Corpo/’Io sono la scandalosa e la magnifica’

Iside, inno a Iside

Perché io sono la prima e l’ultima
Io sono la venerata e la disprezzata
Io sono la prostituta e la santa
Io sono la sposa e la vergine
Io sono la mamma e la figlia
Io sono le braccia di mia madre
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli

Io sono la donna sposata e la nubile
Io sono colei che da’ la luce e colei che non ha mai procreato
Io sono la consolazione dei dolori del parto

Io sono la sposa e lo sposo
E fu il mio uomo che mi creò.
Io sono la madre di mio padre
Io sono la sorella di mio marito
Ed egli è il mio figliolo respinto

Rispettatemi sempre
Poiché io sono la scandalosa e la magnifica.

 

Da tempo racconto di volermi occupare del corpo. Dei mutamenti del corpo. Ma rimango immobile. Troppi anni da giornalista, troppa abitudine a muoversi come giornalista per giunta senza la sua abilità. E quindi ho in mente: la gravidanza che cambia il corpo, le ferite, la bellezza, la vecchiaia, le cicatrici, i tatuaggi, i piercing, la fatica, il corpo perfetto degli atleti, troppo perfetto, il corpo imperfetto, il mio corpo senza il pudore degli anni e della pancia. La pelle andata di un vecchio, la mia pelle. Il corpo. E ora affido il corpo, la ricerca sul mio corpo a una macchina che non so che cosa esplori. Non è necessario nemmeno che mi spogli. Si può non spogliare un corpo ed esplorarlo? So che qualcosa è cambiato, si è aperta un crepa, allentato un osso, spostato un frammento di cartilagine e l’equilibrio non è lo stesso. Il corpo è questione di equilibrio?

Io sono la prostituta e la santa

Come posso fotografare? Quale immagine è lo specchio di queste parole?

Io sono la sposa e lo sposo.

Riesco a vederla/vederlo, ma non so raccontarvela/o. E’ in piedi davanti a me, è magnifica/o. E non sono capace di alzare la macchina fotografica. Posso solo guardarla, piango della mia incapacità. Voglio passare una notte con te. Non è vero: aspetto mille notti che non ci saranno. Vedo il tuo corpo che si inarca. Ricordo il tuo respiro.

Rispettatemi sempre.

Come vorrei prometterlo. Ma poi la vita diventa reale e capita che il tuo corpo manchi di rispetto nei confronti di un altro corpo. La tua testa non sa più cos’è saggio e le parole non bastano. E’ il corpo che dovrebbe dare retta al cuore. Ma ci sono momenti di buio.

Io sono la scandalosa e la magnifica

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