Caminos.6/Compagno Oceano

La 600 che guarda l’oceano

Non ci posso credere. Appollaiato su un seggiolino aereo provo a scrivere in una taberna di Ramallosa, paese oceanico del sud della Galicia. E per l’aria, passa la voce di Joe Cocker. Quanto tempo, quanto tempo. With a little help of my friends. Giuro, ora mi metto a piangere, bacio la cameriera dai capelli corti e il sorriso che è un contagio, ordino un altra cerveza-tapa (adoro gli spagnoli), mi stendo per terra e penso a quando Joe Cocker apparve…

Playa de Patos

E appena un chilometro prima di entrare in Ramallosa, abbastanza sfinito da un bel camminare oceanico, è apparsa anche una 600 gialla. Guardava l’oceano, quasi voleva scendere in spiaggia, stava lì e non faceva niente. Dovete sapere che nella 600 di Sandro, una adolescenza fa, scomparve il 33 giri di Joe Cocker, con la bocca spalancata a gridare al mondo…ricordo come gesticolava, Joe, con le braccia corte…ecco, questa sera va così, amici miei. Ordino un’altra birra, questo sì. Dormo in un palazzo imperiale. Un pazo. In Galizia non ci sono castelli, ma pazos, palazzi altezzosi, costruiti con blocchi di granito, austeri, superbi, un po’ tetri, ma belli. Questo, da quarant’anni, appartiene a suore, eredità di una famiglia, i Pías, che non sapevano più che farsene. E le suore ospitano (15 euro) i pellegrini. Anche stanotte ho un letto tutto per me, sparpaglio ogni cencio umido per la stanza, provo a far asciugare le mutande da una lampadina, ho nostalgia delle gambe delle ragazze. With a little help from my friends…

 

A Vigo amano i colori

Da Vigo a San Pedro de Ramallosa. Lungo la costa. Cosa scelgo? La app del ‘Buen Camino’ o Giulia di Terre di Mezzo? Beh, mi piaceva molto Giulia e allora seguo le tracce della carta. Lascio le app a chi vuole camminare nell”interno. Io ho voglia di oceano, di fragore di onde, di silenzi di estuari, di orizzonti che non so raccontare, di foto che non posso fare. Prima devo uscire da Vigo, lasciare la dolcezza dell’Ancora Dorata, il lenzuolo insanguinato. Potrei prendere il bus numero 15 fino alla playa di Samil. No, vado a piedi, c’è un’illusione di sole e le colonne al cielo de la Puerta del Sol scintillano, ci passo in mezzo in cerca di buon augurio e cammino. Cammino, cammino, cammino. Mi piace Vigo. Niente colazione fino a quando non vedrò l’oceano. Mal me ne incorse: due ore e mezzo per scendere fino al mare. E la ‘pioggia degli stupidi’ comincia a giocare con i miei passi. Però mi godo Vigo. Ammiro il porto, le grandi navi, le gru, i palazzo dipinti (a Vigo hanno bisogno di colori) e quelli abbandonati. E alla fine c’è davvero l’Oceano. Una gran fatica. Ma valeva la pena: Compagno Oceano. Piove e la pioggia confonde gli orizzonti, come i quadri di Piero Guccione, pittore di Modica. Cammino. Ricompensa: le ragazze della cafeteria VerdeMar offrono caffè americano e churros. E sorrisi. E sottofondo di chiacchiere. Playa Samil, voglio essere qui quando è tempesta.

Vigo al mattino

 

Puerta del Sol

 

Lo so. è una Grande Nave, ma splendente al sole era bellissima

 

Periferia di Vigo

Nessun segno, nessuna freccia, e allora mi fido di Giulia. Della guida di carta. E dell’Oceano. Un matto mi rimette in strada, un postino (viva i postini) mi dà consigli. Incontro perfino altri due camminanti. ‘Vieni da Santiago?’. Racconto un po’ di bugie. Uno di loro, mi dice: ‘Forza’. Devo sempre avere l’aria sfinita. I piedi fanno scintille, la spalla sinistra si incricca. Ma c’è l’Oceano. Oceano Compagno. Incontro anche Santos, che non sa bene dove sta andando. Ha uno zaino minuscolo.

Santos, in cammino

 

LungoOceano a Panxon

 

 

Oceano Compagno

Lungomare battuti dalla pioggia obliqua, surfisti in attesa delle onde, perfino uomini grandi in mezzo alle onde. Cani a passeggio sulla spiaggia. C’è sempre qualcuno che lancia un bastone verso le onde e il cane saltella eccitato. Appare qualche freccia gialla, sbiadita. Mi inquieto sulla E550, battaglio con i camion, scivolo su legno bagnato, un uomo accorre in mio aiuto, il ginocchio fa finta di niente. E, infine, premio: approdo da Fanny. Sono le tre del pomeriggio, ora giusta. Fanny e la taperia El Prado. Luogo delizioso. Il ragazzo ha uno strano pizzetto attorcigliato in un solo nodo, pieno di perline. Finestre sull’oceano. Parillada di verdure, arroz con leche, vino della casa. E caramelle nelle tasche. Otto euro.

 

Fanny, Antonio y….alla taperia El Prado

 

Parillada de verduras

Posso passare dalla spiaggia di Prado? ‘Occhio alla marea’. Guardo l’Oceano Compagno e decido che ce la posso fare, zampetto con quattordici chili di peso sugli scogli. Praia de Pastos. Praia Portiño. Praia Ameríca. LungoOceano con palme. LungoOceano con piastrelle rosse e bianche. Pioggia insistente. Mi piace essere qui, con le gambe che dolgono a ogni passo.

 

Non si è fatta raggiungere

Piove

E poi Lei, la Seicento della mia gioventù. Gialla, bellissima, in bilico fra una duna e l’Oceano. E un uomo che lancia una pallina da tennis a un cane. Sto lì, in piedi, mi avvicino, di chi sei, piccola?

 

L’Oceano dove le onde e l’orizzonte si confondono

Ramallosa. Ponte romanico, parchi per bambini, cafeterias nelle strade laterali, Pazo Pías, una reggia dove dormire. Ragazzi giapponesi taciturni. In un azulejo, c‘è perfino Sant’Antonio che predica ai pesci. ‘No, è San Telmo’, mi avverte un uomo che mi vede perplesso. Anche Telmo parla con i pesci? ‘No, sorveglia la costruzione del ponte che ha unito le nostre terre’. I pesci sembrano ascoltarlo, sono tutti fuori dalle acque. E l’artista si deve essere ispirato a San Antonio. Una goccia d’acqua…

A notte, esito davanti al Cafè de la Terza Edad.  Va beh, dai, no. Scantono fino a trovare la Taberna. Scelta coraggiosa, mi appollaio su un sgabello. Cerveza e tapas, nel giovedì speciale. Una cameriera bella e punk. E Joe Cocker canta per me.

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