Rituale etiopico.4/L’ostinazione del minareto

E’ ancora in piedi. Ostinato. Sacro. Storto. Nessun khamsin lo ha abbattuto, nessuna vacca impazzita è andata a sbatterci la testa, nessuno ha pensato di utilizzare i suoi legni contorti per accendere un fuoco. Eppure qui, non ci sono alberi, ma solo una spianata di polvere.
I due minareti…
Quanti anni sono passati?
Dieci, temo. Lo vedemmo nascere questo minareto, era storto anche allora. Stava accanto alla strada per Asayita. Un capolavoro di land-art. da expo dell’arte dancala. C’erano delle capanne attorno. Ci avvicinammo, non ricordo chi tradusse per noi: so parlammo un po’, e, alla fine, ci chiesero se potevamo contribuire alla costruzione di una moschea in muratura. Non promettemmo. E’ stato Habib Mohamed sceik Mussa a donare il denaro per la piccola, nuova moschea. Sceick Mussa è un ricco mercante di dromedari. Mussa aveva una sola moglie e dieci figli. La donna, Hirrig, aveva un’aria affranta e pallida.
Dieci anni fa
Oggi c’è la moschea in muratura. Un piccolo edificio tinteggiato di verde. Ci sta bene in questa landa color polvere. Attorno capanne sparse, un cespuglio spinoso ha accerchiato il vecchio minareto. Lo hanno lasciato in piedi, hanno tirato giù la moschea di legno, ma il minareto non l’hanno toccato. Stanno bene assieme i due minareti, si guardano con qualche rispetto.
Questo luogo desolato ha un nome. Airo Lafa. In Dancalia, come in ogni deserto, ci si difende con l’ironia. Se non mi hanno preso in giro, Airo Lafa significa: ‘Qui c’è il sole e non c’è un solo albero’. Eppure un clan afar, duemila persone, vive qui da almeno due generazioni. ‘Dal tempo del sultano che ha preceduto l’ultimo signore degli afar’, mi spiegano. Allora mi misi anche a fare dei calcoli: almeno da settanta anni fa, se non sbaglio genealogie nobiliari afar.
Cinque anni fa
Sono pastori sedentari, gli afar di Airo Lafa. Allevano dromedari e capre. Durante la stagione delle piogge lasciano la loro capanna e si trasferiscono in terre asciutte. Poi tornano qui. Mangiano solo latte e pane. Ci sarà qualche distribuzione di farina da parte del governo, immagino. A volte uccidono un vitello, ne mangiano la carne e la vacca continuerà a dare latte per gli uomini e le donne.
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