Giri di Sud.2/Gli incroci di Ostuni

Il cielo di Ostuni

Incroci che giocano con la geografia. Una piazza del Nicaragua, un incontro ad Andria, un passaggio per la Svizzera, un aereo per Bari. Quale astro ha incastrato queste storie? Ostuni, che vogliono bianca. E bianca appare a chi viene dal mare. E poi una poeta boliviana, divisa fra la fertilità dei bassopiani e l’aridità delle montagne di sale. Norah ha deciso di prendere casa a Ostuni. Capitano storie inverosimili nel mondo.

Le case della città hanno gradini alti, sono case che vorrebbero alzarsi verso il cielo, bisogna essere arrampicatori per raggiungere la sala, le camere, il bagno. La ricompensa è la terrazza che è tetto. Ombre bianche. I vecchi sono addestrati a un passo da trampolieri.

Norah e Raffaele

Sapremmo cosa fare della risacca?

La casa vorrebbe essere cactus. A volte, la poesia ne è capace. Cactus, ‘Casa de la Poesie’. Una cucina, altre scale, un corridoio a volta, un grande disegno a immagine di altre altitudini. Le sedie. Norah ha sempre sognato una ‘casa della poesia’. E ora, per una sera, ne è abitante un poeta napoletano che ha passato i suoi anni su Leopardi. So di molte case della poesia in Puglia.

Norah scrive sui muri

Io sarò il tuo miraggio

Rilegge quindici versi. Un infinito. Ascoltatela, leggetela a voce alta. Forse anche io, in questo momento, capisco cosa è una poesia…

Raffaele

Io nel pensier mi fingo; ove per poco/Il cor non si spaura. E come il vento/Odo stormir tra queste piante, io quello/Infinito silenzio 

‘La poesia è nostalgia del futuro’.

E Raffaele, a un passo dagli ottanta anni, ricorda il tempo di un bambino: ‘Ero il ragazzo scalzo nel cortile/che giocava con la trottola/e le sfide le perdeva tutte/non ricordo di aver vinto/neanche una volta’.

Le ombre di Ostuni

C’è Sant’Oronzo in bilico su una colonna. Non so se stia cercando un suo equilibrio oppure stia benedicendo la città, rivolto verso il mare.

Chiedo sempre della metrica. Ho sempre la stessa risposta. Ci sono poesie perfette, ma prive di anima. Io vorrei sapere cosa è una poesia. Come entrare nella gabbia della metrica. Come starci seduto dentro come su una sdraio in fronte al mare.

Il giorno, la notte, sempre

 

Inverni

Nella notte, appare una ragazza con il velo da sposa. Si avvicina al tavolo delle uniche persone sopra i trent’anni dell’umido pub. Scelta sgangherata: nessuno di noi è sposato, tutti noi abbiamo vite maldestre. Siamo inaffidabili. ‘Quale è il segreto di un matrimonio duraturo?’. Ottiene una buffa risposta: ‘Letti separati’. Nemmeno io sarei arrivato a tanto: a me piace dormire sfiorando un corpo, altri corpi. Lei dice: ‘Penso di aver trovato l’uomo giusto’. Se ne va, con il suo velo da sposa. Cento ragazzi stanno fuori dal pub con la birra in mano.

A San Remo vince un ragazzo italo-egiziano. Io stavo dormendo sul divano della Casa della Poesia.

Bianco, ombre, apparizione

Mangio spaghetti con le cozze e andiamo a guardare il mare.

Al pomeriggio, strano cappello rosso in testa, grandi occhiaie, appare un poeta. Che sa di greco. Che sa di alberi da frutto. Che dice di aver viaggiato mille volte verso Oriente. E poi è tornato alla sua campagna. Chissà con quale sapere o pensiero adesso. ‘Adesso ho cura degli alberi e dei miei figli’, dice. E io penso: cosa posso dire di me? Di cosa ho cura?

Amleto

qui al sud/passiamo gran parte/delle giornate a/raccontare fandonie/come fanno i poeti/come fanno i filosofi/come fanno i fannulloni’. Il poeta si chiama Amleto. ‘amo l’ombra delle pergole/il fumo dei camini/le bucce dei limoni/gli uomini con tanti dubbi.

A settembre ci sarà un piccolo festival di poeti per i vicoli dalle case dai grandi gradini di Ostuni.

E oltre l’orizzonte?

Guardo la televisione nella Casa della Poesia. Aspetto i risultati delle elezioni in Molise. La Lega primo partito in una regione del Centro-Sud. A cosa serve la poesia? Se il ministro degli interni dice di voler bene a Fabrizio De Andrè. ‘I poeti…ogni volta che parlano è una truffa’. Al mattino, sui tetti di Ostuni, leggo a voce alta…

‘Noi siamo quelli che partiamo’

Al mattino mi accompagnano alla stazione. Nella piana. Binario due. Verso Sud.

La Bolivia si confonde con la Svizzera, prende la strada della Grecia, ho pensieri al Nicaragua.

La dedica sul libro bianco. ‘Benvenuto nel mio cuore’

Nella posta, a casa (a casa?), c’è Leopardi che mi aspetta, poggiato sulle maniglie.

 

 

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2 pensieri riguardo “Giri di Sud.2/Gli incroci di Ostuni

  • 19 Febbraio 2019 in 22:27
    Permalink

    Grazie per aver dato voce all’anima della Poesia, Vita saggia e innocente allo stesso tempo, lieve e rocciosa, eterna anche quando dispersa…

    Risposta
    • 20 Febbraio 2019 in 8:13
      Permalink

      Magari ci riuscissi..è come il volo di un uccello: si posa davanti a te, ti avvicini, con cautela, con mille attenzione, vuoi rassicurarlo: non temere…ma lui balza via e se ne va un po’ più lontano…ricominci, ma sai, lo sai, che non riuscirai a sfiorare le sue piume…avverti il tuo corpo pesante…grazie, Mara

      Risposta

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