Storie di libri e librai/L’ultimo cliente della Libreria del Porto. Il primo…

La leggerezza del mare

Questo è un articolo incerto. Scritto cinque mesi dopo essere stato a fare il bagno nella spiaggia Grande di Acciaroli, terre del Cilento. E’ una storia che potrebbe essere riscritta. Ma non voglio cancellare nessuna riga. E’ un piccolo racconto che vivrà di nuovi episodi. E’ una storia di libri e di mare. Le parole e le onde sono sempre uguali. E sono sempre diverse.

Alla fine dell’estate ero andato ad Acciaroli per scrivere della ‘Libreria del Porto’. Era al primo posto fra le librerie che volevo raccontare in questo mio strano giro fra chi vende libri in Italia: come potevo perdermi una libreria stagionale, aperta in fondo alla banchina di un molo? Una libreria di fronte all’attracco delle barche, una libreria esposta ai venti e alle onde. E poi c’era un cartello che mi aveva appassionato, un cartello-esca per gente curiosa: eppure era un semplice avviso che avvertiva dell’assenza del libraio. Diceva: ‘Chiuso per tramonto’. Già, il privilegio di chiudere la porta del negozio per salire in fretta una scala e ritrovarsi, sugli spalti del molo, di fronte all’orizzonte del mare acceso dal sole che se ne va. Una ragione buona per inventarsi il mestiere di libraio sulla frontiera fra mare e terra.

Angelo Vassallo

E poi Acciaroli è il paese di Angelo Vassallo, il sindaco ucciso in un agguato nove anni fa. Il sindaco ambientalista. Il sindaco pescatore. L’assassino non è stato ancora catturato. Bisogna venire qui per onorare una storia, un coraggio, una resistenza.

Acciaroli era un paese di pescatori. Cinquecento abitanti in inverno. Oggi vive del breve e arruffato turismo d’estate. Oggi i pescatori del paese si contano sulle dita di una mano.

Il porto

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Comincio dalla fine questa strana cronaca: pochi giorni dopo il mio viaggio ad Acciaroli, un messaggio lampeggia sullo schermo del mio computer. Proprio quando stavo cominciando a scrivere il mio racconto. Mi costrinse a cambiare le prime parole dell’articolo. Scrissi di getto queste poche parole:

La libreria sul mare

‘Sono stato l’ultimo cliente. Ho acquistato l’ultimo libro acquistato alla ‘Libreria del Porto’. Sono arrivato all’ultimo metro della banchina del porto di Accarioli, a metà settembre, proprio quando Paolo e Virginia stavano inscatolando i libri per chiudere, per i mesi invernali, la loro libreria sul mare. C’era un avviso: ‘Ci rivediamo a giugno 2019. Fate i bravi’. Io già pensavo a nuovi giorni in Cilento alla fine della primavera di quest’anno. Pensavo di venire per la ‘riapertura’.

Durante la mia visita comprai un libro. Una storia di Acciaroli. Edito dal libraio, da Paolo Baron. Era un libro piccolo, strano, coraggioso. Dalla copertina bianca. Un libro del mare e della pietra. Un libro di ‘salsedine’ o, a seconda del vento, dell’‘odore di terra umida e ginestre’.

Poi non andai avanti, non continuai a scrivere.

Paolo e Virginia

Niente, quando me ne ero andato da Acciaroli, avrebbe fatto presagire…

Paolo e Virginia mi erano apparsi entusiasti della loro piccola impresa. Era una bella storia di libri e nostalgie.

Scaffali

E invece, pochi giorni dopo, arriva, quel lampeggìo sullo schermo, arriva un messaggio abbandonato su facebook. Scriveva Paolo: ‘Ci siamo divertiti, questa estate. Abbiamo consigliato e venduto un sacco di libri. Duemila in tre mesi’.

Si sopravvivere vendendo duemila libri? No, a quanto pare.

Smontare una libreria

‘Ci siamo resi conto di non incassare abbastanza per coprire l’affitto, le spese e portarci via un minimo di stipendio’, diceva Paolo. Per tre anni, la Libreria del Porto era stata una meraviglia marina ‘Ma insistere ancora sarebbe un suicidio’. Infine Paolo dava un consiglio: ‘La prossima estate portatevi appresso qualche libro in più’. Per non lasciare dubbi, precisava: ‘La libreria chiude definitivamente’.

Si scrive un articolo su una libreria che chiude? Che chiude definitivamente. E della quale io sono stato l’ultimo cliente.

Sì, cinque mesi dopo, in pieno inverno, provo a scriverlo.

La Madonna del Porto

Quando ho conosciuto Paolo e Virginia mi era venuta un’idea. Sempre la solita. Volevo chiedergli se potevo affittare la sua libreria per i mesi dell’inverno. Non ci credo più neppure io, quando mi passano per la testa questi pensieri. Paolo mi avrebbe guardato con compassione: ‘Sei matto, qui si soffre di solitudine. Il mare scavalca la banchina, ti viene addosso. C’è il freddo, l’umidità’. L’Acciaroli del turismo si ingolfa in agosto. Venti giorni affollati come una metropolitana nell’ora di punta. A fine mese ti distrai un attimo, vai a dare un’occhiata la tramonto e ‘puff, non c’è più nessuno, è un deserto. E io, allora, comincio a imballare i libri’. Mentre parlava, io pensavo: ‘la Libreria del Porto non è una semplice libreria estiva’. E ora cerco di spiegarvi perché ho avuto questa sensazione.

