Caminos.21/Il corteo dei Medici

La speranza del mattino

A Fonte Coberta incontro Pier Maria Baldi. Non potevo nemmeno immaginarlo. Era da molto che non lo vedevo, un tempo lo conoscevo bene. Nel 1669, un corteo mediceo, con alla testa il vecchio Cosimo, stava andando in pellegrinaggio a Santiago. Ce lo vedete un granduca toscano in viaggio con il suo gruppo di accompagnatori, armigeri, cortigiani e questo architetto e pittore. Devono essersi incantati a Fonte Coberta, si accamparono fra gli olivi, disfecero i loro bagagli e Pier Maria si mise a dipingere l’antica fonte. Oggi, i paesani sono così riconoscenti al pittore toscano da avergli dedicato una piazza. Io ho quasi orgoglio nel ritrovare il mio compaesano in questo Portogallo selvatico.

Incoraggiamento

 

Per ricordare il barbiere di Coimbra

 

Fonte Coberta ricorda Pier Maria Baldi

Il camminante non si aspettava un cambio di paesaggio così radicale. Qui, la campagna è diventata selvatica, gli olivi sono diventati selvatici (scopro che si chiamano zambujaleros), i sugheri si intromettono fra pini ed eucalipti, antiche muri a secco separano pascoli in via di abbandono, vigne ostinate arrossiscono le loro foglie. Ho cercato la speranza nelle nuvole rosse del mattino, mi sono guardato allo specchio e ho apprezzato ancora una volta il taglio di capelli fatto a Coimbra e così la mattina è stata generosa. Ha donato il sole. Cammino nella foresta, seguo l’umidità del rio Mouros. Jimmy, a un bivio incerto, mi raggiunge. E, per oggi, cammino un passo dietro a lui. Ma io mi fermo a salutare Josè, nel solo villaggio di frontiera che incontriamo. Si chiama Poço, tre case ricoperto dai muschi delle piogge. Il cammino si fa davvero sentiero, fra campi e boschi. Se solo la pioggia non stesse avvicinandosi di nuovo. Se solo…

Portogallo selvatico

 

Poço

 

Poço

 

José

 

Gli abitanti di Fonte Coberta sono davvero orgogliosi di vivere in questa solitudine. Ogni casa ha un nome, una storia. Nicolau e Maria hanno piantato alcune tende in un campo e invitano a passarvi la notte. Offrono mele e biscotti. Per l’acqua c’è la fonte nel villaggio. Cartelli ringraziano per aver attraversato il paese. Dalia e Ramiro raccolgono olive stendendo il loro telo in mezzo alla strada. Si va in coppia a raccogliere le olive. Si sente, fin da qui, stantuffare il frantoio di Rabaçal.

Jimmy

 

Il sussulto delle vigne

 

Lidia y Ramiro

 

Ci sono i formaggi, il quejo de Rabaçal, da assagiare. Il bar Bonito è un buon posto dove fermarsi. Convinco perfino Jimmy che, perfetto com’è, ha pronto il suo pranzo. No, io preferisco il barista, il formaggio, il pane e una birra Sagres. L’uomo del bar mi regala una piccola mappa: deve vedermi un po’ sperso.

L’Albergue de Nicolau y Maria

 

Portugueses ara happy. No, ma lo saremo

 

Ci illudiamo che possa non piovere. Ci illudiamo che la strada sia breve. Jimmy parla a voce alta, inglese: ‘Portugueses are happy’. E si imbatte nell’unico abitante di Rabaçal che lo capisce al volto. Ha qualcosa da dire: ‘Non è vero, non siamo felici. Ma lo saremo’. Incontri fuggevoli e ben strani. Non si dicono altro i due. Il portoghese, penso con banalità, deve essere uno di sinistra: questo è il solo paese dove, a sinistra, si vincono le elezioni.

Azeitunas

Comincia a piovere, e io non ho voglia di bardarmi. Apro e chiudo l’ombrello, tutto qui. Il cammino è bello. Paesaggio davvero selvaggio, colori umidi e intensi, ma Alvorge non è vicino. Sali e scendi. Scendi e Sali. Fango. Pietre. E infine la chiesa come riferimento dell’orizzonte. Ma sta lassù….lassù è un’arrampicata che, dopo i chilometri, non ci vuole. Va fatta. Chiudo gli occhi e mi incammino. Guardo solo i miei piedi.

Zalambujal

 

Jimmy sa dove andare. E’ già stato qui. Va in paese, da Vitor, al bar Cruzeiro, a prendere la chiave di un dimesso albergue parrocchiale. Luogo triste in un giorno di pioggia. Ma la doccia è calda e arriva anche un silenzioso brasiliano. Serata strana. Inquieta. Vuota più che altro. Nessun sorriso.

Vado al bar, non mi va di stare qui, vado da Vitor. Che mi racconta che c’è un italiano che vive ad Alvorge. Che mi dice che con mille euro a Lisbona non si sopravvive. Che si convince a preparare un piatto di carne, pasta, pomodori e formaggi freschi e mette una tovaglietta di carta su un tavolo minuscolo. Non è il riscatto della giornata, ma era necessario per cullare un’idea di futuro. E poi qui, almeno, c’è confusione.

Ha l’aria allegra il bar di Vitor. Proprio nessuna voglia di tornare all’albergue.

Pecore attente e grasse

Cosa faccio ora? Che strada avrà percorso Pier Maria Baldi? Domani dove vado? C’è un bivio fra pochi chilometri.

 

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