, l’estate corre troppo. Ungaretti per Camerino, Montale per questa velocità dei giorni d’estate: Siamo ai primi di luglio e già il pensiero/è entrato in moratoria/Drammi non se ne vedono/se mai disfunzioni./Che il ritmo della mente si dislenti/questo inspiegabilmente crea serie preoccupazioni./Meglio si affronta il tempo quando è folto/mezza giornata basta a sbaraccarlo

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3 pensieri riguardo “L’Orchestra.16/Domenica

  • 23 Luglio 2018 in 15:37
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    Sarebbe interessante comprendere come mai un bravo fotografo/meraviglioso scrittore gira con uno strumento del ‘900 all’interno di un’orchestra sinfonica….Genitori di Daniel

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    • 23 Luglio 2018 in 17:34
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      Una storia senile, immagino. Chiedo che almeno la notte torni nella mia stanza, ma il sax mi sembra felice di stare assieme ai ragazzi. Io ho solo l’obiettivo di imparare San Martino Campanaro e questa mi sembrava una buona occasione. Mi sbagliavo, ho nascosto il sax per giorni, poi ho visto brillare gli occhi di Daniel quando ho detto che avevo un sax con me. Grazie a voi.

      Rispondi
  • 23 Luglio 2018 in 19:15
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    Grazie a Te per la testimonianza così ricca, emozionante….poetica! Cari saluti Mara e Luca

    Rispondi

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