Spiaggia Grande

Primo, guardate dove si trova: questo è davvero l’ultimo metro della banchina del porto. Prima della libreria, ci sono solo luoghi del cibo. Sono il più possibile vicino al paese. In fondo al molo, sotto le braccia benedicenti della Madonna che sorveglia l’arrivo delle barche non arriva quasi nessuno. Paolo e Virginia hanno aperto la loro libreria proprio qui, appena alle spalle della grande statua della Madonna, protettrice dei pescatori. Devi decidere di venirci alla Libreria del Porto, non passi per caso da questo confine con il mare. ‘La gente del paese mi ha sempre detto: ‘stai distante, non ci viene voglia di venire fin laggiù’. Certo, puoi ormeggiare la barca di fronte alla vetrata della libreria (c’è una bellissima panchina celeste), e scendere a terra per comprarti un libro di Elena Ferrante (nell’estate del 2017, il libro più venduto da Paolo).

Paolo Baron

Devo dirvi di Paolo. Paolo Baron.

Meglio, prima vi dico di Acciaroli e di Hemingway.

C’è chi giura che Santiago, il vecchio pescatore di una delle più belle storie del ‘900, non fosse cubano. Hemingway è passato di qui nel dopoguerra e ha conosciuto zi’ntonio. Un pescatore vecchissimo, rugoso, dai capelli color argento. Zi’ntonio ha sempre raccontato di lunghe sere passate assieme a quell’americano un po’ strano e spesso ubriaco: ‘Scriveva sempre’, ricordava. Fernanda Pivano ha sempre negato che Hemingway sia mai passato da Acciaroli. Ma a noi piace crederlo.

La panchina celeste

Paolo è nato a Secondigliano. A Napoli. In estate, la sua famiglia si regalava il mare qui in Cilento. Questa era la terra della libertà di Paolo. Qui ha imparato a camminare. Qui ha gli amici della sua adolescenza.

Dovete sapere: Paolo è uno che prende le sue passioni sul serio. Le trasforma in lavoro. ‘Non faccio niente per passatempo’. Si dà una disciplina. Ha viaggiato per mezzo mondo, ma alla fine ha scelto Acciaroli. E’ stato un musicista (lo è ancora, ma non vuole dirlo, non si smette di esserlo solo perché non si suona). Un chitarrista. Stava in un gruppo con la sua celebrità: si chiamavano i ‘Fuori Strada’. Andarono a San Remo nel 1994. Erano bravi, se ne accorsero quelli del ‘Premio Ciampi’ e nel 1997 chiamarono Fabrizio De Andrè per premiarli. Paolo ha scritto canzoni per Syria. Ha cantato con Edda dell’Orso, storica mezzo soprano di  Ennio Morricone. I Fuori Strada ebbero una metamorfosi sorprendente ed esilarante (giuro che li vedo sorridere): con i suoi amici Paolo fu ingaggiato da un produttore di film porno. Se li ho ben capiti, si divertirono molto. Amavano quel ritmo da battito cardiaco che accompagna le acrobazie del sesso. Paolo ha raccontato questa storia in un libro: ‘La mia banda suona il porno’. Non l’ho letto, che peccato.

Il porto

Mi mancano dei passaggi, immagino una vita sui confini. Non so perché smetta di suonare come mestiere e si inventi il lavoro di editore e di sceneggiatore di graphic novel (Suburbans e Punk is Undead, una versione horror dei Vangeli e, quest’anno, la storia dei Beatles). Nel 2004 fonda una piccola casa editrice, la 80144….che è il codice postale di Secondigliano, anche se Paolo e Virginia abitano da tempo a Roma.

E date un occhio al suo primo catalogo: ci trovate Antonio Pennacchi prima che diventi una celebrità. Ci sono le prove di Nadia Terranova e Patrizia Rinaldi.

Acciaroli

Sulle frontiere, Paolo, ci sta bene. In maniera irriverente. La 80144 va al Salone del Libro di Torino. Con un cesso. Paolo ha appena inventato la collana Toilet. ‘Libri da leggere in bagno’, mi spiega, cercando di capire le mie reazioni. Sicuramente Piero Dorfles e Piero Chiambretti non furono indifferenti a quel water sistemato in mezzi ai libri. E gli dedicarono attenzione. La collana oggi raccoglie oltre venti libri. ‘Di qualità’, ci tiene Paolo.

Ho la sensazione che Paolo debba trasformare in lavoro anche le vacanze ad Acciaroli. Non se ne va più in giro per il mondo, ha comprato casa al paese. E non può semplicemente passare il suo tempo d’estate guardando il mare. Può farlo, può stare ore a guardare le barche, i confini con la terra, il giro del sole, e, allo stesso tempo, avere a che fare con i libri. E così, quattro anni fa, nell’ultimo rifugio della banchina, là dove ‘si va a farsi le canne o ad amoreggiare’, Paolo apre la sua libreria. Ha la fortuna di avere un grande maestro: si chiama Vittorio Graziani ed è un libraio celebre a Milano. ‘Uno dei migliori – mi dice Paolo – Sta alla Feltrinelli di piazza del Duomo. Lui mi ha insegnato a muovermi nel labirinto dei libri. Mi suggerisce, fa la selezione, poi ascolto Virginia e do retta ai consigli delle due editor della 80144’.

Libreria del Porto

C’è un altro cartello che Paolo mette più volte al giorno alla porta della libreria: vi sono i tempi di attesa nel caso vada a prendersi un caffè. Dipende dai bar. Bisogna andare fino al paese. Fare due passi. Più di due passi. Le chiusure per caffè vanno dai dieci minuti alla mezz’ora. Tempi del Sud. Mi guarda: ‘Io amo la lentezza, ma devo fare le cose in fretta, ma sono un napoletano atipico e so avere pazienza’. Contraddizioni degli uomini del Sud.

Le pietre di mare

Già sapete che sono arrivato alla Libreria del Porto a metà settembre. Scatoloni, pancali, scaffali che stanno svuotandosi. Il rito della chiusura autunnale. Luce da meraviglia. Un libraio di fronte al mare. ‘L’editore di Nutrimenti arriva in barca e viene a trovarmi’. In molti scendono dalle barche e sono sorpresi di ritrovarsi in una libreria. Nel 2017, i libri più venduti sono stati quelli di Elena Ferrante. ‘Entravano lettori in astinenza e non potevano credere di trovare qui il libro che ancora non avevano letto’. Vendite estive: De Giovanni, Camilleri. Ma poi i libri sono un’algebra, da stupore, il mare fa begli scherzi. L’estate è un buon tempo per comprare il Simposio di Platone (e illudersi di leggerlo sulla spiaggia. Ma sì, è possibile) e la biografia di Thelonious Monk o per ritrovarsi in mano Diego Da Silva. Paolo suggerisce i libri che ama. Ma poi confessa: ‘Sono bravo anche a parlare di libri che non ho letto, ma che so che mi piaceranno’. Musicista e attore. E sceneggiatore di fumetti. Sa improvvisare. E convincere. Non ama, saggiamente, le autopubblicazioni. Ha attenzione alle copertine.

Libri nello scatolone

La Libreria del Porto ha gli arredi del mare. Il colore celeste. Una testata di un letto come sostegno. Cassette. Intrecci di reti. Da tempo sospeso nella bellezza, la panchina a fianco dell’ingresso. Mi siedo e chiedo a Virginia  cosa sta leggendo (accadeva molti mesi fa): Fiori a rovescio di Stefano Tofani e In viaggio contromano di Michale Zandoorian. Fingo di averli letti. Scopro, fra i libri editi dal 80144, storie di mare e di motocicletta. Sì, Paolo trasforma in mestiere le proprie passioni.

Sono molti duemila libri venduti in tre mesi? Quando è un best-seller un libro approdato sugli scaffali del porto di Acciaroli? ‘Trenta copie’, risponde Paolo.

Libri in attesa

Guardo arrivare il camion che riporterà i libri invenduti dai distributori. Mi rassicura l’ultimo cartello di Paolo e Virginia: ‘Ci rivedremo a giugno’. E li guardo mentre ancora una volta vanno a godersi il tramonto. A notte, la banchina è vuota, nessuno viene fino a qua, c’è solo il rumore del buio, del mare, qualche soffio di vento. Ho visto fotografie con le onde che scavalcano la banchina…

Poi arriva l’annuncio di ottobre: la libreria chiude definitivamente.

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Scaffali

A metà febbraio (davvero non avevo scritto la storia di questa libreria quando avrei dovuto), di fronte a un altro mare, vado a sbirciare nel facebook di Paolo. Ci sono sempre i tramonti. Il sole di gennaio. E c’è la luce di un piccolo faro…’Ciao a tutti, si è diffusa la notizia che riapriremo la libreria…’. Come se non aspettassi altro. Avevo voglia di scrivere questa storia.

Il paese

Se riaprirà, non sarà in fondo alla banchina (che peccato, ma capisco…). Ma all’inizio. E i tramonti? Paolo rassicura: ‘La nuova libreria è a due passi dalla Torre del paese. E appena dietro c’è uno dei luoghi che amo per fotografare il tramonto’.

Fate i bravi

Vuol dire che, in fondo alla banchina, apriremo (se ci non ci fanno pagare l’affitto) un negozio che non vende niente. E Paolo, seduto sulla panchina celeste, potrà suonare la sua musica ai pesci e noi leggere i libri che ci ha appena venduto duecento metri prima.

A proposito: mi piacerebbe essere il primo cliente della nuova stagione della Libreria del Porto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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